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Nuova Venezia – Stra. L’Acrib: difendiamo l’Asl 13.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

set

2013

L’Associazione Calzaturieri scrive a Zaia. Sit-in all’ospedale di Dolo

STRA – Anche l’Acrib, l’Associazione calzaturifici Riviera del Brenta, si schiera in difesa dell’Asl 13 e degli ospedali di Dolo e Mirano. Lo fa con una lettera inviata ieri al governatore Luca Zaia, l’assessore regionale Coletto e alla quinta commissione, firmata dal presidente Siro Badon con il presidente dell’Associazione Artigiani di Dolo, Salvatore Mazzocca.

«Il numero dei posti letto» nell’Asl 13, rileva la nota, «risulta molto al di sotto delle indicazioni del piano sociosanitario regionale: 2,5 ogni mille abitanti, ai quali vanno sommati gli 0,3 di Lungodegenza: abbiamo 2,8 posti letto per mille abitanti, ben al di sotto della soglia nazionale di 3,7 e di 3,5 regionali».

Ed ecco le richieste: un adeguato finanziamento per garantire servizi adeguati ai 270 mila abitanti della zona (ora siamo all’ultimo posto in Regione); l’Asl 13 va mantenuta su due poli integrati, Dolo e Mirano; la Cardiochirurgia è un polo di eccellenza: va mantenuta in sinergia con l’ospedale dell’Angelo di Mestre «che non è ingrado di assorbire tutte le esigenze del territorio provinciale».

Intanto ieri mattina davanti all’ospedale di Dolo sono stati diffusi oltre 500 volantini del comitato Marcato e di trenta fra associazioni, comitati, gruppi consiliari e partiti per difendere il diritto alla salute, l’Asl 13 e gli ospedali di Dolo e Mirano. Il prossimo appuntamento sarà un altro volantinaggio domenica dalle 9 in piazza Cantiere a Dolo in occasione della “Giornata della Salute”. L’evento principale sabato 5 ottobre alle 14.30 con una manifestazione che percorrerà il centro di Dolo fino al Foro Boario.

Giacomo Piran

 

L’intervento

Le schede ospedaliere vanno rimesse a posto

di Gabriele Scaramuzza

Siamo giunti alla stretta finale per l’approvazione delle nuove schede ospedaliere e territoriali. Infatti oggi giovedì 26 e domani venerdì 27 la 5a Commissione Regionale affronterà la discussione finale, per formulare il proprio parere alla Giunta Regionale.

Presentate tardivamente, oltre un anno dopo l’adozione del Piano Socio-Sanitario da parte del Consiglio Regionale, le schede rischiano, se non saranno corrette, di compromettere lo stesso piano e, cosa più grave, di perpetuare una situazione di fondamentale inequità nell’accesso ai servizi socio-sanitari in particolare per i cittadini della nostra provincia. Vanno quindi introdotte delle importanti correzioni alle schede, se davvero la Regione intende porre ciascuna persona nelle condizioni di avere gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza.

In primo luogo va riportato a centralità l’investimento sull’assistenza territoriale attraverso la creazione delle strutture intermedie, come gli ospedali di comunità. E quindi è necessario che prima siano attivate queste strutture, e solo successivamente siano avviati processi di riduzione negli ospedali, mentre le schede prevedono invece di cominciare proprio dalla riduzione dei posti letto ospedalieri, nei fatti configurandosi come un’operazione di tagli lineari, tante volte condannata in passato.

Nello specifico del nostro territorio, dobbiamo scongiurare la riduzione delle dotazioni dei posti letto dell’ospedale civile di Venezia, in ragione della specificità territoriale, demografica e turistica del centro storico lagunare, e dobbiamo consentire all’ospedale dell’Angelo di essere davvero polo di riferimento provinciale per l’acuzie e l’alta specialità. Se così deve essere, è necessario assicurare le funzioni “di rete” nella terraferma attraverso le strutture dell’ospedalità privata secondo una logica di integrazione con il polo pubblico, scongiurando in particolare il disarmo delle attività ortopedico e riabilitativa del policlinico San Marco.

Nell’area della Riviera del Brenta e del Miranese va messa la parola fine alla presunta specializzazione dei poli ospedalieri di Mirano (chirurgico) e Dolo (medico): una suddivisione così netta crea diseconomie di gestione e indebolisce l’offerta socio-sanitaria, come affermato nel corso degli stessi lavori della commissione. Occorre invece puntare ancor di più sull’integrazione funzionale e organizzativa dei due poli, prefigurando inoltre per le attività di cardiologia e cardiochirurgia l’integrazione con le analoghe attività dell’ospedale dell’angelo, per corrispondere pienamente al fabbisogno di ca. 800 interventi annui in queste specialità nell’intera provincia di Venezia.

Per il Veneto Orientale la Regione Veneto deve chiarire una volta per tutte se vi sono o meno le risorse per la realizzazione dell’ospedale unico, e mettere nero su bianco questa disponibilità, oppure rinunciarvi. Nel frattempo occorre anche in questo caso perseguire l’integrazione tra i due poli di San Donà e Portogruaro. Evolvere l’ospedale di Jesolo a struttura di riferimento per la riabilitazione dell’intera Veneto orientale, convertire la struttura del Rizzola a San Dona’ di Piave.

In queste ultime settimane tutte le forze politiche sono intervenute sostenendo la necessità di non penalizzare le aziende socio-sanitarie della nostra provincia. Ora è giunto il tempo di dimostrare coerenza. Il Responsabile Sanità Partito Democratico provinciale di Venezia

 

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