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Marchi, presidente di Save, attacca il sindaco: «Ogni giorno fa causa a qualcuno»

La replica: «Dove sono gli investimenti promessi? Gli interessa solo la finanza»

Un duro attacco al sindaco Giorgio Orsoni, dopo gli ultimi sviluppi sul masterplan riguardanti i fondi per la viabilità del nuovo stadio e un’apertura al dialogo con la popolazione per l’annunciato progetto della seconda pista del Marco Polo. È un Enrico Marchi a tutto campo quello che si è presentato ieri mattina in sala Darsena a Tessera per la cerimonia del milionesimo passeggero della compagnia aerea low cost Volotea. Marchi ha preso di petto Orsoni definendolo «non adatto a sviluppare Venezia». «Ci sono ottime persone in tutti i partiti, persone molto valide: per quanto riguarda il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni il mio giudizio è una questione di persona, non di parte politica. Credo non sia il sindaco adatto a sviluppare Venezia. Ogni giorno fa causa a qualcuno», ha detto il presidente di Save. «Do un giudizio molto negativo del sindaco e credo che andando avanti così si creino solo macerie ma spero che in qualche modo si possa riprendere un dibattito diverso».

Pronta la replica del sindaco anche riguardo l’annunciata possibile distribuzione di un dividendo straordinario di due euro ad azione ai soci Save (il Comune di Venezia ha già venduto le proprie quote): «Non mi interessa entrare nella polemica innescata da Marchi, nemmeno dopo gli attacchi violenti di questi giorni, quel che mi interessa è capire cosa il presidente di Save voglia fare per Venezia e il territorio. Tutti gli investimenti che aveva promesso sono rimasti sulla carta e sono molto preoccupato perché con la distribuzione dei dividenti il presidente di Save conferma la sua volontà di occuparsi di finanza, al contrario di quanto egli stesso ha di recente sostenuto, a beneficio esclusivo proprio e di chi è andato in suo soccorso, ma così facendo certifica la sua indisponibilità ad investire sul territorio».

Marchi ha ieri parlato anche della seconda pista e ha definito «molto importante» la recente presentazione nella sede della municipalità di Favaro e il dibattito che ne è scaturito, ribadendo che nelle infrastrutture bisogna programmare a lungo termine: «Noi vogliamo lasciare un polmone di verde per i futuri sviluppi dell’aeroporto».

Ma Orsoni non ci sta: «La necessità di avere la zona di rispetto per la seconda pista ha impedito la realizzazione degli impianti sportivi che la città aspetta da tempo. Confidiamo che un’intesa diretta con Enac possa consentire di superare l’ostruzionismo di Save».

Gabriele Scaramuzza, consigliere comunale Pd, definisce Marchi «quel bambino che, quando è in difficoltà, prende il pallone e dice “è mio, non gioco più, vado via”. Ma l’aeroporto di Venezia non è suo, è stato costruito grazie all’intervento delle risorse pubbliche e all’impegno dei soci istituzionali, e da troppo tempo Save non investe nel suo adeguamento infrastrutturale».

Giulio De Polo

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