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PORTO MARGHERA – Il Governatore Zaia: «Nuovo corso, vogliamo dare le autorizzazioni in trenta giorni»

Via libera a 12 progetti di risanamento e l’impegno di Orlando sullo sblocco delle procedure entro l’an

IL VIA LIBERA – Sbloccate le procedure per le bonifiche di Porto Marghera. Lo ha annunciato il ministro all’ambiente, Andrea Orlando, ieri a Venezia. Sono 12 i progetti che hanno avuto l’atteso via libera dalla conferenza di servizio, tra cui Sapio, Eni, Autorità Portuale, Medio Piave, Fincantieri. Orlando ha assicurato che tornerà a Venezia entro l’anno per «chiudere i termini dei progetti approvabili nel 2013».

LE REAZIONI  «La cosa fondamentale è la semplificazione» ha commentato il governatore del Veneto, Luca Zaia. E sull’importanza che per questi investimenti ci sia «certezza di tempi e di costi» ha insistito il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas. «Siamo pronti a lavorare insieme alle istituzioni» ha assicurato.

L’ASSESSORE BETTIN  «Abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo»

PORTO MARGHERA – Svolta alla riconversione dell’area industriale dopo le critiche partite da Venezia

Bonifiche, via libera a 12 progetti

Il ministro Orlando: «Torno entro l’anno per gli altri interventi». Zaia: «Procedure semplificate»

La Medio Piave Marghera non inizierà questa mattina a produrre biocombustibili, ma il conto alla rovescia è iniziato: appena le verrà notificato il verbale che autorizza il progetto, l’azienda avrà sessanta giorni di tempo per iniziare ad operare. E lo stesso vale per l’Eni. E per la Sapio. E per Cereal Docks. E per gli altri otto progetti che, dopo un anno e mezzo di blocco, ieri pomeriggio hanno avuto il via libera dalla Conferenza di servizio decisoria. C’è voluto il pressing del Comune e della Regione, per non parlare degli industriali, tutti a lamentare che dopo lo “storico” protocollo firmato con l’allora ministro dell’ambiente Corrado Clini nella primavera del 2012 non si era fatto un passo in avanti. Finché da Roma si è mosso il ministro dell’Ambiente: Andrea Orlando ieri mattina era a Venezia, ha incontrato il sindaco Giorgio Orsoni, poi, nella sede Grandi Stazioni della Regione, con il governatore Luca Zaia e il prefetto Domenico Cuttaia, ha spiegato che la macchina delle procedure per le bonifiche di Marghera si è rimessa in moto. E mentre il ministro rispondeva alle domande dei giornalisti, in una sala accanto si concludeva la Conferenza di servizio istruttoria e subito dopo iniziava quella Decisoria. Con il risultato che, nel pomeriggio, 12 progetti – dalla Sapio all’Eni, da Fincantieri a Medio Piave Marghera, fino all’Autorità portuale – hanno avuto il via libera. Ora potranno iniziare le attività di messa in sicurezza o, dove si è reso necessario, la bonifica delle aree. Che è il primo, necessario passo per poter poi iniziare le produzioni.

Si riparte – ha sottolineato il ministro riferendosi soprattutto agli interventi Medio Piave Marghera ed Eni – «con una manifattura di qualità, con l’idea di una chimica rinnovata, sostenibile e compatibile».

E Zaia: «Il vero annuncio importantissimo che diamo oggi è quello della semplificazione».

Che non significa, ha puntualizzato Orlando – riduzione dell’attenzione sul fronte ambientale, «ma tempi più snelli». Giusto quelli che erano stati annunciati nella primavera 2012 da Clini, no? Certo, ha detto il nuovo ministro, solo che dal 2012 ad oggi ci sono stati non solo problemi di vacatio politica, ma anche soppressioni di quegli uffici che seguivano le pratiche. «Stiamo pagando un modo stravagante di fare la spending review, si sono dovute ricostituire segreterie tecniche e di supporto che erano state eliminate». Soppresse per risparmiare – dati forniti dal direttore generale del ministero, Maurizio Pernice – 220mila euro. Tant’è, ad aprile 2012 i progetti analizzati furono trenta. Ieri 12 hanno avuto il via libera e sono quelli, ha detto il ministro, «più maturi, con il maggior lavoro di approfondimento». Orlando conta entro la fine dell’anno di tornare a Venezia così da «chiudere i termini dei progetti approvabili entro il 2013». Anche perché, ha sottolineato Zaia, «su Marghera abbiamo 2 miliardi di euro di investimenti da parte delle aziende». Il che significa bonificare i siti ma anche creare lavoro.

Occhio: ieri è stato anche deciso di avviare i controlli sui progetti già approvati. Vuol dire che si andrà a vedere se chi doveva bonificare ha sul serio bonificato. Se non l’ha fatto, il progetto viene dichiarato decaduto. E scatta la segnalazione alle autorità. Il che non è roba di poco conto: la rilevanza è penale.

 

LE REAZIONI – Zoppas: «Per investire e produrre abbiamo bisogno di tempi certi»

Difficile dire se per Porto Marghera sia veramente la volta buona, di sicuro è una pagina nuova. Il via libera ai 12 progetti per il recupero della zona industriale è comunque il frutto di un lavoro iniziato oltre un anno fa, quando le istituzioni diedero vita ad un accordo sulle bonifiche in grado di render più snelle le procedure. La pagina nuova di Porto Marghera è quindi figlia della semplificazione, anche se, come sottolineato dal ministro Orlando, «semplificazione non significa riduzione dell’attenzione sul fronte ambientale». Procedure snelle e tempi certi sono insomma gli elementi base per ogni investimento. Concetto ribadito anche Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, nel colloquio avuto con il ministro. «Gli investimenti per la riconversione ed il mantenimento della produzione – ribadisce Zoppas – sono la condizione necessaria alle bonifiche. Questi investimenti richiedono soprattutto certezza di tempi e di costi. Per questo, in accordo con il Ministro Orlando e con quanto evidenziato a più riprese anche dal presidente Luca Zaia, siamo pronti a lavorare insieme alle istituzioni».

Orsoni, impegnato a New York, non ha potuto partecipare Conferenza dei Servizi che ha dato il via libera ai progetti di recupero. Senza il sindaco, il Comune di Venezia è stato comunque rappresentato dagli assessori comunali allo Sviluppo Economico, Alfiero Farinea, e da quello all’Ambiente, Gianfranco Bettin. Proprio Bettin, alcuni giorni fa, aveva chiesto un chiarimento sulle bonifiche a Porto Marghera, sparando a zero sui “nemici” della riconversione dell’area industriale, dalla burocrazia agli interessi di parte. Dopo l’incontro con Orlando, Bettin non può che dirsi soddisfatto.

«Era quello che chiedevamo. Senza lo sblocco delle bonifiche – rimarca Bettin – anche il resto ne avrebbe risentito. Si era arenato un percorso virtuoso e spedito, chiesto da tutte le istituzioni. Mi auguro che questa Conferenza sia la prima di una lunga serie, altrimenti – aggiunge l’assessore all’Ambiente – sarò pronto a richiamare ancora una volta l’attenzione».

Marco Dori

 

Bonifiche, al via dodici interventi

PORTO MARGHERA – L’accordo di programma del 2012 con Clini era rimasto inattuato «Per risparmiare 220mila euro chiuse le segreterie tecniche»

Il ministro Orlando: «Ora procedure più snelle»  E la Conferenza di servizio dà l’approvazione

Bonifiche di Marghera: adesso è fatta, le procedure sono semplificate, ben dodici progetti ieri hanno avuto il via libera. Significa che appena le imprese riceveranno il verbale di autorizzazione, potranno iniziare i lavori di messa in sicurezza. Epperò si è perso un anno e mezzo. Perché già nell’aprile 2012 pareva che la Burocrazia – con la maiuscola, certo, perché è quella che nel nostro paese fa il bello e il cattivo tempo – fosse stata sconfitta. E pareva, ormai un anno e mezzo fa, che per trenta interventi di messa in sicurezza e di bonifica di una delle aree più inquinate d’Europa fosse questione di giorni. Sbagliato, perché tutto è rimasto fermo, tanto che sia il Comune di Venezia che la Regione Veneto, per non dire degli industriali, hanno dovuto alzare la voce e “pressare” il Governo. Adesso si scopre che allo “storico” protocollo per la semplificazione delle procedure siglato con l’allora ministro all’Ambiente Corrado Clini appunto nella primavera del 2012, dovevano seguire, progetto per progetto, altre firme. Solo che gli uffici che dovevano farlo non c’erano più.

«Abbiamo pagato un modo stravagante di fare la spending review e i tagli lineari», ha svelato il ministro all’Ambiente Andrea Orlando arrivato ieri a Venezia, nella sede “Grandi Stazioni” della Regione, per sbloccare finalmente una dozzina di progetti di bonifica. Interventi importanti, come quello della società Medio Piave Marghera che punta a produrre biocombustili. O come quelli di Eni, Sapio, Fincantieri, Autorità portuali. Progetti che erano rimasti fermi – ha raccontato Orlando – perché chi a Roma li doveva seguire non c’era più: uffici smantellati, contratti di tecnici non rinnovati. Il tutto per un risparmio di quanti soldi? «Duecentoventimila euro», ha detto Orlando. Così «si sono dovute ricostituire le segreterie tecniche e di supporto». A Venezia, in realtà, più di qualcuno si era fatto un’altra idea e cioè che la vacatio politica – la campagna elettorale, le elezioni, il lungo periodo per la formazione del nuovo governo – avesse dato la possibilità al cosiddetto Partito della Burocrazia di riemergere e di mettere nuovi vincoli e altri lacci, ri-bloccando di fatto la partita delle bonifiche. Secondo Orlando non è andata così: «Non darei questa lettura, anche se corrisponde a un dato storico».

La notizia, in ogni caso, è che, ieri a Venezia è arrivato il ministro, si è riunita la Conferenza di servizio istruttoria, poi quella decisoria e alla fine 12 progetti di bonifica sono stati autorizzati. Di più: è stato applicato un modello più celere per le procedure che potrà essere “esportato” anche nel resto d’Italia. «Il vero annuncio importantissimo – ha sottolineato il governatore del Veneto, Luca Zaia – è quello della semplificazione». «Semplificazione – ha spiegato il ministro – non significa riduzione dell’attenzione sul fronte ambientale, ma tempi più snelli. I progetti non saranno sulla base di un vaglio meno rigido, ma sulla base dei pareri di Ispra e Arpav con gli stessi criteri di valutazione abituali, semplicemente con procedure più agevolate». «Dico alle aziende venete che hanno interesse sui 5.800 ettari di Porto Marghera – ha aggiunto Zaia – che sta cambiando il mondo, che le autorizzazioni le voglio dare in trenta giorni». Orlando tra l’altro conta entro la fine dell’anno di tornare a Venezia così da «chiudere i termini dei progetti approvabili entro il 2013». Anche perché, ha puntualizzato Zaia, «su Marghera abbiamo 2 miliardi di euro di investimenti delle aziende». Il che significa bonificare i siti. E creare lavoro.

Alda Vanzan

 

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