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IL CASO GRANDI NAVI

PROTESTA – Il gruppo di attivisti “No grandi navi” si è tuffato per ostacolare l’uscita delle grandi navi dalla Marittima. L’azione ha avuto grande risonanza.

Il premier Letta convoca per il 1. ottobre un vertice tra i ministri, Orlando prospetta un graduale spostamento a Marghera. Il Comitato: «Non lucrate sul successo mediatico della manifestazione»

Pioggia di multe per il blitz a nuoto dei “no grandi navi”

IDENTIFICATI – I nuotatori contro le grandi navi in azione sabato davanti ai finanzieri

Il premier Enrico Letta ha convocato per il 1. ottobre prossimo un vertice sulle navi da crociera a Venezia. Lo annuncia il ministro Lupi spiegando che l’obiettivo è dare una risposta definitiva al problema: il ministro dell’Ambiente Orlando annuncia il graduale trasferimento delle navi a Marghera. Intanto la Questura sta identificando i 40 autori del tutto di sabato nel canale della Giudecca che ha bloccato le navi. Per i responsabili della manifestazione si profila una multa per l’inosservanza del divieto di balneazione.

 

VENEZIA / CONVOCATO IL 1° OTTOBRE

Letta: vertice di ministri per fermare le Grandi Navi

Il bagno collettivo ha avuto i suoi effetti. «Il primo ottobre faremo un vertice di governo con i ministri Lupi e Orlando per definire le modalità dello stop alle grandi navi».

Bettin: «La città non tollererà lo scavo di un altro canale»

Multe in arrivo per i quaranta che si sono buttati in acqua

Dopo la protesta di sabato il premier Letta ha annunciato che coinvolgerà i ministri Lupi e Orlando

Grandi navi, vertice di governo

Il bagno collettivo, simbolo di una protesta che ha fatto il giro del mondo, ha avuto i suoi effetti. «Il primo ottobre faremo un vertice di governo con i ministri Lupi e Orlando per definire le modalità dello stop alle grandi navi davanti a Venezia». Lo ha twittato ieri dal suo cellulare il premier Enrico Letta, segno che la vicenda dei giganti del mare davanti a piazza San Marco continua ad essere nell’agenda del Governo e non una semplice seccatura. Il ministro dell’ambiente, Andrea Orlando, era del resto stato apprezzato qualche giorno fa per la sua uscita sui zero passaggi in bacino e per l’esigenza di trasferire il traffico in un luogo più consono. Ieri, il titolare delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha ribadito la linea. «Tutti concordiamo sul dare applicazione al decreto Passera-Clini – ha detto ieri – per cui le grandi navi non passeranno più dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco». Il ministro ha precisato anche che “in tutto questo periodo i passaggi della grandi navi sono avvenute in condizioni di sicurezza”. Questo in riferimento alla polemica scaturita dalle immagini che lo scorso agosto avevano immortalato la Carnival Sunshine che sembrava sfiorare la città, mentre era lontana dalla riva una settantina di metri. «I progetti presentati per il percorso alternativo – ha poi precisato Lupi – dato che tutti convengono sull’importanza del turismo crocieristico per Venezia e per il Veneto, sono stati vagliati nelle loro implicazioni ambientali ed economiche». A questo proposito, però, l’assessore all’Ambiente di Venezia mette tutti sul chi va là. Nel senso che la città non tollererà lo scavo di un nuovo canale, che è poi l’ipotesi presentata dal Porto. Lo scavo del canale dei Petroli fu indicato tra gli elementi che acuirono l’alluvione del 1966, aumentando la portata di acqua dal mare alla laguna, che sommerse la città. «La pervicacia e l’ottusità – è il commento di Bettin – con cui Venezia terminal passeggeri e il porto difendono lo status quo e la pericolosa volontà di arrivare comunque solo alla marittima manomettendo ancora sciaguratamente la laguna con nuovi canali devono essere superate da una rapida evoluzione del crocierismo, che dislochi le grandi navi a Marghera in una nuova stazione adeguata». Ieri, si sono verificati 9 passaggi di navi giganti in laguna, ma senza alcuna manifestazione di protesta. Per quella di sabato è altamente probabile che arrivino ai partecipanti (una quarantina circa) del blitz a nuoto multe per l’inosservanza del divieto di balneazione. Ma potrebbero esserci anche denunce, se dalle verifiche dovesse emergere che l’autorità marittima o di pubblica sicurezza avesse imposto l’interruzione della navigazione lungo il canale della Giudecca ai mezzi pubblici per motivi di sicurezza. La Questura, intanto, sta provvedendo a identificare tutti i protagonisti. Il Comitato “No grandi navi” attende le notifiche e alza il tiro, diffidando il Governo dal prendere decisioni contro la città. «Riteniamo – ha detto Silvio Testa, portavoce del comitato, che chiede di essere convocato al vertice di palazzo Chigi – che la laguna abbia la stessa straordinaria valenza culturale dei palazzi e dei monumenti di Venezia. Per cui le navi più grandi devono andare fuori dalla laguna». Contrario a questa impostazione l’ex ministro e due volte candidato sindaco di venezia, Renato Brunetta. «Attorno alle navi ci sono 100mila persone che traggono il loro reddito – commenta – sono trent’anni che studio il problema e ci vuole una regolazione. In campo ci sono tre progetti».

Michelle Fullin

 

LA PROVOCAZIONE DI TOSCANI   «Manderò le foto in tutto il mondo»

VENEZIA – La protesta contro le grandi navi a Venezia e il blitz a nuoto fatto sabato dagli attivisti del Comitato per fermare i “colossi” del mare ispira un nuovo progetto al fotografo Oliviero Toscani, il quale annuncia che inoltrerà «le foto dei cittadini ai più grandi fotografi del mondo». «Oggi, grazie alla mobilitazione di tutti gli amanti della storia, dell’arte e della cultura o forse soltanto della ragione – afferma Toscani -, potremmo scrivere una nuova pagina di storia, nella quale Venezia, l’unica città museo sull’acqua, si è salvata dall’insensato traffico delle gigantesche navi da crociera». «Questa grande quantità di materiale fotografico – sottolinea -, mi spinge a mettere la mia professionalità al servizio di un nuovo progetto: chiederò a chiunque abbia scattato immagini di inviarle a info@nuovopaesaggioitaliano.it». «Le foto – spiega – saranno selezionate e ordinate per creare un libro per immagini che possa descrivere al mondo l’enormità e la follia del passaggio delle navi nel Canale della Giudecca: una sorta di “Colors”, la mia prima rivista, senza testi e con sole immagini. Invierò questo libro-denuncia a tutti i miei colleghi fotografi sparsi nel mondo». Toscani lanci infine un messaggio agli stessi croceristi: «vorrei far sapere agli spesso inconsapevoli passeggeri che oggi, mentre fanno le foto e si sbracciano dal ponte di questi giganti, sono identificati come i “nuovi barbari”».

 

 

IL GOVERNO – Vertice il primo ottobre per definire la questione

IL COMITATO  «Vogliamo essere convocati anche noi come gli armatori»

GIANFRANCO BETTIN   «No alla manomissione della laguna»

Un plauso dall’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin per la dichiarazione del ministro Andrea Orlando di voler procedere al più presto a un graduale spostamento delle navi crociera da Venezia a Porto Marghera. «È un positivo segnale d’impegno – commenta Bettin – un passo avanti verso una concreta alternativa all’insostenibile situazione attuale, di cui sono state segno forte le manifestazioni di ieri. La pervicacia e l’ottusità con la quale Vtp difende lo status quo e la pericolosa volontà di cambiare solo arrivando alla stessa Marittima attuale manomettendo ancora sciaguratamente la laguna con nuovi canali, devono essere superate da una concreta e rapida evoluzione del sistema crocieristico veneziano, che contrasti il gigantismo (o lo releghi comunque, in prospettiva, fuori della laguna) e ridislochi il traffico a Marghera, in nuova stazione adeguata, che sia anche volano di una riqualificazione complessiva dell’area interessata».

 

Blitz a nuoto, multe e denunce

La Questura sta identificando i partecipanti. Quasi certa al momento la sanzione per il divieto di balneazione

Quella quarantina di attivisti che sabato ha sfidato le grandi navi da crociera sul canale della Giudecca tentando di disturbarne il passaggio gettandosi in acqua sarà con ogni probabilità perseguita. Lo conferma la Questura, che sta procedendo all’identificazione di tutto il gruppo prima di verificare l’esistenza o meno di profili penali nei loro confronti. Diciamo che altamente probabile per il momento è solo la sanzione amministrativa per non aver rispettato il divieto di balneazione.
Quanto alle ipotesi di reato, potrebbe essere contestata loro l’interruzione di pubblico servizio, se l’interruzione della navigazione dei vaporetti in quel tratto fosse stata ordinata dall’autorità marittima o di pubblica sicurezza in seguito alla protesta. Un altro reato, molto meno grave, potrebbe essere l’inosservanza di provvedimenti dell’autorità per la violazione delle prescrizioni del Questore sull’autorizzazione alla manifestazione, che non comprendeva ovviamente il fuori programma in canale.
Chi ha partecipato ha comunque messo in conto il rischio di una denuncia, ma il risultato mediatico dimostra che il gioco è valso la candela. La clamorosa protesta del comitato “No grandi navi” ha occupato i titoli dei giornali, dei telegiornali e dei siti web per tutta la giornata di ieri. Forse anche in conseguenza di questo, la mattina il premier Enrico Letta ha annunciato per il primo ottobre un vertice governativo sulla questione, per affrontare una volta per tutte il passaggio delle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate. Se il porto preme per conservare gli investimenti nella Marittima scavando un nuovo canale per bypassare il bacino di San Marco e il sindaco Giorgio Orsoni propone lo spostamento del terminal a Marghera, i “No Navi” alzano il tiro e, come annunciato da tempo, ribadiscono che non avranno pace fino a quando le grandi navi da crociera non saranno fuori dalla laguna.
«Lo slogan gridato sabato dalle rive – ammonisce il portavoce del Comitato, Silvio Testa – era “Fuori le navi dalla laguna” perché riteniamo che la laguna abbia la stessa straordinaria valenza culturale che hanno i palazzi e i monumenti della città. Non vogliamo che si tolga l’obbrobrio, cioè le navi da San Marco e si continui a devastare la laguna.Al vertice del primo ottobre vogliamo essere convocati anche noi, come gli armatori».
Ieri, intanto, la Marittima ha ospitato altre cinque grandi navi, che sono partite senza nessun problema o ritardo. Niente manifestazioni, ieri. Il risultato di tener vivo il dibattito è stato ottenuto: il Governo è avvertito.

 

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