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I comitati che hanno animato la manifestazione di sabato alle Zattere chiedono udienza a Roma

Vtp: «Pronti a studiare alternative al passaggio in Bacino, ma la Marittima resta irrinunciabile»

«Chiediamo al governo di essere ascoltati anche noi: la soluzione del problema Grandi navi non è manomettere ancora la laguna con nuovi canali e altri progetti faraonici. Ma vietare l’accesso alle navi troppo grandi e non compatibili».

L’onda mediatica non si è ancora infranta. Il mondo adesso parla del problema dei «mostri» che assediano la laguna. Il premier Enrico Letta annuncia un vertice il primo ottobre per discutere delle soluzioni alternative. Il sindaco Giorgio Orsoni rilancia l’ipotesi Marghera («L’unica realizzabile in tempi brevi», dice. E auspica che il governo «prima di prendere decisioni ascolti anche il territorio». «Mi parrebbe davvero strano che decidessero senza di noi». Mentre prende forma la sua proposta, rilanciata dal ministro per l’Ambiente Andrea Orlando: «Numero chiuso e navi spostate a Marghera».

Ma il Comitato che ha organizzato la manifestazione di sabato avverte: «Il governo e le autorità regionali e locali non possono sfruttare il successo della nostra manifestazione per proporre soluzioni che sono peggiori del male». Il nuovo canale Contorta Sant’Angelo – come vuole il Porto – o le navi a Marghera – come chiede il Comune – sarebbero secondo il comitato «il colpo di grazia a una laguna già manomessa da interventi sbagliati».

Polemica che non si ferma. C’è chi ha documentato notte e giorno il passaggio delle grandi navi in canale della Giudecca. Ma anche chi va avanti senza curarsi delle polemiche. La Royal Caribbean ha annunciato ieri l’avvio dei lavori per la costruzione nei cantieri francesi di Saint Lazare della nave da crociera più grande del mondo. 227 mila 700 tonnellate di stazza, quasi il doppio del gigante Msc Divina. E nel 2016, anno in cui sarà completata, la nuova Caribbean potrebbe arrivare in laguna.

Sabato intanto le grandi navi arrivate sono state 12, di cui cinque sopra le 40 mila tonnellate. I passaggi in canale della Giudecca 24, una cinquantina nel week end. Situazione esplosiva, anche per il carico inquinante e di persone sbarcate. E adesso si attende il vertice di governo. Sul tavolo del Magistrato alle Acque – che ancora non è stato convocato a Roma – ci sono quattro progetti. Il canale Contorta, il nuovo canale dietro la Giudecca, il nuovo terminal croceristico a Marghera, il porto a Punta Sabbioni. Ma i comitati premono per decisioni drastiche. «Non voglio commentare i fatti di sabato, non mi interessano le polemiche», dice il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, «noi stiamo lavorando da tempo a due progetti alternativi, uno a breve termine, l’altro a lungo termine. Marghera? Piacerebbe anche a me, ma non è possibile. L’unica cosa che proviamo a fare oggi è quella di dirottare qualche nave sulle banchine disponibili. Ma a Marghera c’è già un intenso traffico commerciale».

Intanto un gruppo di deputati (Anzaldi del Pd, Mocea di Scelta civica e Petraglia di Sel) plaude alla decisione del governo di affrettare i tempi per la decisione. L’eurodeputato di Sel Andrea Zanoni parla di «bomba a orologeria». «Le navi sono anche un pericolo per Venezia, vanno subito spostate». E Venezia terminal passeggeri, la società che gestisce le crociere, risponde all’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che aveva accusato Vtp di «ottusità e pervicacia nel sostenere soluzioni come il nuovo canale». «Non siamo noi a proporre anche se condividiamo quell’ipotesi», si legge in una nota, «diciamo che per noi resta irrinunciabile la Marittima, dove sono stati investiti 500 milioni di euro negli ultimi anni».

Alberto Vitucci

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PROGETTO VIMINE – Barene, difese naturali contro l’erosione

Legno e zolle, non più sassi e cemento. Nascono iniziative per riprendere la manutenzione

Niente più sassi e cemento. Per proteggere le barene dall’erosione, fenomeno sempre più distruttivo per la morfologia della laguna, saranno utilizzate in laguna tecniche e materiali naturali. Fascine di legno, zolle di terra, canneti e rami di salice. Potrebbe essere la svolta verso la conservazione «naturalistica» della laguna, sempre più minacciata da grandi navi, moto ondoso e lavori sbagliati come lo scavo dei canali che aumenta la velocità dell’acqua e dunque l’erosione. È l’obiettivo del progetto Life Vimine, programma europeo Life-Nature 2012, illustrato ieri a Ca’ Farsetti dai tecnici dell’assessorato all’Ambiente. Due milioni di euro per avviare un programma in quattro anni che prevede la «conservazione e la vigilanza» delle aree più a rischio della laguna, affidate a giovani, pescatori e residenti del’estuario. Approccio del tutto nuovo e rispettoso della delicatezza dell’ambiente, dopo anni di lavori contestati e «rifacimenti» con la logica ingegneristica delle grandi opere. «L’eccesso di grandi opere, a cominciare dal Mose», spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, «ha monopolizzato energie e risorse, facendo venir meno la manutenzione». Con le nuove protezioni a base di ramaglie vegetali e l’opera di vigilanza attiva per segnalare i luoghi più degradati da onde e correnti si potrà anche avviare, dice Bettin, un circolo virtuoso che potrà produrre lavoro e occupazione. Un esempio anche per Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova, per valutare l’efficacia di tecniche naturali e meno invasive per la protezione della laguna e delle sue barene. (a.v.)

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convegno a palazzo ducale

Corila, la ricerca chiede spazi per studiare Venezia e la laguna

Quattrocentootto ricercatori, in buona parte giovani. Migliaia di pagine di ricerche, convegni e studi sulla laguna, adesso anche sull’ambiente e le barche elettriche. Un patrimonio che il Corila, Consorzio ricerca laguna, non vuole disperdere. Fine delle grandi opere, crisi delle risorse e dei finanziamenti portano dritti al ridimensionamento delle strutture di ricerca. È già successo a Tethis, società acquistata dal Consorzio Venezia Nuova, ora potrebbe toccare all’organismo di cui fanno parte Università di Venezia e Padova, Cnr, ministeri. Allarme lanciato sotto forma di convegno ieri mattina in sala del Piovego a palazzo Ducale. Il presidente Bruno Cescon, il direttore Pierpaolo Campostrini e i relatori professori Di Silvio, Gambaro e Patassini hanno illustrato «L’utilizzo delle ricerche nella salvaguardia di Venezia». Studi sull’idrodinamica e la morfologìa, l’ambiente, il recupero di Porto Marghera. «La struttura di ricerca del Corila è fondamentale per le nostre conoscenze», ha riconosciuto la soprintendente Renata Codello. Che ha definito «agghiaccianti» alcuni progetti elaborati da ingegneri sugli interventi per la normativa antisismica. «Finora li abbiamo respinti», dice, «ma adesso occorre elaborare uno studio storico sugli edifici, da lì partire per interventi adatti e non invasivi. Anche in questo il Corila ci potrebbe aiutare». (a.v.)

 

Denunce in arrivo dopo le proteste in barca

Attesi provvedimenti severi per i protagonisti del blitz nell’area riservata ai crocieristi in aeroporto

Denuncia per i «nuotatori» e i manifestanti. Denuncia anche per chi era in barca, magari sventolando uno striscione o una bandiera. La polizia ha provveduto a consegnare a tutte le barche in canale della Giudecca nei pressi della manifestazione di sabato un «atto di notifica» con le prescrizioni impartite dal Questore quando la manifestazione era stata autorizzata. «La manifestazione dovrà mantenere la prevista forma statica», si legge nel provvedimento, «gli spostamenti non dovranno avvenire con modalità tali da assumere le caratteristiche di un corteo, neppure acqueo. Di più: «Qualsiasi tipo di imbarcazione non dovrà avere all’interno strutture e oggetti diversi dalle ordinarie dotazioni di bordo previste». Una frase che ha sollevato molte proteste. «Un attacco alla libertà di espressione», dice uno dei multati, «non stavamo bloccando nulla, era una manifestazione pacifica, non è un bel precedente». Molti consiglieri e deputati annunciano interrogazioni e interpellanze. E le prescrizioni continuano elencando la necessità di garantire il libero transito dei mezzi pubblici. Ma anche, altro punto contestato, con il divieto di utilizzare strumenti sonori o di amplificazione «se non quelli strettamente necessari e funzionali alle esigenze di informazione delle finalità della manifestazione». Anche per la distribuzione dei volantini «non dovrà essere arrecato intralcio al transito delle persone». Limitazioni severissime, che una ventina di imbarcazioni hanno – qualcuna anche senza saperlo – contravvenuto. Per i proprietari di barca sono in arrivo multe per infrazione all’articolo 18 del Tulps e denunce ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale, per non aver ottemperato alle direttive delle autorità di Ps. Per i ragazzi che hanno nuotato nel canale della Giudecca, anche qui denunce in arrivo, dal momento che la Digos ha filmato tutti. Multe che potrebbero arrivare fino a duemila euro con le accuse di blocco della navigazione. «Non li lasceremo soli», dicono i comitati. Infine denunce e segnalazioni anche per l’azione attuata in mattinata dai Centri sociali che hanno sigillato l’Area di accoglienza per i croceristi all’aeroporto Marco Polo. I rapporti di Polizia e carabinieri saranno inviati al magistrato che deciderà se procedere o archiviare le accuse nei confronti dei manifestanti. (a.v.)

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