Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

DOLO – Ultimi giorni di preparativi per la manifestazione per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13 che si svolgerà sabato pomeriggio nel centro del comune rivierasco.

L’evento – promosso dal comitato “Bruno Marcato” e da una trentina di associazioni, comitati, gruppi consiliari, sindacati e partiti politici – punta sulla salvaguardia, sul rilancio e sugli investimenti per gli ospedali e le strutture dell’Asl 13.

Si chiede inoltre una modifica delle schede ospedaliere proposte dalla Regione che hanno previsto una netta divisione in polo medico per Dolo e polo chirurgico per Mirano.

In vista della manifestazione sta continuando in tutta la Riviera del Brenta la distribuzione dei 12 mila volantini che invitano i cittadini a partecipare. Nel frattempo ieri è apparso sulle rive del Naviglio Brenta, in località Cesare Musatti a Dolo, un grande striscione che ricorda lo svolgimento del corteo mentre stamattina ne sarà posto uno davanti al municipio di Dolo.

Alcuni sindaci della Riviera hanno già fatto sapere che saranno presenti alla manifestazione e sfileranno indossando la fascia tricolore. Il corteo sarà aperto da un lungo striscione mentre saranno presenti gli “uomini sandwich”, già visti domenica in occasione della “Giornata della salute”, e manifestanti vestiti con camici bianchi.

Il corteo si radunerà sabato alle 14.30 in piazza Mercato a Dolo e poi partirà transitando via Arino, via Cairoli, via Vittorio Veneto fino al deposito Actv, via Matteotti e via Mazzini prima di arrivare al Foro Boario dove si svolgeranno gli interventi. Per l’occasione è stato previsto il divieto di parcheggio nell’area del Foro Boario per tutto il pomeriggio di sabato.

(g.pir.)

link articolo

 

«L’Asl con queste schede farà un passo indietro»

Duro attacco del Pd alla nuova sanità prevista dalla Regione e appello ai sindaci di centrodestra. «Mirano, Dolo e Noale un modello del rapporto costi-qualità»

DOLO «Il giudizio che diamo alle schede ospedaliere è negativo perché porteranno a un passo indietro rispetto al modello di integrazione che si era costruito in questi anni nell’Asl 13. La Giunta regionale deve cambiare l’impostazione delle schede rispetto a come erano state presentate e a come sono uscite dalla V Commissione».

Questa è la richiesta di Gabriele Scaramuzza, responsabile sanità del Pd veneziano, e dei consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Giampietro Marchese dopo che nei giorni scorsi la V Commissione regionale Sanità ha inviato alla giunta le richieste di modifica delle schede che dovrebbero essere vagliate nelle prossime settimane. Gli esponenti del Pd spiegano di essere riusciti ad ottenere alcune correzioni rispetto al progetto iniziale.

«Grazie al nostro intervento, assieme a quello delle associazioni e dei medici, abbiamo salvato alcune eccellenze come Cardiochirurgia, oltre all’Unità Vascolare, al reparto di chirurgia “week surgery” aperto dal lunedì al venerdì a Dolo e al recupero del primariato di riabilitazione con 20 posti letto. Queste cose però sono insufficienti perché non rispondono al modello di integrazione».

Proposte. «Per vent’anni si è lavorato per creare una fattiva integrazione tra gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. L’Asl 13 è diventata un esempio di integrazione a costi molto bassi. Bisogna proseguire su questa strada, un ospedale su due sedi con reparti per acuti in entrambe le strutture. Mentre per Noale bisogna creare un polo riabilitativo a carattere metropolitano. Servono poi gli investimenti previsti come i 22 milioni di euro inseriti nella Finanziaria 2010 che però qui non sono mai arrivati».

Regione e sindaci. «La giunta regionale deve cambiare l’impostazione delle schede rispetto a quanto proposto all’inizio e alle richieste della maggioranza Pdl e Lega in V Commissione. Altrimenti si prenderà la responsabilità di questa decisione e dovranno venire a spiegarlo ai cittadini». Un appello viene lanciato anche alla conferenza dei sindaci. «I sindaci, e in particolare di centrodestra, devono far sentire la propria voce in Regione prima che sia troppo tardi».

Comitati. «Supporteremo tutte le iniziative che l’associazione Cuore Amico e le altre associazioni faranno», spiegano gli esponenti Pd. Viene poi lanciato un messaggio di unità tra i vari comitati che in questi mesi si sono mobilitati per la salvaguardia degli ospedali di Dolo e Mirano. «I comitati non devono dividersi né tanto meno contrapporsi. Devono lavorare uniti e fare battaglie comuni perché venga mantenuto il principio di equità all’interno di tutta l’Asl».

Giacomo Piran

link articolo

 

«Basta affitti a privati, solo edifici nostri»

Il direttore Gino Gumirato spiega il motivo dei tagli e ne prevede di nuovi: «Siamo bistrattati»

MIRANO «L’Asl 13 non pagherà più affitti a privati per l’uso di edifici non suoi a Noale, Dolo e Mirano». L’ha detto senza giri di parole il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato nel Consiglio straordinario di Noale di lunedì sera. Un discorso economico, che il numero uno dell’azienda sanitaria di Miranese e Riviera ha spiegato nel dettaglio. E così, il servizio nei due comprensori non sarà com’è stato inteso sinora, partendo proprio dai ricoveri in costante diminuzione.

«Ma perché andiamo bene» ha aggiunto Gumirato. Secondo i dati dell’Asl 13, proprio i ricoveri per acuti sono calati del 2,5% nel 2012 e negli ultimi dieci anni si è scesi del 25-30%. Stessa percentuale si prevede per il prossimo decennio. E questo è l’andamento che si sta registrando nell’Europa Occidentale. Se a questo aggiungiamo che in Chirurgia di rado si supera il 70% dei letti occupati, Gumirato sostiene che in futuro il fabbisogno scenderà ancora.

C’è poi la questione dei finanziamenti, con l’Asl 13 bistrattata rispetto alle altre non solo a livello provinciale ma anche regionale. «Quand’ero a Modena» citava per esempio Gumirato a Noale lunedì sera «avevo 1800 euro per cittadino, qui sono a 1500, che in un anno fa meno 90 milioni di euro».

Infine gli aspetti antisismico e sicurezza, con i soli blocchi uno e due di Mirano in regola, gli altri no. A questo punto, via gli affitti di Dolo, Mirano e Noale, con la vendita degli edifici a est del monoblocco. Ma rimarranno la riabilitazione ambulatoriale, cardiologica e Medicina dello Sport. Dovrebbe restare pure l’Unità territoriale di assistenza primaria (Utap), se i sei medici, che diverranno sette, pagheranno un affitto più alto.

E poi sì al trasloco degli amministrativi di Dolo e Mirano e niente più i 74 posti di lungodegenza. Intervenendo nell’assemblea, il consigliere veneto del Pd Bruno Pigozzo ha chiesto più chiarezza sul tema dell’ospedale di comunità, con Noale sicura di avere 40 posti anche se, ad oggi, non ci sono i soldi, mentre il collega dell’Idv Gennaro Marotta ha chiesto di continuare a pungolare la Regione.

Nel frattempo, nella città dei Tempesta il dibattito resta vivo. Nel prossimo Consiglio ci sarà la discussione sulla mozione presentata dalla minoranza, dove si chiederà di confermare il Pier Fortunato Calvi a polo riabilitativo, ampliando l’offerta.

Alessandro Ragazzo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui