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Nuova Venezia – Pesci volanti, e’ gia’ censimento.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

ott

2013

Le segnalazioni entrano nel database di Biologia Marina di Chioggia

VENEZIA – Per esserci, c’erano già: ma mai così tanti. Si parla dei pesci volanti. Che proprio per questa loro caratteristica vengono notati con facilità. Da Armando, per esempio, pescatore di Chioggia che subito ha segnalato, con l’apposita scheda, cosa aveva visto la mattina del 21 settembre scorso mentre pescava alle 8 di mattina. «Un rondone di mare», scrive. Non solo l’ha visto, ma l’ha preso e fotografato con tanto di misurazione prima di liberarlo di nuovo in mare. Eccolo, il “rondone”, un guizzo argenteo che esce dall’acqua e percorre parecchi metri nell’aria: e questo grazie ad una pinna caudale allungata che facilita la fuoruscita dall’acqua e a due pinne pettorali che si aprono a ventaglio e assomigliano molto ad ali. Non è stata l’unica segnalazione inviata via web al sito di Palazzo Grassi, sede del distaccamento” di Biologia Marina dell’Università di Padova a Chioggia. Ma gli avvistamenti di pesci volanti segnalati negli ultimi giorni nella laguna di Venezia (hirundictus rondeletii e cheilopogon heratus), non sono per i biologi fonte di allarme anche se il fenomeno desta molta curiosità e va approfondito:

«Faremo di sicuro un monitoraggio – ha detto la biologa Carlotta Mazzoldi dell’’Università di Padova in forza a Chioggia – e cercheremo di capire se c’è un legame tra tutti gli avvistamenti segnalati negli ultimi giorni. Abbiamo infatti un database (www.chioggia.scienze.unipd.it, sezione pesca, ndr) dove registriamo in diretta le specie segnalate. Le due rilevate sono tra le più comuni diffuse nei mari ma non abbiamo ancora una spiegazione. Possiamo dire però che non sono specie pericolose per l’ecosistema».

E men che meno per l’uomo, visto che si tratta di specie dalle dimensioni ridotte. La notizia dei branchi di pesci volanti è arrivata fino all’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e l’ambiente) di Roma:

«Ê un fenomeno molto curioso – ha commentato il ricercatore Simone Pietro Canese, biologo marino – perché sono specie che in genere vivono in mare aperto con alto fondale, ma considerando che l’Adriatico ha un sistema di correnti molto complesso, non è escluso che la presenza di questi pesci pelagici possa essere stata causata da un flusso di corrente. Inoltre bisogna tenere presente che anche la laguna è altrettanto complessa a livello idrodinamico e bisogna quindi chiedersi se è cambiato qualcosa in questi giorni».

L’interrogativo sul fenomeno rimane quindi ancora aperto anche se si esclude che si tratti di una specie aggressiva e che il riscaldamento dell’acqua sia la causa principale dato che non si parla di un aumento di gradi. Insomma, a breve si saprà se è l’inizio di un nuovo insediamento o se si tratta di un fenomeno episodico. Sta di fatto che anche se lo spettacolo è emozionante, va tenuto sotto controllo: soprattutto per capire se la laguna sta diventando sempre più mare, come pare stia succedendo con il canale dei Petroli. Nei prossimi giorni le prime ipotesi e forse le prime risposte, sempre che la consistenza del fenomeno permanga. Da accertare anche se queste specie finiscano nel pescato.

Vera Mantengoli

 

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