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VENEZIA – Revocati all’ex presidente della Mantovani gli arresti domiciliari

L’udienza è fissata per giovedì 17 ottobre: il giudice per l’udienza preliminare di Venezia, Massimo Vicinanza, prenderà in esame l’istanza di patteggiamento formulata dall’ex presidente dell’impresa di costruzioni Mantovani spa, l’ingegner Piergiorgio Baita, finito sotto inchiesta con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ad una maxi frode fiscale realizzata attraverso false fatture per oltre 8 milioni di euro, attraverso le quali la Mantovani avrebbe accumulato consistenti provviste di denaro in nero.

Baita, difeso dagli avvocati Alessandro Rampinelli ed Enrico Ambrosetti, ha concordato l’applicazione di una pena quantificata in un anno e dieci mesi di reclusione. In attesa dell’udienza per definire il patteggiamento, il gup Vicinanza ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari e ha rimesso in libertà l’ingegnere dopo oltre duecento giorni di detenzione, di cui i primi 106 trascorsi nel carcere di Belluno e i restanti 96 nella sua villa di Mogliano Veneto (Treviso). Il giudice ha riconosciuto il venir meno delle esigenze cautelari, sia perché Baita si è dimesso da ogni incarico, sia perché ha iniziato a collaborare con la procura: negli ultimi mesi ha sostenuto una mezza dozzina di interrogatori davanti ai pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, nell’ambito del prosieguo dell’inchiesta. Le sue dichiarazioni sono coperte da segreto, ma è probabile che abbia riferito dettagliatamente in merito alla destinazione dei consistenti fondi neri della Mantovani che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero serviti a pagare amministratori e politici in cambio di appalti.

Nell’udienza del 17 ottobre saranno prese in esame anche le richieste di patteggiamento avanzate dagli altri tre imputati coinvolti nell’inchiesta sulle false fatture milionarie della Mantovani: il direttore amministrativo della società padovana, il ragionier Nicola Buson, 66 anni; Claudia Minutillo, 49 anni, di Mestre, l’ex segretaria dell’allora presidente della Regione, Giancarlo Galan, poi diventata collaboratrice di Baita in qualità di amministratore delegato di Adria Infrastrutture, e William Colombelli, 50 anni, presidente della società Bmc Broker Srl, con sede a San Marino, una delle “cartiere” utilizzate dalla Mantovani per realizzare fondi neri. Dopo aver collaborato con la Procura, i tre hanno formalizzato richiesta di applicazione di pene che vanno da quattordici a sedici mesi di reclusione. I pm Ancilotto e Buccini hanno già dato parere favorevole a tutte le istanze, ma ciò non significa automaticamente un via libera ai patteggiamenti: il gup Vicinanza, infatti, potrebbe decidere di rigettare le richieste nel caso in cui ritenesse non congrua la pena individuata. In tal caso una eventuale richiesta al rialzo dovrà essere valutata da un diverso giudice.

 

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