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IL PROGETTO LITORANEO

«La Tav è un’opera di grande impatto ambientale, il cui tracciato non può essere deciso dai tecnocrati».

Simonetta Rubinato e Silvia Conte, sindaci di Roncade e Quarto d’Altino, appreso che il gruppo istruttore della pratica di valutazione impatto ambientale (Via) al ministero dell’ambiente ha deciso di riprendere in mano il tracciato litoraneo della tratta Venezia-Trieste, hanno espresso il loro disappunto. Un progetto contro il quale si sono schierate quasi tutte le comunità locali.

«Dov’è la politica regionale se è vero», si chiedono, «che all’incontro a Roma non c’era nessuno in rappresentanza della Regione? Lo chiediamo a Zaia, il governatore del “prima il Veneto”. Quarto d’Altino e Roncade sono tra i comuni interessati da questa ipotesi di tracciato. Ci sono delibere dei Consigli comunali, lettere, incontri, iniziative parlamentari per chiedere di considerare tracciati alternativi .

«Con il commissario straordinario Bortolo Mainardi», ricordano, «si era condiviso che il progetto litoraneo dovesse essere definitivamente abbandonato a favore di soluzioni meno impattanti, più economiche, a partire dal potenziamento dell’attuale linea e soprattutto condivise con le popolazioni locali. Questo è un attacco alla democrazia e all’autonomia dei nostri Comuni».

Il no della Lega a Roma arriva dall’onorevole Emanuele Prataviera, che ha parlato di progettazione sbagliata per il tracciato litoraneo. Rigettata la proposta alternativa del commissario del Governo Mainardi per valorizzare la linea esistente, si è deciso che Italfer dovrà a breve presentare integrazioni al primo tracciato del 2010. Prataviera è contrario, pur evidenziando la necessità che il Nordest abbia un progetto sulla linea Mestre-Trieste. «Il progetto della linea alta velocità alta capacità Mestre-Trieste va bloccato», chiosa, «il territorio è contrario e a nessuno interessa un progetto da 45 milioni di euro al km che devasta le campagne di Altino fino alla zona Doc del Lison Pramaggiore. Non sono un No Tav, credo che sia necessario investire nel trasporto su ferro. Bisogna, però, saper riconoscere ciò che è fattibile da ciò che non lo è. Investiamo ammodernando la linea esistente». (g.ca.)

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