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LA PROTESTA – Comitati mobilitati lungo le Zattere

Oggi gli attivisti del comitato “No grandi navi-Laguna bene comune” si daranno appuntamento a partire dalle 14.30 alle Zattere per “salutare” a modo loro con striscioni e bandiere la partenza delle crociere nel giorno più affollato dell’anno. Ci sarà anche un punto informativo per spiegare la situazione a passanti e turisti.

 

Il ministro: sarà numero chiuso. 

Numero chiuso: il ministro Orlando ipotizza il limite di 400 all’anno

Oppositori alle Zattere con pentole e fischietti

VENEZIA/DISACCORDO SUGLI ARRIVI – Grandi navi, è guerra di cifre. Il Terminal passeggeri contesta le cifre: «In realtà passeranno solo 12 piroscafi»

VENEZIA – Per i Comitati, che per oggi annunciano una grande protesta, in 48 ore sarebbero previsti 36 transiti

Grandi navi, i conti non tornano

L’appuntamento è stato fissato per oggi alle 14.30 alle Zattere, sul Canale della Giudecca, proprio di fronte al Molino Stucky quando passeranno i “giganti del mare”. E il passaparola è stato chiaro: portare tutto ciò che può servire a far rumore; ad attirare l’attenzione. Farsi notare, forti anche dei recenti “sermoni” di Adriano Celentano contro le navi crociere a Venezia e la pagina di protesta ieri su un giornale nazionale.
E così c’è chi arriverà con le trombette; chi con le “tecie” e i coperchi, piatti, mestoli e fischietti: per farsi vedere dai grandi “condomini del mare”, le mastodontiche navi crociera che solcheranno il canale della Giudecca, e il Bacino di San Marco, prima di sbucare in Adriatico.
Oggi e domani, l’«evento» sarà eccezionale: in sole 48 ore la Serenissima farà da cornice a 18 navi tra le quali 12 di stazza superiore alla 40mila tonnellate che arrivano e ripartono (4 ieri; 4 oggi; una nella notte tra sabato e domenica; 3 nelle prime ore di domenica); e 6 navi di stazza inferiore a 40mila tonnellate in transito (4 oggi e 2 domani) per arrivare ad una somma complessiva di 36 transiti in Laguna. E proprio su questo si misurerà la “singolar tenzone” di oggi con la protesta dalle rive, con cori e canti, e forse qualche fuori programma, al momento top secret.
In questo quadro, c’è da registrare, anche in previsione dell’incontro di ottobre fissato dal Governo, l’intervento del ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando che ieri ha ribadito l’obiettivo di giungere quanto prima al “numero chiuso” per le grandi navi a Venezia ipotizzando, in forma graduale, anche l’«obiettivo zero», (l’estromissione completa ndr). Per questo Orlando ha annunciato di aver dato mandato ai tecnici del ministero di elaborare subito un piano per il “numero chiuso” che “potrebbe scattare – ha avvertito Orlando – prima dell’adozione di altre misure, anche in previsione della stagione invernale che solitamente vede un calo significativo delle crociere a Venezia, ma soprattutto per la prossima chiusura delle paratoie alla bocca di porto del Lido, per la posa dei cassoni del Mose. Si dovrebbe attuare una discesa graduale verso un “tetto” che potrebbe essere il numero delle grandi navi transitate nel 2011 o nel 2012 nel bacino di San Marco».
Dati che la Vtp, la Venezia Terminal Passeggeri, l’ente gestore di settore, ha messo già sul tavolo: 402 navi mel 2011; 405 nel 2012. Su questo fronte, il presidente Sandro Trevisanato è stato chiaro: «Sul “numero chiuso” noi non possiamo che rispettare gli ordini superiori – chiosa – Siamo convinti, con il ministro, che i principi da lui evocati corrispondano al massimo di contenimento delle navi in Porto, ma non possiamo non contestare l’ennesima fandonia sui cosiddetti “passaggi” previsti in questo week-end. Le navi previste sono dodici. E rientrano nella norma. Non siamo di fronte ad un evento eccezionale». Trevisanato snocciola i dati: «Nel fine settimana tra il 14 e il 15 settembre – dice – abbiamo avuto 11 navi; 12 tra il 5 e 6 maggio scorso, Nel 2012, il “picco” fu tra il 29 e il 30 luglio dell’anno scorso con 14 navi». Insomma guerra di cifre. Non solo sul numero delle navi, ma soprattutto dei cosiddetti “transiti”.
In questo clima c’è da registrare anche lo scontro in Comune con due esponenti della stessa maggioranza che regge la giunta del sindaco Orsoni come il consigliere Udc, Simone Venturini e l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che non se le mandano a dire. Da una parte l’esponente Udc che fuor di metafora condanna le “crociate contro le crociere di Bettin” invitandolo ad una posizione imparziale; dall’altra, Bettin che ribadisce il proprio impegno come da “programma elettorale” e quindi condiviso da tutti i partiti che sostengono Giorgio Orsoni. Infine proprio il sindaco. Il primo cittadino ha cercato di buttare acqua sul fuoco: «La risposta arriverà a giorni – ha ribadito – Bisogna avere pazienza, stiamo lavorando per una soluzione in tempi brevi, magari con un trasferimento a Porto Marghera». Intanto da oggi Venezia si avvia ad un “week-end” rosso shocking come recitava il titolo di un vecchio film.

