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IL COMITATO  «Il tema dell’inquinamento non viene considerato»

GLI OPERATORI «Un buon segnale per noi che continuiamo ad investire»

L’apertura del sindaco allo scavo del Vittorio Emanuele soddisfa Cruise Venice, non i No Navi

IDEA – L’idea dell’ex presidente degli Industriali Luigi Brugnaro per far arrivare le navi alla Marittima passando per il canale Vittorio Emanuele III oggi parzialmente interrato

Tutte le persone che lavorano con le crociere e che venerdì gridavano lo slogan “la Marittima non si tocca” dovrebbero tirare un sospiro di sollievo. Questo, per l’apertura del sindaco Giorgio Orsoni al mantenimento dell’attuale terminal, passando però per il canale dei Petroli e poi per un “rinnovato” canale Vittorio Emanuele. Questa proposta, che l’ex presidente degli Industriali Luigi Brugnaro aveva presentato qualche mese fa, potrebbe essere quella che mette d’accordo il più alto numero di soggetti poiché manterrebbe le navi a Venezia e non le farebbe più passare in bacino di San Marco.

Come aveva spiegato lo stesso Brugnaro, servirebbero comunque degli investimenti, ma non così importanti come quelli che servirebbero per lo scavo di un canale ex novo.

Utilizzato fino agli anni Sessanta da tutte le navi merci (allora passavano anche le petroliere a San Marco) il Vittorio Emanuele III si è progressivamente interrato con la sua caduta in disuso, tanto che dai dieci metri costanti del 1970 si è arrivati ad un fondale irregolare a volte profondo poco più della metà, soprattutto nel tratto più vicino a Marghera.

L’altro problema tecnico da risolvere sarebbe poi la curva che le navi dovrebbero fare, cosa non possibile all’imboccatura del canale esistente. Pertanto, il suggerimento dell’ex presidente degli Industriali era stato di scavare e allargare il canale delle Tresse per bypassare anche i bacini di evoluzione del porto. Questo è lungo un chilometro e mezzo circa.

«Un buon segnale – è il commento di Massimo Bernardo, presidente di Cruise Venice – perché è un’apertura a mantenere i cospicui investimenti fatti in Marittima, rispettando la scelta di tanti operatori che l’altro giorno hanno manifestato. Tra un mese saranno inaugurate tra l’altro due nuove stazioni passeggeri».

Il portavoce dei No grandi navi, Silvio Testa, è invece perplesso. Nel senso che il passaggio “da dietro” sarebbe un miglioramento, ma solo di una parte del problema.       «Mi sembra che il sindaco faccia il “re tentenna” – commenta Testa – prima lancia un’idea e non la sostanzia, poi tira fuori questa. Questo significa indebolire la sua stessa proposta iniziale a un giorno dal vertice programmato con il Governo. Non riesco insomma a capire se ha una linea oppure annaspa».      Per i “No navi”, comunque il punto della questione è un altro.       «Qui continuiamo a ragionare solo sui passaggi in bacino di San Marco – aggiunge – mentre non si vuole prendere in considerazione per niente un dato fondamentale come l’inquinamento. L’Unione europea ha detto che le navi inquinano coma la tangenziale di Mestre e questi vogliono portarle comunque nel cuore della città. Oppure a Marghera, i cui abitanti per decenni hanno dovuto respirare di tutto. Il problema non è toglierle da San Marco ma è che le navi come quelle che vediamo oggi sono un modello incompatibile con Venezia.       O questi si mettono in testa che la laguna è il baluardo della città e va difesa di per sè – conclude – altrimenti dovremo prendere atto che essa viene considerata, come hanno fatto Vtp ed Enrico Zanetti, un campo di patate da arare come si vuole».

 

IERI IN SENATO – Orlando ribadisce: «Subito il numero chiuso»

Intanto, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, ribadisce la necessità del “numero chiuso” per le grandi navi. Lo ha detto ieri all’audizione in commissione Ambiente al Senato, aggiungendo che serve «una disciplina transitoria» e che già da subito questi giganti galleggianti possono esser dirottati a Marghera.

«Nei primi sei mesi dell’anno – spiega Orlando – c’è stata una crescita del 6% del numero delle grandi navi. Si pone il problema non solo di cosa faremo a regime ma anche di cosa faremo nel transitorio. A settembre abbiamo avuto numeri da ingorgo e per questo una parte del traffico già oggi può essere dirottata su Marghera».

Anche per Orlando bisogna agire subito. «Non possiamo escludere il rischio – conclude – e rischiare parlando di Venezia è un lusso che non possiamo permetterci. Anche perché il rischio non è soltanto estetico».

 

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