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Nuova Venezia – Venezia. Dibattito sulle grandi navi.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

ott

2013

«Niente nuovi canali sì alla sintesi dei progetti»

«Niente scavi di nuovi canali in laguna. Ma per le grandi navi occorre fare presto e trovare se possibile una soluzione unitaria. Prendendo il meglio delle proposte alternative sul tappeto».

Al termine di un confronto molto partecipato a Ca’ Farsetti, il senatore del Pd Felice Casson lancia la proposta.

«Troviamoci intorno a un tavolo», dice, «e proviamo a formulare una proposta il più possibile unitaria. Altrimenti non avremo alcuna possibilità di influire sulle scelte».

Tesi condivisa dal deputato di Sel Giulio Marcon e dall’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, ieri presenti insieme ai comitati.

«La prima cosa da fare», ha detto Casson, «è la modifica dela Legge Speciale per affidare i poteri sulle acque al Comune e al sindaco. A quel punto saranno gli altri a doversi uniformare».

Riferimento chiaro e polemico al presidente del Porto Paolo Costa, che alla Camera aveva tagliato corto: «A decidere sulle navi sarà soltanto l’Autorità marittima».

«Invece», ha ribadito ieri Marcon, «dovrà essere la città a decidere».

Ribadita dai comitati la richiesta di escludere dalla laguna le navi «non compatibili».

«Dovremo dare un termine di sei mesi per applicare il decreto Clini Passera», dice Casson.

Secondo Bettin le decisioni del Porto dovranno comunque adeguarsi al Pat, il Piano di Assetto del territorio che prevede l’estromissione delle grandi navi dalla laguna.

(a.v.)

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CAVALLINO – Grandi navi, parere negativo

Pronta una bozza del Consiglio contro il progetto del porto

CAVALLINO – Porto grandi navi a Punta Sabbioni: il sindaco Claudio Orazio, dopo aver aggiornato il Consiglio comunale sull’ultima riunione del comitato portuale di Venezia, ha inviato ai capigruppo delle liste consiliari una bozza di parere negativo del comune di Cavallino-Treporti da integrare prima di inviarlo al Governo.

«Erminio Vanin per la lista Amministrare e Roberta Nesto per la lista Patto», spiega il sindaco, «potranno fare le integrazioni che riterranno opportune alla bozza contribuendo a renderla definitiva prima di inviarla a Roma. Si tratta di un parere negativo sul porto crociere che non è per nulla vincolante ma la cui produzione è doverosa da parte degli abitanti che si esprimeranno in modo netto verso un’ipotesi che a oggi non è caldeggiata da alcun ente coinvolto nella gestione del traffico crocieristico».

«La proposta fuori scala per la delicatezza del litorale», si legge nel documento, «presenta criticità riguardanti la compatibilità urbanistica, la compatibilità ambientale con la zona Sic e Zps di Punta Sabbioni, l’impatto sulla viabilità, l’impatto sulla navigazione lagunare e sul moto ondoso, senza contare le conseguenze derivanti dal restringimento della bocca di porto di San Nicolò, dall’allungamento del molo foraneo e dalla necessità di scavare un bacino per il pescaggio necessario. Il tutto ponendosi in antitesi col modello di sviluppo di Cavallino-Treporti basato sulla coesistenza tra ambiente e attività economiche compatibili d’eccellenza come il turismo all’aria aperta e l’agricoltura».

Francesco Macaluso

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VENEZIA – Grandi navi, che caos su chi deve decidere

È sconcertante in questi giorni assistere a una surreale confusione su chi/come debba decidere a proposito delle grandi navi da crociera a Venezia: i ministri? Il sindaco? il presidente dell’Autorità portuale? Sconcertante anche il silenzio intorno a chi debba presentare proposte: anche i cittadini, comitati e associazioni senz’altro possono, ma chi “deve” ? E chi e come dovrà valutare le alternative in campo?

Mentre i rappresentanti istituzionali sostengono semplicemente la propria soluzione progettuale (e il consiglio comunale tace) è dunque utile ricordare loro, in particolare al presidente della Regione, che il Ptrc (Piano regionale territoriale di coordinamento) adottato dalla giunta regionale, anche con la recente variante paesaggistica, prevede all’articolo 39, che la “portualità veneziana” (corrispondente non solo alle aree di stretta competenza dell’Autorità portuale) sia soggetta, per coordinare salvaguardia e sviluppo portuale, a un “progetto strategico” (ai sensi dell’articolo 26 della legge regionale 11/2004) finalizzato in particolare a «definire l’asset portuale di Marghera e le specializzazioni del terminal di Venezia Marittima», che dovrà essere redatto dalla stessa Regione “d’intesa” con i Comuni interessati e l’Autorità Portuale.

