Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – “Marghera malata, ma non e’ morta”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

ott

2013

L’ANALISI – I risultati dell’analisi conoscitiva compiuta da Comune, Porto e Ente della zona industriale

Nell’area operano ancora 11mila lavoratori diretti e 670 aziende. «Puntare sulla produzione»

Ma guarda un po’. A Porto Marghera ci sono ancora 11 mila lavoratori diretti e 670 aziende. L’incuria, l’abbandono, l’incapacità di realizzare alternative credibili ai settori eliminati, come quello chimico, non sono riuscite a radere al suolo l’area industriale. Niente a che vedere con i 40 mila dipendenti e le decine di migliaia di lavoratori dell’indotto che riempivano Porto Marghera negli anni Settanta, ma 11 mila è comunque un numero considerevole per un distretto produttivo.

«Questo significa che, nonostante la progressiva dismissione di impianti, quest’area si conferma a forte vocazione industriale, produttiva e portuale, e quindi un nodo ancora fondamentale nell’economia dell’intero Veneto» osserva l’assessore comunale alle Attività produttive, Alfiero Farinea: «E conforta la scelta di questa Amministrazione di garantire con gli strumenti urbanistici e l’impegno di ogni giorno tale vocazione industriale».

I numeri escono dall’indagine conoscitiva sulle attività economiche presenti nell’area industriale di Porto Marghera promossa da Comune di Venezia, Autorità Portuale ed Ente della Zona Industriale di Porto Marghera. Scopo? Esplorare e comprendere le trasformazioni che stanno interessando il polo industriale, nonché le esigenze e le necessità delle aziende localizzate nell’area. Insomma, per capire di cosa hanno bisogno le industrie esistenti e quelle che, auspicabilmente, si insedieranno, bisogna prima conoscere la situazione. L’elaborazione della ricerca non è ancora completata, ma già i primi risultati permettono di dire che ci sono profonde trasformazioni in atto che vedono, accanto a pesanti crisi accompagnate da dismissioni di impianti produttivi, numerosi processi di ristrutturazione e di riconversione economica.

Porto Marghera, in sintesi, “non è morta ma è un malato grave che va curato” e che, fino ad oggi a quanto pare, si è curato da solo. Le crisi, purtroppo, sono ben conosciute. I settori che trainano: la green economy e le soluzioni energetiche alternative, in particolare, stanno andando forte, e la riconversione in atto della raffineria Eni in bioraffineria è solo la punta dell’iceberg. Poi ci sono le attività logistico portuali, il settore del recupero e del trattamento dei rifiuti con l’ecodistretto di Veritas.

«Altre funzioni produttive sono quelle legate al Parco scientifico e tecnologico, come il progetto per l’area Vega 2 dedicato all’Expo 2015, fondamentale perché consentirà finalmente l’accesso al Vega dall’acqua del canale Brentella. E la riconversione di tutta quell’area è molto importante perché è una continuazione della città» continua l’assessore Farinea.

Tutti gli imprenditori che hanno aderito al sondaggio giudicano una priorità l’incentivazione e il potenziamento dell’aspetto produttivo e industriale di Porto Marghera, uno dei fattori determinanti per lo sviluppo delle proprie attività (le aziende dei settori più strettamente industriali gli assegnano un valore pari a 5,55 su una scala di importanza da 1 a 10, e gli operatori del settore logistico-portuale addirittura 6,24).

D’altro canto è riconosciuto che la dotazione infrastrutturale del sito, la sua collocazione centrale rispetto al Veneto e oltre, la forza lavoro altamente qualificata sono indubbi vantaggi rispetto ad altre aree produttive.

 

L’ASSESSORE FARINEA

«Puntiamo sullo snellimento delle procedure burocratiche»

Nel futuro di Porto Marghera ci sono due altri elementi che possono diventare punti di forza, ma solo se verranno curati a dovere: la grande quantità di aree a disposizione, e la burocrazia.

Riguardo al primo «è a buon punto la trattativa con Eni e Regione per il trasferimento delle aree promesse dal gruppo energetico e la costituzione di una società che le gestirà e le metterà a disposizione degli investitori – spiega l’assessore Alfiero Farinea -. Quanto alla burocrazia il problema è quello delle competenze che s’intrecciano e si accavallano.

Ebbene, l’articolo 37 del “decreto del fare” appena varato dal Governo prevede la possibilità di stipulare, con ministeri e enti competenti, accordi che necessitano di procedure semplificate. Abbiamo preso contatto con il ministero dello Sviluppo economico, prospettando la possibilità che arrivino proposte dal basso per procedure semplificate». E il Ministero si è dimostrato molto interessato.

«Per questo – conclude l’assessore – abbiamo creato un ufficio ad hoc con un dirigente e tre tecnici dello Sportello unico Urbanistica, delle Attività produttive e dell’Ambiente e, a giorni, manderemo le prime bozze di un contratto al Ministero».

(e.t. )

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui