Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

CAMPOLONGO – Il vicesindaco: «Bene, ma quest’opera da sola non risolve la situazione»

Vince il comitato, via ai lavori

Dopo gli appelli a fare presto e le proteste dei cittadini, riunitisi in un comitato per la salvaguardia del Brenta, il Genio Civile di Padova è partito ieri con dei lavori sull’argine del Brenta. Per ora il tratto interessato dalle opere va da Sandon a Campolongo Maggiore e riguarda solo la destra Brenta. I lavori comprendono opere di “sbancamento” che avvengono dalla terraferma grazie ad appositi mezzi e l’eliminazione di parte della vegetazione sull’alveo grazie ad una chiatta galleggiante. Le opere soffrono della carenza di fondi e della limitatezza di risorse, ma sono già un buon segno.
Il sindaco di Campolongo Maggiore, Alessandro Campalto, ha chiesto ieri al Genio Civile, tramite l’invio di una missiva, di organizzare un incontro per conoscere i tempi e le modalità dei lavori. Solo a seguito della convocazione di tale incontro sarà possibile comprendere meglio la misura dei lavori e la loro possibile estensione anche ad altre aree del fiume. Il vicesindaco Andrea Zampieri riconosce nell’inizio dei lavori un primo utile intervento, anche se non risolutivo per affrontare il problema segnalato dal comitato: «L’inizio dei lavori è un segnale di interessamento per questa comunità. Un risultato raggiunto anche grazie ad una sinergia tra i Comuni ed i cittadini. Certo non si tratta di un’opera in grado da sola di risolvere la situazione, ma si è aperta una nuova stagione. Ora auspico che a questo primo intervento seguano altri lavori per evitare di operare nell’emergenza, per arrivare così ad un piano strutturale per il Brenta».
Il 21 settembre un migliaio di cittadini, assieme ai sindaci della zona, aveva partecipato alla manifestazione dal comitato «Brenta Sicuro» per chiedere un immediato intervento sul fiume, a causa del manifestarsi di pericolosi fenomeni di infiltrazioni d’acqua dagli argini verso l’interno e verso le strade. Uno studio della Protezione Civile aveva evidenziato il pericolo dato dallo sgrottamento degli argini.

Emanuele Compagno

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui