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Nuova Venezia – Chioggia, adesso fanno paura i fiumi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

ott

2013

Ieri la città graziata dall’acqua alta. Oggi il Centro maree prevede 110 centimetri. Le pompe pronte a entrare in funzione.

CHIOGGIA – Penelope ha graziato Chioggia. Il fronte del maltempo ha investito la città domenica e lunedì (e, secondo la previsioni, continuerà anche oggi) con moderata intensità, ma con continuità. Tutte le difese, dal baby Mose, alle pompe per accelerare il deflusso delle acque, erano pronte e hanno funzionato a dovere, con qualche piccola eccezione nella giornata di domenica, che non si è più ripetuta il giorno dopo.

Non è stato necessario alcun intervento da parte di vigili del fuoco o Protezione civile e ora tutto è legato alla durata dell’ondata di maltempo che potrebbe ingrossare i fiumi, Brenta, Adige e Bacchiglione, e i canali che percorrono il territorio.

Ieri la pioggia è caduta a intermittenza, ma mai intensamente. La previsione più nera era stata per la notte tra domenica e lunedì, con l’arrivo presunto di una bomba d’acqua verso le 22, cosa che non si è verificata anche se, per ogni evenienza, una squadra di tecnici di Veritas era pronta a intervenire sulle pompe.

La mattina di lunedì si aspettava l’acqua alta, sostenuta anche dalla bora con raffiche che hanno raggiunto i venti nodi, ma la marea non ha mai superato il metro sul medio mare ed è stata agevolmente contenuta dall’innalzamento delle paratie del baby Mose che entrano in funzione già sui 90 centimetri e proteggono la città fino ai 120. Ieri mattina Corso del Popolo era asciutto e non ci sono stati disagi.

Per oggi il Centro maree prevede 110 centimetri, a causa del forte vento di bora che potrebbe soffiare ancora dal mare Stato di preallarme per la Protezione civile e i vigili del fuoco che, però, sono intervenuti sono per pulire una forina che, intasata, non lasciava defluire velocemente l’acqua. Le pompe a Sottomarina, nelle due zone critiche del Lusenzo e di Ridotto Madonna, sono pronte all’azione nel caso in cui si renda necessario. Le prime entrano in funzione automaticamente e domenica avevano avuto un breve black out, dieci minuti, a causa dei detriti che ostacolavano lo sfioro delle acque. Un lasso di tempo breve ma che era bastato ad allagare gran parte della zona, compreso il sottopasso. L’allacciamento di motori ausiliari ha permesso, nel giro di mezzora, di risolvere la situazione. Sul Lusenzo, invece, l’ostacolo burocratico che aveva causato gli allagamenti del mese scorso, è stato superato: le pompe possono funzionare anche con un livello «ordinario» di maltempo, senza necessariamente attendere un grado di criticità più alto, come originariamente imposto dal Magistrato alla acque. Quindi, pur richiedendo un comando manuale per essere attivate, sono pronte per fare la loro parte. Del resto l’esperienza, anche di questi giorni, insegna che bastano pochi minuti di ritardo per mandare sotto case e abitazioni. Sul fronte dei fiumi, per il momento, non ci sono pericoli: i livelli sono in crescita ma, dopo mesi di scarse precipitazioni, c’è un certo margine di sicurezza.

Diego Degan

 

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