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“Cuore Amico” ha consegnato la petizione all’assessore regionale Luca Coletto «Cardiochirurgia non si tocca». Oggi il volantinaggio delle associazioni a Dolo.

MIRANO. Seimila firme in sei giorni, mille al giorno. È stata una vera mobilitazione popolare la petizione promossa dall’associazione Cuore Amico di Mirano in difesa dei servizi dell’Asl 13, degli ospedali di Mirano e Dolo, contro i tagli previsti dalle schede ospedaliere (tra cui la chiusura di Cardiochirurgia a Mirano e Chirurgia a Dolo). Ieri mattina i soci di Cuore Amico – che ha sede alla Cardiologia di Mirano – hanno consegnato le oltre seimila firme all’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto.

Cuore Amico – che opera in sinergia con altre associazioni, comitati, sindaci e politici – evidenzia dove colpisce il colpo di spugna delle schede regionali: la cancellazione di Medicina fisica e riabilitativa, Terapia e riabilitazione cardiologica a Noale; Cardiochirurgia, Cardiologia interventistica periferica e Odontostomatologia a Mirano; il declassamento a strutture semplici di Anestesia e rianimazione, Chirurgia generale, Ostetricia e ginecologia, Psichiatria e Radiologia a Dolo:

«Perché ridimensionare tutte queste strutture ospedaliere? Perché penalizzare i cittadini dell’Asl 13 con allungamenti dei tempi di attesa che inevitabilmente si verificheranno con la chiusura di alcune di queste attività?»,chiede Cuore Amico nella lettera allegata alla petizione.

L’associazione ribadisce anche le richieste: a Mirano resti Cardiochirurgia in sinergia con l’Asl 12, né si tocchino Cardiologia interventistica e Chirurgia vascolare, oltre a Cardiologia interventistica periferica; a Dolo resti Cardiologia e a Noale Terapia e riabilitazione cardiologica. La lettera è firmata dal presidente di Cuore Amico, Nicolò Cammarata.

Intanto cominciano oggi, con l’allestimento di un gazebo davanti all’ospedale di Dolo, le iniziative promosse da comitati, associazioni, sindacati e gruppi politici per la salvaguardia dell’Asl 13. L’appuntamento principale sarà il 5 ottobre con una manifestazione a Dolo.

«Alla manifestazione devono sventolare tutte le bandiere dei gruppi politici, sociali, culturali che condividono l’iniziativa», spiega Emilio Zen, coordinatore del Ponte del Dolo, «ma soprattutto ci devono essere tanti cittadini perché il rilancio dell’ospedale di Dolo è chiesto da loro e dalla società civile».

L’altro giorno si è svolta una riunione della commissione sanità del Comune di Dolo che ha ribadito la propria posizione. «Questa settimana la Quinta Commissione Regionale rilascerà il parere sui destini della Sanità del Veneto», spiegano i rappresentati, «auspichiamo che la stessa attenzione che ci è stata riservata in sede di audizione venga riservata ora in sede di decisione».

Giacomo Piran

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