Paolo Navarro Dina

Navi, il ministro fissa il limite.

Orlando: «Obiettivo: via da San Marco, intanto il tetto potrebbe essere fissato sul numero di arrivi del 2011 o 2012»

Lo scopo è fissare da subito il “numero chiuso”. E per questo a breve arriverà un piano ad hoc da parte del ministero dell’Ambiente. Lo ha assicurato ieri il ministro Andrea Orlando che ha ipotizzando di giungere, in modo graduale, all’«obiettivo zero» (quindi niente più grandi navi ndr) lungo il canale della Giudecca e davanti a San Marco. Troppo presto per stabilire tempi, ma almeno c’è una filosofia.
Al di là di questa previsione, in attesa del vertice che dovrebbe tenersi a metà ottobre con il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, e i soggetti interessati (Comune, Porto, Vtp, Armatori), il ministro ha fatto intendere fin da subito, che inequivocabilmente, il “numero chiuso” «potrebbe scattare – ha avvertito Orlando – praticamente da subito grazie anche alla stagione invernale che vede un calo significativo delle crociere a Venezia, ben prima quindi di altre misure, ma soprattutto per la prossima chiusura delle paratoie nella bocca di porto del Lido, per la posa dei cassoni del Mose. Si dovrebbe attuare una discesa graduale verso un “tetto” che potrebbe essere il numero delle grandi navi transitate nel 2011 o nel 2012 a San Marco».
Insomma, Orlando torna sul caso Venezia delineando una sostanziale proposta operativa prendendo spunto anche dai numeri degli “arrivi” forniti da Venezia Terminal Passeggeri (Vtp) per gli anni precedenti: 402 navi nel 2011; 405 nel 2012; 410 nel 2013. Ed è proprio sull’ipotesi rilanciata dal ministro che è intervenuto il presidente della Vtp, Sandro Trevisanato. «Per quel che riguarda la questione del “numero chiuso” noi non possiamo che rispettare gli ordini superiori – sottolinea – ma sono soddisfatto del ruolo che lo stesso Orlando ha riconosciuto alla nostra organizzazione. Siamo convinti, con il ministro, che i principi da lui evocati corrispondano al massimo di contenimento delle navi in Porto, ma non possiamo non contestare, invece, l’ennesima fandonia, dopo quella della Carnival Sunshine, per quel che riguarda i cosiddetti “passaggi” previsti in questo week-end. Va detto fin da subito che rientrano nella norma. Insomma, non si tratta di un evento eccezionale. I transiti complessivi saranno in tutto 18 per l’intero week-end, ma solo 10 le grandi navi».
E proprio su questo Trevisanato snocciola i dati degli anni precedenti: 11 nel week-end del 14/15 settembre scorso; 12 tra il 5/6 maggio scorso, A ritroso si registrarono 12 transiti nel week-end 17/18 giugno dell’anno scorso; 14 tra il 29 e il 30 luglio; 11 ancora nel fine settimana tra il 12/13 agosto 2012. «Purtroppo quello che rileviamo – attacca ancora Trevisanato – è una politica di disinformazione in previsione dell’incontro che si terrà in ottobre e che sarà dirimente. Da più parti (il riferimento è all’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ndr) sono stati dati numeri a casaccio che creano allarmi ingiustificati su un presunto record di presenze e passaggi navali a Venezia. Non è così».

 

LO SCONTRO – Tensioni in maggioranza. Venturini (Udc) mette il freno all’assessore Bettin

