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È scoppiata la guerra dei minuti tra Lombardia e Veneto per i collegamenti via treno. Nodo del contendere è il nuovo orario cadenzato regionale del Veneto che entrerà in vigore il 15 dicembre con il caso dei treni interregionali Venezia-Milano soppressi dalla Regione Veneto.
Le associazioni di pendolari sono insorte contro le nuove coincidenze dei treni lungo la tratta: quelli fra Verona e Venezia «che la Regione Veneto intende istituire», infatti, non sarebbero mai in coincidenza con quelli Milano-Verona della Lombardia, partendo esattamente un minuto dopo l’arrivo di questi ultimi e rendendo impossibile il trasbordo».
Ieri a Verona si è tenuta una riunione tra i tecnici di Trenitalia Veneto e Trenord per verificare un’ipotesi di soluzione alternativa con la disponibilità a una partecipazione ai costi, finora sostenuti dal Veneto, da parte della Regione Lombardia. Fra le ipotesi, oltre al tentativo di portare la coincidenza a 6-7 minuti, anche quella di «mettere a fattor comune le risorse industriali di Trenord e Tenitalia e gestire, da dicembre, un’unica relazione Milano-Verona-Venezia ogni 60 minuti» con la suddivisione dei costi fra le due Regioni.
Un’ipotesi su cui il Veneto non ha fatto aperture. E si capisce perchè. Il costo delle quattro coppie di interregionali attuali è di circa 10,7 milioni: quello delle 13 nuove coppie di treni regionali cadenzati sarà di 16,7 milioni l’anno.
«Spendiamo i nostri soldi – spiega Renato Chisso, assessore regionale alle Politiche per la mobilità – in maniera diversa e più funzionale per i nostri pendolari. Con il contratto vigente, dove il costo si basa sulle ore di circolazione, i servizi Venezia-Milano sono esorbitanti e fungono più da rinforzo al sistema lombardo senza soddisfare l’utenza pendolare veneta».

Nicoletta Canazza

 

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