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San Donà. L’iniziativa dei volontari di Legambiente

Nel mirino percorso litoraneo e piani di assetto territoriale

SAN DONÀ – Digiuneranno a turno, un giorno per ciascuno, per protestare contro l’ipotesi di tracciato litoraneo dell’Alta Velocità (Tav) Venezia-Trieste. Ma anche contro i «mega Piani di Assetto del territorio» e tutti quegli interventi che, anche nel Veneto Orientale, prevedono la distruzione del territorio, con milioni di metri cubi di cemento.

A promuovere l’iniziativa sono i volontari del circolo Pascutto-Geretto di Legambiente. Un’idea nata sulla scia del digiuno che nelle scorse settimane ha già attuato don Albino Bizzotto. Saranno una decina i soci del circolo che inizieranno il loro sciopero e intendono portarlo avanti almeno fino al 5 e 6 ottobre, quando Legambiente, insieme alle associazioni locali, ha già programma un’iniziativa a Caorle per dire no agli interventi edilizi previsti su Valle Vecchia.

Ma in primo piano adesso c’è di nuovo la Tav. Lunedì a San Donà Legambiente e le associazioni di categoria degli agricoltori presenteranno un pacchetto di iniziative per rilanciare la protesta contro il tracciato litoraneo.

«Ancora una volta ci troviamo di fronte all’ennesimo passo in avanti di questo progetto assurdo e, a parole, non voluto da nessuno. Purtroppo i fatti dimostrano il contrario», attacca Maurizio Billotto di Legambiente, «sembra addirittura che nessuna delibera sia giunta in commissione di Valutazione ambientale, ma chi si vuole prendere in giro?».

Legambiente ricorda di aver presentato anche ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo, evidenziando le violazioni da parte della Regione delle direttive sulla partecipazione e la valutazione dei progetti.

«Ora ci troviamo nuovamente a riaprire un dibattito che, a distanza di tre anni, non sembra aver fatto nessun passo in avanti. L’unica cosa che continua ad andare avanti sono i costi del progetto, che nessuno vuole», conclude Billotto, «chiediamo uno scatto d’orgoglio della politica. Chiediamo siano rispettati gli impegni assunti, finora, a parole. Tutti, dall’amministratore locale al parlamentare, hanno responsabilità sull’accaduto. Terminato il valzer delle accuse, chiediamo una sola cosa: atti concreti». Intanto il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere quali iniziative intenda attuare la Regione per rimediare alla «clamorosa inerzia» del governatore Zaia rispetto alla bocciatura del tracciato litoraneo.

Giovanni Monforte

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