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Nuova Venezia – Zaia: voglio rinegoziare i project financing

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

set

2013

«Magistrati, siate i nostri cani da difesa», poi frecciata all’eredità di Galan. Tiozzo (Pd): si merita un 6-

VENEZIA «Vorrei che oltre che i nostri cani da guardia, foste anche i nostri cani da difesa». Con queste parole Luca si è rivolto ai magistrati contabili, ringraziandoli della “promozione” assegnata: «Ci inorgoglisce sentir dire che la Regione è gestita bene, perché quella della Corte dei conti è una sorta di certificazione d’origine. La relazione dice che già si è fatto tanto, ma faremo ancor di più. La collaborazione che abbiamo avviato con la Corte dei Conti ci deve servire anche per difendere la sanità e gli interessi dei Veneti, perché il meccanismo del prestito a interessi da parte dello Stato è indecoroso, vergognoso e non funziona».

Una stilettata al centralismo romano e un’altra – pur senza nominarlo – al predecessore Giancarlo Galan: «Ringrazio il procuratore che ha definito la nostra sanità come la numero uno, perché avevamo ereditato una situazione non facile»; «La nostra priorità è fare buona amministrazione, buona perché calata nel nuovo contesto economico, cercando di mettere ordine nei fattori di produzione. Aver bloccato le assunzioni significa chiedere un sacrificio ai lavoratori della Regione, al quale va il nostro grazie E parificare entrate e uscite, come siamo riusciti a fare, è già una grande sfida, perché ci inquieta sentire che, come nel caso di Benevento, quando un Comune fallisce, paga lo Stato, cioè tutti noi. Senza pensare al patto di stabilità, che per noi si traduce in instabilità, con i nostri soldi bloccati presso la Tesoreria che ci remunera all’1% e poi ci fa i prestiti al 5%».

A proposito di soldi, Zaia accarezza l’idea di rinegoziare i project financing sottoscritti dalle precedenti amministrazioni: «Rimetterci mano e ripensare al loro finanziamento potrebbe essere una grande opportunità. È una mia idea che spero di poter mettere in pratica. Averla annunciata qui significa chiedere ai magistrati una mano. Perché, prima di tutto, dobbiamo vedere se, contrattualmente, ci sono margini per negoziare: fermo restando il diritto dei privati al rispetto dei patti, la Regione ha il diritto di rivalutare gli accordi in base alle mutate condizioni economiche».

Toni prudenti, in proposito, l’assessore al bilancio Roberto Ciambetti: «L’obiettivo del presidente è del tutto condivisibile, certo per rinegoziare bisogna essere in due. Osservo che il nostro bilancio, 13 miliardi non pochi spiccioli, ha incassato il via libera senza obiezioni sostanziali. Ad altre Regioni non è andata altrettanto bene». Soddisfatto anche il presidente del consiglio regionale: «Dobbiamo tutti andare fieri e orgogliosi di questa sentenza», commenta Clodovaldo Ruffato «ma dobbiamo eliminare anche i nei e garantisco l’impegno affinché, d’ora in avanti, il Dpef, che certamente poteva essere approvato prima, sia votato in tempo». «Conti in ordine, dobbiamo riflettere sui derivati perché hanno creato problemi», fa eco il capogruppo pidiellino Dario Bond. E l’opposizione? «Giusta la critica al ritardo del Dpef, più che programmare Zaia tende a vivere alla giornata cavalcando le emozioni», afferma lo speaker del Pd Lucio Tiozzo «c’è da lavorare anche nella sanità mentre emerge la conferma che l’esaurimento della capacità d’indebitamento frena gli investimenti nelle infrastrutture. Il Veneto non è allo sbando ma in questa fase occorre una gestione più mirata delle risorse. Il mio voto al bilancio? 6-»

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