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GRANDI NAVI – Il sindaco Giorgio Orsoni chiederà a palazzo Chigi una rapida riconvocazione dell’incontro

GLI ALLEATI    «Orlando e Lupi sanno bene come stanno le cose»

ENORMI – Il gigantismo navale ha convinto quasi tutti gli attori in campo della necessità di trovare alternative almeno al transito davanti a S. Marco

Passata la crisi di governo, il Comune torna alla carica affinché l’incontro ad alto livello sulle grandi navi, previsto inizialmente per martedì 1, si tenga al più presto.

«Chiederò al più presto che venga rifissato l’incontro – spiega il sindaco Giorgio Orsoni – perché qui abbiamo perso fin troppo tempo. A Venezia serve una decisione presa in tempi brevi e una soluzione anche temporanea ma che consenta di affrontare la questione da subito senza lasciarla lì».

In questo momento, la sua “apertura” verso la Marittima, purché gli arrivi e le partenze avvengano per il canale Vittorio Emanuele, sembra essere l’opzione con maggiori probabilità di essere adottata. Il Comitato Cruise Venice plaude, ma i “No grandi navi” sostengono che si eliminerà solo il passaggio, mentre gli altri problemi rimarranno.

«Anzi – attaccano – con la commistione dei traffici merci e passeggeri in canale dei Petroli aumenterà e con essa il rischio di incidenti. Inoltre si continuano ad ignorare gli aspetti legati all’inquinamento di questi mostri».

Il sindaco va avanti, poiché sa bene che in questo momento non sarebbe possibile chiudere la laguna alle navi.

«Ho sempre detto che quella poteva essere una soluzione – continua – che poi va nello stesso senso di quella di Marghera. Alcune navi potrebbero andare a Marghera, altre in Marittima. Da ciò che so in pochi mesi, il Vittorio Emanuele si può scavare. È una soluzione immediatamente fattibile, magari facendo un senso unico nell’immediato. Si possono fare grandi cose, basta non interstardirsi nel voler scavare nuovi canali».

Il ministro dell’Ambiente sembra aver in mente proprio questa soluzione, dopo averla dichiarata pubblicamente anche nel periodo di “vacanza” dell’esecutivo.

«Mi pare che sia Orlando che Lupi abbiano capito come stanno le cose e mi auguro che in tempi brevi si arrivi ad una decisione seria e risolutiva».

Intanto, il senatore del Pd Felice Casson, ha depositato al Senato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei Beni culturali in cui evidenzia a quali difficoltà andrebbe incontro un progetto come quello caldeggiato dall’Autorità portuale sullo scavo e l’allargamento del canale Sant’Angelo Contorta. Casson esordisce affermando che ogni intervento che comporti la realizzazione di nuovi canali navigabili contrasta con la legislazione speciale per Venezia.

«Mi chiedo – attacca Casson – se i ministri interrogati non ritengano che, data la natura ambientale del tema trattato, non debba essere interessato in primo luogo e direttamente il ministro dell’Ambiente con i suoi uffici. Il Governo, per la scelta definitiva – conclude – deve avvalersi di un ente terzo che garantisca l’attendibilità scientifica, senza accontentarsi di istruttorie addomesticate da enti e uffici già dimostratisi proni in passato verso interessi gestiti da società private quali il Consorzio Venezia Nuova e le società crocieristiche».

Michele Fullin

 

Grandi navi

CONTROLLARE ANCHE I FLUSSI TURISTICI

I tavoli di lavoro, gli incontri, i dibattiti si sono succeduti a ritmo intenso con relazioni ed illustrazioni di alto livello ed ora le indicazioni sono chiarissime:

1 – non può più essere sottovalutato il livello di sostenibilità turistica, già ampiamente superato senza provocare danni esistenziali ai residenti con pesanti ricadute sulla residenzialità.

2 – Le eventuali rotte alternative per le grandi navi, anche nel periodo transitorio prima del loro allontanamento dalla laguna, non potranno prevedere interventi in contrasto con la sostenibilità ambientale.

Da queste due indicazioni derivano l’urgenza della definizione e la assunzione di provvedimenti che stabiliscano i limiti, l’organizzazione e il controllo dei flussi turistici dalle varie porte di accesso alla città: porto, aeroporto, ferrovia, rete viaria.

Per quanto riguarda i “condomini galleggianti” non si potranno prevedere rotte alternative che comportino nuovi scavi di canali nella laguna o altre devastanti manomissioni o si compromettano definitivamente i progetti di rilancio e riqualificazione della zona industriale di Marghera.

Per il porto di Venezia – che nella storia ha dovuto affrontare problemi analoghi – i Savi alle Acque hanno scelto di adeguare le dimensioni del naviglio o scelto il sistema dell’alibo, senza mai scavare per evidenti valutazioni strategiche militari ed economiche, nuovi canali portuali. Le vie d’acqua esistenti – canale dei petroli, canale vittorio Emanuele – potrebbero consentire nel breve periodo ed in attesa del definitivo allontanamento, come già avvenuto, il raggiungimento della Marittima senza i mai abbastanza deprecati passaggi per S. Marco e Canale della Giudecca. L’intelligenza dei tecnici, la lungimiranza di politici e amministratori devono prefigurare soluzioni nel medio periodo che tengano conto delle indicazioni emerse.

William Pinarello

 

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