È esattamente quello che si deve fare, da almeno 19 mesi, dacché è stato approvato il decreto Clini-Passera! Ed è del tutto evidente che lo stesso iter di stesura, adozione e approvazione del progetto strategico, dovrà assumere le necessarie procedure di valutazione ambientale strategica (Vas) e quindi di comparazione delle alternative.

Cosa aspettano dunque Zaia, Costa e Orsoni per sedersi attorno a un tavolo (forse con qualche altro sindaco interessato) e far partire il lavoro che dia un seguito alle misure di cautela richieste dal decreto Clini-Passera?

Marco Zanetti – Venezia

 

Quanti suicidi nelle navi da crociera: 182 scomparsi in dieci anni

Sarà il fascino perverso delle malinconiche pagine di Thomas Mann, e più tardi delle immagini patinate di Luchino Visconti. Fatto sta che quel capolavoro che per molti versi era “Morte a Venezia”, continua a uscire dagli schemi della finzione letteraria e dagli schermi di quella cinematografica, per diventare esempio, e fare tragicamente scuola.

L’attrazione fatale che la città che fu Serenissima esercita nei confronti di non rari aspiranti suicidi di vari paesi, non è infatti una delle tante leggende metropolitane. I casi sono parecchi, e non tutti registrati dalla cronaca. Uno studio dell’Università di Padova di alcuni anni orsono documentò i casi di venticinque turisti che nell’arco di sette anni provarono a togliersi la vita a Venezia. Non tutti, infatti, fortunatamente ci riescono. L’ultimo suicida fu un ballerino sudamericano che si tuffò dal campanile di San Marco. Allo stesso modo, vi sono dei turisti che decidono di partire in crociera da Venezia nell’intento di suicidarsi in mare.

Sembra strano, quasi incredibile, che qualcuno, vittima di un sogno funebre e romantico, si imbarchi con la testa piena di pensieri cupi di morte tra frotte di viaggiatori allegri e caciaroni, che pensano solo a divertirsi, trombette e camicie a fiori. Eppure è così.

Non ci sono solo passeggeri felici a bordo di quelle grandi navi che salpano tutti i giorni da Venezia e che sono nell’occhio del ciclone per la pericolosità dei loro transiti nel delicato bacino di San Marco. Il problema certo non riguarda solo il porto di Venezia, anche se lo scalo lagunare, a causa dell’attrazione funerea esercitata dalla città dei Dogi, sembra essere tra i preferiti dai suicidi.

Secondo un’inchiesta del giornale inglese “The Guardian”, negli ultimi dieci anni sono 182 i passeggeri misteriosamente scomparsi dalle navi da crociera di tutto il mondo mentre erano in viaggio. La maggior parte suicidi, probabilmente. Ma non si escludono incidenti e persino omicidi.

Una commissione d’inchiesta istituita dal Senato degli Usa, che ha certificato in modo ufficiale il numero delle vittime, classificandole “Persons overboard”, parla di “mysterious incidents”, senza riuscire a svelare nemmeno uno dei tanti casi di persone scomparse. Si tratta di gente di ogni età e nazionalità. Uomini e donne, giovani e vecchi. Tutti scomparsi senza lasciare neanche la più piccola traccia. Senza un motivo, senza una spiegazione. Senza una lettera, un biglietto di addio. Senza un perché. Senza che le indagini abbiano mai accertato cosa fosse successo.

C’è un sito, internationalcruisevictims.org dove scorrono le foto e le storie delle persone scomparse a bordo delle navi: Rebecca Coriam, Merrian Carver, Annette Mizener, Hue Phati, Michelle Vilborg, Linsey O’ Brine, e molti altri. Rebecca è l’ultima vittima. Inglese, ventiquattro anni, è scomparsa l’anno scorso dalla Disney Wonder, una nave che è un giocattolo, dove tutto è ispirato a Topolino e Paperino. Scompaiono in media dalle navi da crociera 18 persone l’anno. Vuol dire tre persone ogni due mesi. Una persona ogni due settimane.

Il maggior numero di vittime, 46, si registra durante le crociere Carnival. Kendall Carver, un cittadino americano che da nove anni non ha più notizie della figlia Merrian, scomparsa dalla Celebrity Mercury, ha fondato un’associazione, la “International Cruise Victims Association”, che cerca di scoprire cos’è successo alle persone scomparse.

Dal momento che le compagnie armatrici «fanno di tutto perché non se ne parli», spiega, «per non rovinare il mercato». Sarebbe bene invece preoccuparsi delle grandi navi anche per quello che succede a bordo. Centottantadue dispersi sulle navi da crociera sono il tragico bilancio di una piccola guerra.

Roberto Bianchin

r.bianchin@repubblica.it

 

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