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Nuova Venezia – Grano, speculazione penalizza il Veneto.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

set

2013

AGRICOLTURA

PADOVA – I granai sono pieni ma il portafoglio dei produttori rischiano di restare vuoti. Se l’anno scorso il flagello per il granoturco, la prima coltura della pianura veneta e padana, si chiamava siccità, adesso la minaccia viene dalle contrattazioni nazionali e dalla speculazione.

Lo denuncia la Coldiretti di Padova di fronte alle ultime quotazioni della Borsa Merci di Bologna. Ebbene, il granoturco “made in Italy” viene pagato oltre 4 euro al quintale di meno rispetto a quello proveniente dall’estero. Sono le leggi della domanda e dell’offerta e del libero mercato, verrebbe da dire, ma per gli agricoltori di Coldiretti le cose stanno diversamente, tanto che dietro a questi numeri si celerebbe una speculazione che non ha niente a che fare con i mercati esteri ma si consuma dentro ai nostri confini nazionali.

«Siamo di fronte a un violentissimo attacco ai danni dei nostri produttori» afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova, «una spregiudicata azione contro il mais coltivato in Italia, messa in atto dagli sciacalli che stanno gestendo il mercato del granoturco. Altrimenti non ci si spiegherebbe come mai il mais nazionale sia quotato alla Borsa Merci di Bologna 17-18 euro al quintale mentre quello straniero arriva ben sopra i 22 euro».

Miotto aggiunge che la sua organizzazione sta raccogliendo le prove per dimostrare che il mais estero, quotato a prezzi inferiori oltre confine, viene acquistato sui porti delle principali piazze italiane, in particolare a Ravenna e Genova, allo stesso prezzo di quello nazionale. «In questo modo la speculazione è tutta di casa nostra», conclude «con l’obiettivo di minare il nostro mais di qualità e libero da Ogm. Auspichiamo serrati controlli da parte delle autorità».

 

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