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Il consiglio regionale ha deciso di “sospendere e rivedere l’autorizzazione”

Pressione sull’azienda perché trasferisca l’attività in un altro luogo

NOALE – Ad aprile la Regione aveva preso atto del parere positivo della commissione di Valutazione d’impatto ambientale (Via) sull’adeguamento tecnologico della Cosmo Ambiente di Noale, al confine con Salzano. Ieri, la sorpresa: il Consiglio del Veneto ha espresso il suo no, votando all’unanimità la mozione presentata ancora a dicembre 2012 dal Pd, con primo firmatario Bruno Pigozzo, che si è detto soddisfatto del via libera. Dunque un colpo a sorpresa.

Nel testo «la giunta si impegna» si legge «a sospendere e rivedere l’autorizzazione data all’impianto di essiccamento e desorbimento tecnico e a fare pressioni sull’azienda perché trasferisca altrove la nuova attività, in modo da tutelare l’abitato e i limitrofi corsi d’acqua del Marzenego e del Draganziolo. Il progetto autorizzato ha ricevuto il parere contrario di Asl 13, Arpav, Provincia di Venezia e Comune di Noale, non rispetta i principi del “piano regionale rifiuti”, mette a rischio l’equilibrio idrogeologico dell’area e comporta l’emissione in atmosfera di due chili e mezzo di polveri l’ora e di sette chilogrammi di ossidi di azoto che andrebbero a sommarsi a quelli prodotti giornalmente dall’impianto di cogenerazione già esistente. Tra i prodotti di emissione, insieme alle micropolveri, figurano anche diossine e metalli pesanti, tutte sostanze cancerogene».

Il progetto era stato contestato dai comitati, che avevano organizzato assemblee e pure una fiaccolata a gennaio per le vie di Noale, proprio per chiedere un ripensamento.

«Purtroppo la presa di posizione del Consiglio arriva in ritardo», dice Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra veneta, «dopo le decisioni già prese della giunta veneta regionale ma siamo ancora in tempo per intervenire dal punto di vista tecnico vista la volontà unanime degli enti locali e di molti esponenti politici veneziani. Sono state accolte le istanze della gente».

Sui rischi e sulla pericolosità della ditta di Noale si è soffermato Giovanni Furlanetto (Lega), sollecitando giunta e maggioranza a programmare la delocalizzazione delle attività di trattamento rifiuti fuori dai centri abitati, in aree dismesse come Porto Marghera. «Abbiamo mandato una raccomandazione alla giunta», osserva Gennaro Marotta dell’Idv, «perché, oltre ad allontanare i rifiuti speciali da Noale e Salzano, si possa fare un ragionamento più ampio sulle autorizzazioni troppo facili».

Alessandro Ragazzo

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