La battaglia infuria e tocca anche nervi scoperti come il battibecco tra l’assessore Gianfranco Bettin e Simone Venturini (Udc), entrambi sostenitori della maggioranza di Giorgio Orsoni a Ca’ Farsetti. E a dare fuoco alle polveri ci ha pensato proprio l’esponente Udc: «Non possiamo che prendere le distanze dall’attivismo fuori luogo dell’assessore. Si tratta di posizioni che inquinano il dibattito, e che soprattutto non rappresentano la posizione d’equilibrio dell’Amministrazione comunale. Le crociate contro il crocierismo non ci piacciono».
Pronta la replica di Bettin, insieme al consigliere Beppe Caccia: «Ne ho pieno diritto – dice – perchè l’uscita delle grandi navi dal Bacino rientra nel programma elettorale della coalizione che ha sostenuto Orsoni, ma c’è di più è stata votata anche con l’articolo 35 bis del Piano di assetto del territorio. Non faccio nessuna crociata, ma voglio solo arrivare ad una soluzione diversa, accettabile in attesa, ma ci vorranno anni, del porto off-shore, ammesso che possa essere usato anche per le navi crociere. Intanto sulla carta rimane l’opzione Marghera».
Ma che aveva detto Bettin? In una nota del Comune, l’assessore aveva parlato di una sorta di “invasione” con 16 navi in arrivo che poi ripartiranno insieme ad altre due già presenti per un totale di 18 navi equivalenti a 36 transiti in Bacino ribadendo la cifra anche dopo la puntualizzazione piccata di Vtp alle sue parole. Nel frattempo Bettin ha annunciato il costante monitoraggio dei fumi emessi dalle navi e la misurazione dell’inquinamento acustico durante tutto il week-end.
Il sindaco Orsoni tenta di gettare acqua sul fuoco: «La risposta arriverà entro ottobre. Bisogna solo avere pazienza». E in questo quadro vanno registrate la presa di posizione di GreenItalia alla manifestazione di oggi. «Va applicato il divieto previsto dal decreto Clini-Passera – sottolineano Monica Frassoni, presidente del Partito Verde Europeo e l’ex assessore Verde, Luana Zanella – Vanno valutate forme alternative che non devono creare danni al delicato equilibrio della laguna». Infine il Wwf Veneto con Luigino Ghedin che si pone una domanda angosciante: “Fareste mai passare i tir nel vostro giardino? Ecco si tratta proprio di questo: far passare queste grandi navi a Venezia, patrimonio dell’umanità. E quindi il nostro giardino».

CELEBRITA’ SCHIERATE – Pravo e Venier: «Basta con i mostri in una città fragile»

ROMA – Venezia vessata e maltrattata, bellissima, fragile e indifesa, «annientata» dalle grandi navi. Grido di dolore e accorato appello da due veneziane famose, Mara Venier e Patty Pravo. Uniscono la loro voce a quella di Adriano Celentano che ha affidato a una pagina a pagamento su un giornale nazionale poche parole, quasi una dichiarazione d’amore, per la Serenissima. «Mi fanno molta paura queste navi», confessa Mara Venier. Patty Pravo scrive un tweet: «Giù le mani da Venezia. Basta con i Mostri in laguna!».

 

Berengo Gardin contro Celentano

Il Molleggiato: «Ignobile sfilata, funerale della bellezza». Il fotografo: «Vuole solo farsi pubblicità»

VENEZIA – «C’è un comitato che si batte da tempo contro le grandi navi a Venezia. Io ho fatto un servizio mesi fa. Celentano si sveglia oggi e, invece di mettere una foto di una grande nave che deturpa la città, ci mette la sua immagine»: non usa mezzi termini il grande fotografo Gianni Berengo Gardin per commentare la pagina a pagamento del Corriere della Sera dedicata alla Serenissima oggi dal Molleggiato.
«Domani (oggi per chi legge ndr) non sarà un bel giorno per il nostro Paese, anche se ci sarà il sole. Con l’ignobile sfilata delle 13 navi dentro la Laguna di Venezia si celebra l’Eterno Funerale delle bellezze del mondo», scrive Celentano sul Corsera. «Sarebbe stato meglio scegliere di pubblicare un orrore per dimostrare a tutta Italia il pericolo delle grandi navi – dice Berengo Gardin – e invece, come al solito, Celentano ha pensato di farsi pubblicità». Poi precisa: «Adesso tutti parlano di Venezia, mentre mesi fa nessuno se ne occupava. In questo senso ben venga anche Celentano, ma questo pericolo delle grandi navi c’è da tempo», aggiunge il reporter, che alla città lagunare ha dedicato tre libri per editori italiani e stranieri. hanno fatto anche in America». Dietro la scelta di far continuare il via vai di navi da crociera nella laguna, proprio nel cuore di Venezia, «ci sono interessi commerciali purtroppo più forti di quelli culturali», accusa il fotografo. A Venezia, aggiunge, «c’è chi vive di turismo e chi vive di cultura. Ma la mia Venezia, non è turistica, a colori, ma in bianco e nero. È un’altra Venezia, di un’altra cultura…». Come tutte le città d’arte, la Serenissima ospita ogni anno migliaia di turisti. «Tutti devono poter godere di questa bellezza, ma la città non deve essere deturpata», dice. «Gli stranieri conoscono Venezia di passaggio. Gli italiani e i veneziani ci vivono e ce l’hanno a cuore».

 

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