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Inchiesta Mestrinaro, la Provincia parte civile per i conferimenti a Zero Branco e anche a Volpago

Traffico illecito di rifiuti pericolosi, la Provincia chiede i danni patrimoniali (e non) agli indagati del «caso Mestrinaro». Lo ha deciso la giunta nella seduta dello scorso 16 settembre, con riferimento all’inchiesta della Procura di Venezia. La costituzione formale di parte civile ci sarà in occasione dell’udienza preliminare fissata per il prossimo dicembre a carico dei cinque indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il Sant’Artemio – in quanto competente in materia di tutela e salvaguardia dell’ambiente – ha dato mandato ai suoi legali, gli avvocati Franco Botteon, Mario Feltrin e Sebastiano Tonon, di procedere alla richieste di risarcimenti «in relazione alla gestione di impianti siti in Comune di Zero Branco e di Volpago del Montello».

A Zero Branco arrivavano i rifiuti inquinanti conferiti dalle aziende edili e che la Mestrinaro avrebbe dovuto trattare (al prezzo di 45 euro a tonnellata) per renderli inerti. In realtà, secondo gli inquirenti, i materiali non venivano sottoposti ad alcun procedimento, ma miscelati a calce e cemento per poi essere venduti a 39 euro a tonnellata ai diversi cantieri che li usavano come base per opere varie tra cui il parcheggio dell’aereoporto Marco Polo e la terza corsia dell’A4. Per il conferimento a Volpago è invece finito sotto inchiesta il veneziano Maurizio Girolami referente delle società Intesa Tre. Stando alla ricostruzione della Procura di Venezia sarebbero state scaricate nell’impianto sul Montello 5.900 tonnellate di rifiuti provenienti dai lavori di scavo nel cantiere di via dei Tigli a Mestre e contenenti arsenico, piombo, rame, mercurio, stagno, zinco, floruri e idrocarburi pesanti superiori ai limiti di legge. Il conferimento sarebbe stato eseguito in modo doloso in quanto ben 13 rapporti di prova sui rifiuti in questione dimostravano la presenza delle sostanze incriminate in concentrazioni «proibite». Una situazione di cui non sarebbe stato messo al corrente il gestore dell’impianto di Volpago. I conferimenti sul Montello, avvenuti tra settembre e ottobre del 2010, rappresentano un nuovo capitolo dell’inchiesta dei carabinieri del Noe, coordinati dalla magistratura veneziana. Al centro delle indagini, dunque, c’è la Mestrinaro di Zero Branco accusata non solo di non aver trattato i rifiuti conferiti nei suoi stabilimenti, ma anche di aver immesso nell’ambiente ingenti quantità di rifiuti «cagionando contaminazione degli ambiti di destinazione». Di qui la decisione della Provincia di costituirsi parte civile per i danni ambientali subiti dal territorio. (s.t.)

 

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