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Gazzettino – Venezia. Grandi navi.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

ott

2013

LA REPLICA – Ecco come i “No grandi navi” vogliono salvaguardare l’ambiente ma anche il lavoro

«Nel suo fondo di mercoledì, Tiziano Graziottin invita quanti si sono mobilitati in città sul tema del crocerismo a non contrapporre senza mediazioni ambiente e lavoro.
Ebbene, il Comitato NO Grandi Navi non lo ha mai fatto, dato che nella sua proposta si contemperano fin dall’inizio entrambe le esigenze: una portualità nuova, compatibile, incentrata su di una Marittima da riconvertirsi solo in parte a funzioni ad alto valore aggiunto, accompagnata dalla proposta di un eventuale ormeggio al di fuori delle bocche di porto, nelle forme da studiarsi sulla base di quanto avviene dovunque nel mondo, qualora l’indotto garantito dal cambio di modello venisse giudicato insufficiente da Venezia. Non si getta il bambino con l’acqua calda, nessuna perdita di posti di lavoro e forse anzi un incremento delle opportunità economiche della città.

Al contrario, chi difende uno status quo oggettivamente incompatibile e che crescente gigantismo navale, crescita del livello del mare, Mose alle bocche di porto presto metteranno in crisi, propone alternative devastanti al passaggio delle navi in Bacino San Marco, quasi fosse l’unico problema connesso col crocerismo.

Certo, non vedremo più quei mostri tra San Giorgio e Palazzo Ducale, ma il rischio di incidenti nel Canale dei Petroli e in laguna aumenterà (lo dicono Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale, e la Capitaneria di Porto); l’inquinamento praticamente pari a quello prodotto dal traffico automobilistico di Terraferma continuerà ad avvelenare i polmoni di veneziani, mestrini, malgarotti; si scaveranno in laguna canali devastanti come e più di quello dei Petroli, come se la laguna non fosse un valore in sé ma un campo di patate buono per tutti gli usi.

L’ipotesi Venezia Terminal Passeggeri – Zanetti di due canali dietro la Giudecca è una bestemmia che un veneziano dovrebbe rifiutarsi anche solo di ascoltare, mentre Paolo Costa, già vincitore di un Premio Attila, crede di imbarcar cucchi – i lettori capiranno e perdoneranno – quando racconta che il suo progetto di scavo del Contorta Sant’Angelo ha un’alta valenza ambientale. Quando Costa parla di “miglioramento morfologico” del bacino centrale della laguna in realtà spaccia per barene lì mai esistite degli argini artificiali di burghe e sassi per contenere l’effetto Tsunami (ne parla il Cnr) prodotto dal dislocamento delle navi.

Il Comitato, dunque, è per mediare tra ambiente e lavoro ma è difficile sostenere che anche gli altri lo facciano, senza contare che se Venezia Terminal Passeggeri, Cruise Venice e un padronato interessato non avessero fatto disinformazione e terrorismo agitando e incrementando le legittime paure dei lavoratori lo scontro non ci sarebbe e avremmo le condizioni sociali e politiche per ragionare serenamente su dati di fatto incontrovertibili che non possono indicare altra direzione che quella sostenuta dal Comitato».

Silvio Testa Portavoce Comitato NO Grandi Navi

 

Turismo & dintorni

ALCUNI CONSIGLI PER VIVERE MEGLIO

Anch’io sono stata in crociera (no, non era un ancora uno di quei mostri galleggianti, sono partita da Venezia passando davanti al Palazzo Ducale con una gioia immensa orgogliosa di essere veneziana in mezzo allo stupore e alla meraviglia di tutti i passeggeri.

Non voglio entrare nel merito delle decisioni sulle “grandi navi”, ma pensavo che mentre si decide su dove e come farle arrivare a Venezia accontentando tutti, si potrebbe suggerire ed anzi raccomandare alle varie compagnie di navigazione di distribuire a bordo prima di fare scendere i passeggeri un pro memoria con le istruzioni per l’uso.

Una specie di vademecum sulla nostra città, per esempio: Venezia è una città unica e fragile ma viva, dove gli abitanti, anche se ahimè pochi, vivono e lavorano.

Non si può camminare per le strette calli in gruppo in fila per quattro o cinque, bisogna tenere la destra e non impedire il passaggio in senso inverso.

Così come sui ponti, per fare le foto, ricordo è doveroso lasciare un passaggio libero.

Sui vaporetti poi non si può sostare davanti all’uscita e specialmente negli imbarcaderi (vedi calle Vallaresso) ma bisogna lasciare un corridoio per l’imbarco.

Le bottiglie di plastica non vanno buttate nei canali, le gomme americane nei cestini e infine raccomandare di non comprare borse taroccate o quelle orribili contaminate palle di plastica che ti sbattono sui piedi i cingalesi ad ogni cinque metri.

E che le donne distese per terra tremanti, con un bicchierino di plastica in mano per chiedere la carità, non sono veneziane povere, ma solo vittime di un racket. E che appena finito il loro “lavoro” accendono l’Iphone e corrono al supermercato!

Forse questi piccoli pratici suggerimenti (magari scritti dal Sindaco con un “welcome to Venice!”), ci aiuterebbero a vivere meglio la nostra città e a sperare che ritorni presto La Serenissima.

Gabriella Mariotti

 

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