Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

 

Sabato attese mille persone e i sindaci di Vigonovo, Campolongo e Fossò

In dieci anni triplicata l’entità dell’area dissestata. «La Regione intervenga»

CAMPOLONGO «Vogliamo evitare un nuovo disastro come quello del 1966 che inondò i comuni di Liettoli e Bojon. Serve la manutenzione degli argini del Brenta e vogliamo la nuova idrovia Padova–Venezia».

A spiegarlo ieri in municipio a Campolongo Maggiore sono stati i referenti del comitato Brenta Sicuro e gli amministratori pubblici dei Comuni di Vigonovo, Campolongo, Fossò, Piove di Sacco e Camponogara che aderiranno alla manifestazione organizzata domani mattina alle 10 sul ponte del Brenta a Bojon.

«Prevediamo l’affluenza di almeno un migliaio di persone» hanno spiegato i referente dei comitati Marino Zambon e Luana Agnoletto «Abbiamo tappezzato di striscioni tutti i paesi interessati, abbiamo sensibilizzato anche gli istituti scolastici. Lo scorso maggio a Campolongo si sono verificati diversi fontanazzi a ridosso degli argini e delle case. Questi sono segnali di cedimento di argini ormai in stato di erosione evidente, ci fanno chiedere con forza alla Regione e al Genio civile interventi immediati».

Gli amministratori locali capeggiati dal sindaco di Campolongo Alessandro Campalto indicano la via da seguire. «Vogliamo che gli argini del Brenta siano messi in sicurezza» dice Campalto «Il Brenta ha una portata acquea superiore a quella del Bacchiglione di un terzo. Per questi motivi se esondasse i danni sarebbero ancora maggiori alle piene del padovano di qualche anno fa. Siamo a favore della realizzazione dell’Idrovia che dovrebbe avere come funzione quella di drenare acqua dal Brenta, che anche con argini in ordine non può sopportare ondate di piena eccezionali. Non importa se questa sarà un canale navigabile o uno scolmatore, l’importante è che si faccia. Non capiamo il no di Mira a qualsiasi opera».

I dati che emergono dai monitoraggi del fiume fatti dai volontari del Comitato Brenta Sicuro e dalla protezione civile di Campolongo, Fossò e Vigonovo sono davvero preoccupanti. Dal rilevamento fatto circa un anno e mezzo fa si è verificato che dal dissesto sono interessati circa 1600 metri di sponda sull’argine sinistro e 1800 sull’argine destro, ovvero il 40-45% della tratta arginale presa in considerazione, che è pari a circa otto chilometri.

Nel rilievo che era stato fatto a febbraio-marzo 2003 erano interessati da frane e sradicamenti circa 880 metri di sponda destra e sinistra (10-15% della medesima tratta).

Insomma in dieci anni l’area dissestata è triplicata. Ma tutti i 45 chilometri del tratto conclusivo del Brenta vanno monitorati. «Il nostro interlocutore principale resta la Regione» conclude Campalto «Speriamo che il segnale che arriva da questa manifestazione venga colto».

Alessandro Abbadir

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui