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IL CONFRONTO SUL PAT

Auditorium Stefanini gremito per la discussione pubblica del Pat, il Piano di assetto del territorio che il Comune di Treviso si appresta ad approvare. Non era mai accaduto prima che Ca’ Sugana proponesse un confronto diretto con i cittadini per parlare di urbanistica e viabilità del futuro. Quanto mai numerosa la partecipazione dei trevigiani, più di trecento, che ieri fino a tarda sera si sono confrontati portando alla luce punti di forza e preoccupazioni per il nuovo piano che disegnerà la città del domani. Molteplici i bisogni del territorio segnalati dai presenti, ma generale è stata la richiesta di scongiurare la colata di cemento e asfalto. Unanime infatti l’appello a non ripetere quanto accaduto una decina d’anni fa con il Piano Regolatore, additato tra le cause principali dell’eredità di capannoni e case vuoti.

A far sua questa istanza, Italia Nostra, che ha chiesto alla neo amministrazione di tener fede alle promesse fatte in campagna elettorale. «Occorre tutelare l’ambiente, non vanno abbassati i vincoli nel centro storico e ci interroghiamo anche sul futuro di alcune aree come i fiumi di risorgiva» spiega Sergio Costanzo dell’associazione «ad essere tutelato è solo lo Storga, gli altri non sono considerati tanto che il fontanasso di Monigo è stato addirittura inserito in ambito di urbanizzazione».

Ma tra gli argomenti più caldi della serata, hanno trovato spazio anche la bretella del Terraglio Est per la quale i residenti chiedono la riduzione del pedaggio e l’aeroporto Canova. Sul destino dello scalo e sulle ricadute di un suo ampliamento per Quinto e Treviso, botta e risposta tra Alvaro Ferrante, presidente del Comitato Aeroporto e l’assessore all’urbanistica Paolo Camolei.

«Abbiamo lasciato in mano al privato il controllo dello scalo, ora in ballo c’è il raddoppio dei voli, ma non è giusto privatizzare i vantaggi e imporre alla collettività i costi, in termini di salute e qualità della vita» ha sottolineato Ferrante.

Non si è fatta attendere la risposta di Camolei: «Mi colpisce nel cuore quando si parla di aeroporto, ho lavorato in questi anni perchè ci fosse una governance e perchè non fosse in mano a un finanziere che fa il bello e il cattivo tempo, ma sono stato lasciato solo a fare questa battaglia. Ora come amministrazione cercheremo di far sentire la nostra voce, purtroppo flebile».

Valentina Calzavara

 

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