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Gazzettino – “Porto Marghera sotto scacco”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

ott

2013

MESTRE – Duro attacco anche alla burocrazia «che blocca le bonifiche e vanifica i progetti validi»

L’assessore Gianfranco Bettin: «Le mire di Treviso e Padova frenano la riconversione»

L’ACCUSA «Porto Marghera è un punto di svolta: o fa il salto di qualità o sprofonda nella depressione. Intanto, però, se ne vedono bene i nemici». Lo dice l’assessore all’Ambiente del Comune, Gianfranco Bettin parlando di bonifiche e del futuro dell’area industriale.

L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE «Eppure ci sono tanti segnali positivi»

«Gli accordi sulle bonifiche e con l’Eni per le aree, gli investimenti di Porto, Enel e Veritas, il Vallone Moranzani, il porto crociere a Marghera».

Gianfranco Bettin lancia l’allarme contro i poteri forti che ne ostacolano la rinascita

«Porto Marghera, troppi nemici»

«Treviso vuol farne la sua pattumiera, e Padova la sua dependance portuale»

FUTURO INCERTO – Cosa ne sarà della grande zona industriale di Porto Marghera?

«Porto Marghera è un punto di svolta: o fa il salto di qualità o sprofonda nella depressione. Intanto, però, se ne vedono bene i nemici».

Gianfranco Bettin, assessore all’Ambiente, si occupa da una vita di Marghera ed è tuttora uno degli amministratori più impegnati su questo fronte. I nemici della rinascita chi sono?
«Le cordate che, in Regione e altrove, fanno gli interessi di altre aree e di business diversi dalla vocazione portuale-industriale che ha fatto di Marghera una capitale europea dell’impresa e della tecnologia, oltre che del movimento operaio, prima che – dagli anni ’80 – cadesse in mano soprattutto agli speculatori e alla finanza parassitaria

Dopo i nuovi accordi siglati da Comune, Provincia e Regione con il ministero dell’Ambiente guidato da Clini, si è fermato tutto. Chi è che sabota?
«Lobbies diverse. C’è quella, molto forte a Treviso e altre aree del Veneto, che vorrebbe fare di Marghera la propria pattumiera, per non responsabilizzarsi sul proprio territorio e portando qui i rifiuti tossici di mezzo mondo. Per questo la Commissione regionale V.I.A. tenta di cambiarci d’imperio il Piano regolatore. Un gran favore alle ecomafie, tra l’altro. Per fortuna abbiamo vinto al Tar il primo round.»

Si riferisce all’operazione Alles?
«E non solo. Un’altra cordata è quella che, col PTRC della Regione, vorrebbe fare di Marghera una mera dependance dell’interporto di Padova. Per fortuna vi sono anche altre tendenze, più lungimiranti.»

Quali?
«Mettiamo in fila le recenti cose buone. Con il Pat, il Comune ha ribadito la vocazione industriale e portuale di Marghera, nel segno dell’innovazione e della sostenibilità. Con l’accordo sulle bonifiche, si sono riviste procedure che bloccavano tutto da decenni. Con l’accordo con Eni sulle aree si ridaranno spazi agli investimenti, mentre stanno già investendo Autorità Portuale e altri soggetti, anche pubblici, come Enel o Veritas-Ecoricicli con l’ecodistretto. Con il progetto Moranzani si è legato il risanamento ambientale al meccanismo produttivo, rilanciandoli entrambi, se non prevarranno le difficoltà legate alla vicenda dell’elettrodotto. Con l’accordo sull’SG31 abbiamo evitato l’apertura di un altro pericoloso inceneritore, idem per ora con la vittoria al Tar su Alles e, grazie all’aumento della raccolta differenziata, entro pochi mesi chiuderemo l’inceneritore di rifiuti urbani. La stessa proposta di trasferire a Marghera la Marittima Passeggeri potrebbe essere una grande opportunità, insieme al rilancio della cantieristica e del Vega (mentre stiamo investendo molto sulla banda larga, base di ogni ’smart city’ e di ogni ‘new economy’, per dirla in dialetto… »

Se, appunto, non vincono quei nemici.
«Come i burocrati del Ministero per l’Ambiente che bloccano i nuovi accordi o gli Azzeccagarbugli dei Beni Culturali con il loro demenziale vincolo finto-paesaggistico sulle aree degradate della zona industriale, che impedirebbe ogni trasformazione innovativa e sostenibile. Abbiamo fatto ricorso a Napolitano, e Zaia e Orsoni lo hanno detto al Governo, ai neoministri Bray e Orlando, con il quale ci siamo incontrati anch’io e il direttore Artico della Regione a nome dell’assessore Chisso (a proposito: auguri di pronta guarigione!).»

Siamo allo scontro finale, dunque?
«Si, tra la città nuova, con l’impresa, il lavoro, la politica che guardano al futuro, e quelli che guardano solo al proprio interesse particolare, a volte losco, sempre miope.»

Maurizio Dianese

 

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