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IL CASO – La Lega dice basta: l’artista tenuto lontano per quasi 15 anni

IL RITORNO – Il primo ottobre di nuovo in piazza assieme a Brunello

ORGOGLIOSI – La Giunta di Ca’ Sugana mentre annuncia l’evento

Paolini riabilitato: «Scusate il ritardo»

Marco Paolini torna ad esibirsi a Treviso: l’ostracismo è finito. Dopo quindici anni l’artista trevigiano-bellunese potrà rimettere il naso in Piazza dei Signori e, assieme a lui, un altro epurato illustre: Mario Brunello, violoncellista castellano celebre in tutto il mondo. Ma negli ultimi quindici anni messo all’indice per contrasti con l’amministrazione leghista. Lui come Paolini. È un sindaco Giovanni Manildo molto soddisfatto quello che annuncia la riconciliazione della città con i suoi artisti:

«Nessun intento polemico – premette – non è nostra intenzione farlo e nemmeno di Paolini e Brunello. C’è solo la soddisfazione di aprire una nuova parentesi».

L’appuntamento è per martedì primo ottobre, in Piazza dei Signori, alla 20,30. Andrà in scena lo spettacolo «Scusate il ritardo». Ingresso libero: a chi riuscirà a prendere uno dei settecento posti a sedere verrà solo chiesto un contributo volontario. Il ricavato, su indicazione degli stessi artisti, sarà interamente devoluto all’associazione “La Prima Scuola”.

«Sarà un momento di festa per tutta la città – dice Manildo – e vogliamo farlo in piazza con qualsiasi tempo: nella locandina, in caso di pioggia, abbiamo consigliato di portare un ombrello. Paolini e Brunello si esibiranno a titolo gratuito. Sono anni che, nei loro spettacoli in giro per l’Italia, parlano di Treviso e del desiderio di tornarci. Finalmente è arrivata l’occasione giusta: la città si riapre».

Ci sarà un palco, ci saranno le luci, la musica e i testi su Treviso e non solo. Paolini e Brunello riprenderanno un discorso interrotto bruscamente il 13 aprile 1999, una vita fa. In quella data i componenti dell’orchestra Filarmonia Veneta, 49 musicisti e 90 coristi licenziati dopo la chiusura del Teatro Comunale in vista del passaggio di gestione dal Comune alla Fondazione Cassamarca, improvvisarono un concerto in piazza. In mutande.

Con loro anche Paolini, atto di solidarietà che però gli costò il bando dal territorio comunale. La clamorosa protesta, che fece il giro di tutto il Paese, non piacque per nulla al presidente della Fondazione Dino De Poli e all’ora sindaco Giancarlo Gentilini. In tutto questo ci entrò anche Brunello, molto critico con le scelte in tema di cultura.

Per i due fu l’inizio della fine: da allora il Comunale targato Fondazione divenne off limit e così le piazze trevigiane. Il loro nome non venne più preso in considerazione per nessun tipo di manifestazione. Ma adesso i veti sono caduti.

 

Marco fa già il conto alla rovescia   «Ma chissà se ci riconosceranno»

«Adesso tocca anche fare notizia. Facciamola dunque». A far parlare di sè Marco Paolini è abituato. Ma oggi la più autorevole voce di teatro civile in Italia riporta le sue consumate ossa sulla scena di casa. E quindi questa, più che una notizia, ha il sapore di una battaglia vinta.

«Lo ammetto – confessa – : essere invitato in Piazza dei Signori col mio amico Mario Brunello, dopo tanti anni, fa un pò impressione. Ci si sente foresti. Ci riconosceremo ancora con la città? Dopo tante stagioni chiusi fuori forse siamo stagionati anche noi. E se non ci riconoscessimo?».

L’aspettativa è tanta. Manildo e i suoi vogliono il bagno di folla. E la gente desidera accendersi delle parole di Marco e della musica di Mario. E allora Paolini si chiede cosa mai potranno fare due maturi uomini della scena con un tetto di stelle e i primi rigori dell’autunno: «Meglio essere prudenti».

«Cara Treviso. Noi porteremo un violoncello, un libro di Calzavara e una maglia della Tarvisium n. 19 come segno di riconoscimento. Tu invece portati un fiore. Chi viene dovrà avere un fiore ma anche mazzi di erba, panocie . E allora la piazza sarà un prato»: quello che la chiusura in stile power flower non racconta però è che la promessa di tornare venne fatta la scorsa primavera a Simone Battig, oggi capogruppo della commissione cultura, in Comune.

Poi contatti, tentativi di incastro, ma fino a dieci giorni fa la conferma di una data sicura ancora non si aveva. Tuttavia la scorsa settimana la Giunta aveva contattato Teatri Spa per chiedere la disponibilità del Teatro Comunale. Ma il montaggio de La bohème di Puccini ha reso impossibile la cosa. Fondazione Cassamarca aveva quindi proposto, in alternativa, il Teatro Eden, scartato forse per motivi di capienza. Poi, mercoledì notte, tutte le caselle vanno a posto e ieri la conferenza stampa. Per darlo, insomma, davvero il segno che Marco Paolini e Mario Brunello sono definitivamente usciti dalla quarantena.

 

L’AMICO – Il musicista: «Tutto è cambiato ora siamo pronti a ripartire»

TREVISO – Mario Brunello è appena atterrato all’aereoporto di Torino. Rientrato da Londra, e già in prova per un concerto. I suoi commenti sul rientro a Treviso dopo 14 anni di assenza ufficiale, fatta eccezione per alcuni eventi benefici, sono limitati all’essenziale. Com’è del resto nel suo stile. Tuttavia l’emozione di tornare in scena con Marco Paolini per sostenere una stagione politica rinnovata è percepibile.

«Quella del 1 ottobre è un’occasione che finalmente si ripresenta per continuare un percorso nato alcuni anni fa» spiega il violoncellista castellano «Ma soprattutto un gesto di stima nei confronti di Giovanni Manildo».

L’attuale sindaco già durante la campagna elettorale aveva ripetutamente cercato Brunello per un progetto culturale in città, affascinato da Antiruggine e dalle sue operazioni musicali understatement.

«Io e Marco Paolini abbiamo idealmente salutato Treviso più di un decennio fa da quella piazza. Ed ora da lì vogliamo ripartire» prosegue. In sottrazione anche ogni dettaglio sulla scaletta di «Scusate il ritardo».

«Dico solo che non sarà un concerto e non sarà un reading-afferma- È più semplicemente l’incontro di due artisti che da anni lavorano insieme, in una città che oggi li accoglie di nuovo».

Brunello nega poi recisamente la voce che questo evento sia in realtà una festa per la caduta di Gentilini. «Noi saremo a Treviso non contro qualcuno, ma per dare un segno nei confronti di questa nuova amministrazione. Manildo e la sua giunta in poco tempo hanno dimostrato un rispetto profondo per la cosa pubblica. Sono certo rappresentino un cambiamento epocale per Treviso» conclude.

EF

 

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