Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

PADOVA – La staffetta del digiuno è iniziata ieri e si protrarrà fino al 9 ottobre, anniversario della tragedia del Vajont. La battaglia simbolica di don Albino Bizzotto, il fondatore dei Beati Costruttori di Pace, sta diffondendosi nel circuito dei comitati e delle associazioni che, da sempre, si battono contro il consumo del suolo e le grandi opere.

Don Albino, con il digiuno di venti giorni avviato a ferragosto, ne ha aperto la strada e dato visibilità. Ma sono moltissimi, da Belluno a Mestre, da Vicenza a Padova i rappresentanti dei comitati che hanno deciso di iniziare questa singolare forma di protesta. Lo faranno a turno, senza alterare le proprie condizioni psicofisiche, ma intendono portare questo messaggio e rilanciarlo in tutta la regione.

Anche anche Legambiente nazionale ha deciso di sostenere questa battaglia, che infatti si sta propagando all’Emilia Romagna, alla Lombardia, al Piemonte. Le parole d’ordine, riscontrabili sui social network, sono «Staffettadeldigiuno» e la scritta: «Oggi digiuno anch’io contro le grandi opere inutili e il troppo cemento».

La campagna potrà essere seguita sul sitodi Legambiente e su twitter con #lastaffettadeldigiuno. Alla Regione don Albino chiede una moratoria sulle principali 35 grandi opere la cui utilità è tutta da discutere.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui