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Nuova Venezia – Pendolari appiedati, scoppia la rivolta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

ott

2013

TRASPORTI PUBBLICI » I DISSERVIZI

Soppresso il treno Venezia-Trieste, bus sostitutivo in panne sul ponte della Libertà: «Non paghiamo più l’abbonamento»

Il pullman sostitutivo si rompe sul Ponte della Libertà, i pendolari della linea Venezia-Trieste raggiungono la città lagunare a piedi. Questa volta sono davvero infuriati, tanto da minacciare di non voler pagare l’abbonamento mensile a Trenitalia. Riflettori puntati sul famoso treno 5.800 che dovrebbe arrivare a Quarto alle 4.53, ma che talvolta viene soppresso e che serve i lavoratori che partono da Portogruaro, San Donà e Quarto per andare a lavorare a Venezia e nelle isole. Molti di loro sono turnisti, arrivare tardi significa doversi giustificare.

«Alla stazione questa mattina (ieri ndr)», racconta Gianni Foffano, portavoce pendolari e consigliere comunale, «ci è stato comunicato, anzi abbiamo scoperto, che il treno era stato soppresso. Accade spesso, troppe volte, sistematicamente durante il fine settimana, ma se succede nei giorni infrasettimanali è ancora peggio. Abbiamo così atteso il consueto pullman che ci manda Trenitalia, un bus turistico che ci porta a Venezia. È arrivato a Quarto alle 5.25, quindi in ritardo di un pezzo, poi è passato per Marcon e si è diretto a Mestre, dov’è arrivato alle 6. Quando ha imboccato il Ponte della Libertà si è fermato per un guasto meccanico: l’autista ha alzato le braccia e così noi, già in ritardo, abbiamo dovuto scavalcare la balaustra, passare dove si può camminare e dirigerci a piedi con il tempaccio che c’era fuori».

Una via crucis, insomma. Il treno che non passa, l’autobus sostitutivo, le tappe, il ritardo. Alla fine i pendolari, una cinquantina, sono arrivati a Venezia dopo le 6.30, con tutti i disagi del caso e da qui ciascuno ha proseguito con il vaporetto o con altro mezzo per raggiungere il posto di lavoro.

Chiarisce: «Durante il fine settimana succedono altri guasti: il bus sostitutivo del treno 5800, partito da Portogruaro, ha bucato una gomma prima di San Donà, appiedando gli utenti. Possibile? Siamo stanchi, le cose non migliorano, anzi. A dicembre entrerà in funzione l’orario cadenzato, il treno del mattino che oggi viene sistematicamente soppresso durante il fine settimana e nei giorni lavorativi spesso ritarda, verrà spostato in avanti di venti minuti e sarà un problema, senza contare le corse che fermeranno solo a Mestre. La Regione non ha ascoltato noi e nemmeno l’associazione Ferrovie a Nordest: non ne possiamo più e non vogliamo pagare l’abbonamento. Altro che riduzione, non ci conviene pagare».

I pendolari della tratta Venezia-Trieste hanno anche aperto una pagina Facebook e si stanno organizzando per dar vita ad una nuova manifestazione di protesta assieme ai colleghi di San Donà, Portogruaro e le stazioni coinvolte, annunciata per novembre.

«Domenica», precisa Trenitalia, «c’era un’interruzione programmata, nessuna soppressione da parte nostra. Oggi (ieri ndr) invece il bus si è guastato a 100 metri da Venezia, mentre il treno non è partito perché non c’era materiale rotabile». Ossia treni disponibili.

«Situazione da terzo mondo, inaccettabile», tuona il sindaco di Quarto, Silvia Conte. «E con il nuovo sistema che ha in mente la Regione le cose peggioreranno: invece di parlare di opere inutili che investano per rendere adeguato al terzo millennio il sistema esistente».

Marta Artico

 

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