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NEL COMELICO

COMELICO – Allo sconcerto del sindaco di Comelico Superiore, Mario Zanondella Necca, si unisce anche il Comitato Per Altre Strade che da tempo si batte contro l’attraversamento delle Dolomiti da parte dell’A27.

«Siamo sorpresi – spiega Alessandra Cason – dal tempismo di questa cordata che si sta attrezzando per depositare in Regione questa nuova proposta di asse di attraversamento. Noi crediamo che questo territorio debba essere salvaguardato e non devastato da nuovi assi stradali. Vigileremo affinché questi territori siano conservati integri. Chiederemo presto un incontro con gli amministratori del Cadore e del Comelico per ragionare insieme su quali iniziativa intraprendere».

Si preannuncia dunque durissimo il braccio di ferro sul progetto di nuova Intervalliva che un pool di imprese (Finconsit, Maltauro, Mantovani) sta predisponendo per collegare Italia con l’Austria, attraverso Sappada. Un tracciato che dovrebbe sovrapporsi all’attuale strada che attraversa il Cadore e il Comelico e che dovrebbe terminare a Padola e poi, con un traforo, attraversare il Monte Cavallino fino al versante austriaco. Il progetto ha le caratteristiche di una risagomatura del tracciato attuale con le modalità del projetc financing. Il progetto, anticipato dal nostro giornale sabato, sta per essere depositato in Regione per la dichiarazione di pubblica utilità. Ma il sindaco di Comelico Superiore si è già dichiarato contrario:

«Sorprendente che a distanza di pochi mesi dalla definitiva ratifica del Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi da parte di tutti i membri e del consiglio dell’Unione europea ed a pochi giorni dallo ‘scioglimento’ della Società Venezia-Monaco proprio a seguito di tale accordo, resusciti il collegamento Italia-Austria attraverso il Comelico».

«Del traforo del Cavallino si è molto parlato in questi ultimi 20 anni: un’ipotesi da sempre contrastata dai comuni diretti interessati sia sul versante italiano che su quello austriaco: se conosco un po’ cosa pensano i colleghi sindaci dell’Alta Pusteria a dell’OstTirol sul tema, credo proprio che diranno ‘nein’».(d.f.)

 

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