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Gazzettino – Rampe “stabili” per la Venezia accessibile

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

ott

2013

VENICE MARATHON – Progetto per potenziare le passerelle sui ponti

VENICE MARATHON – L’assessore Maggioni: «Penseremo a indicazioni per far conoscere i percorsi»

Rampe sui ponti, una gara per il design

Coinvolti gli studenti dello Ied. E si pensa già a strutture permanenti

Sono entrate in funzione già da qualche giorno e resteranno almeno fino al 10 marzo le rampe allestite per la Venice Marathon grazie al progetto “A Venezia le barriere si superano di corsa”, realizzato dal Comune con il Venice Marathon Club. Per il nono anno consecutivo i tredici ponti interessati dalla maratona saranno percorribili da tutti, senza alcuna barriera architettonica. E per il secondo anno, grazie all’iniziativa “Venice Art for All”, promossa dal Comune assieme alla Guggenheim Collection e alle Fondazioni Pinault – Punta della Dogana e Vedova, l’area di Dorsoduro compresa tra il ponte dell’Accademia e la Salute rimarrà attrezzata fino alla metà di giugno, rispondendo così in modo concreto a particolari esigenze poste dai genitori di Matilde e Tito, due bambini disabili residenti della zona che grazie alle rampe possono raggiungere facilmente la loro scuola. Infine sabato, a partire dalle 11.30, il ponte provvisorio tra Punta della Dogana e i Giardinetti reali rimarrà aperto al pubblico per l’intera giornata.

La simbolica “consegna” delle rampe è stata presentata ieri dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, e dal presidente di Venice Marathon, Piero Rosa Salva, all’ormai “tradizionale” conferenza stampa svoltasi all’Hotel Metropole, alla presenza degli sponsor Gazzettino, Autorità Portuale e Alilaguna.

«Ci sta a cuore l’accessibilità – ha affermato Maggioni – che stiamo sviluppando con gli uffici tecnici e con il delegato Pino Toso in collaborazione con la Soprintendenza. Puntiamo a obiettivi raggiungibili, dato che ormai oltre il 70% del centro storico è accessibile, grazie all’integrazione con i servizi pubblici di navigazione. E potremmo anche predisporre una segnaletica e un sistema informativo per individuare i percorsi attrezzati per chi ha difficoltà di deambulazione, in modo da raggiungere tutti i punti della città».

L’azione dell’assessorato ai lavori pubblici va in due direzioni: da un lato sta puntando a realizzare rampe definitive su alcuni ponti strategici; dall’altro sta lavorando per migliorare le rampe provvisorie, tanto che, in questi mesi, verrà organizzato, assieme alla Soprintendenza e all’Ied, un laboratorio di design sul tema. Inaugurato il ponte in legno senza barriere a Mazzorbo, a breve partiranno i lavori per le rampe dei ponti Papadopoli (gennaio 2014) e Ognissanti (febbraio 2014), mentre ancora allo studio è il Ponte Ca’ di Dio e in corso di approvazione sono le rampe per i ponti delle Sechere (Tolentini, inizio lavori settembre 2014), ponte del Vin, ponte Terranova e ponte San Cosmo.

 

LA PROPOSTA – Segnaletica per disincentivare la sosta e l’intralcio sulle pedane

È soprattutto una questione di sensibilità civica. Le rampe sui ponti servono a chi ha difficoltà a camminare, a chi spinge carrozzine o a chi, su certe carrozzine, ci deve passare tutta una vita. Eppure spesso le rampe vengono viste anche da chi ha gambe buone come il modo più facile per attraversare un ponte, magari anche per fermarsi a fare una foto. Succede anche con gruppi di turisti, che percorrono le passerelle e si fermano a metà o rallentano, intralciando in qualche modo l’utilizzo di chi quei scivoli li percorre per necessità. Una soluzione adottabile ad esempio, potrebbe essere quella di predisporre una segnaletica orizzontale (adesivi o scritte) in cui si ricorda che la rampe servono a chi ne ha bisogno. Nessun divieto, forse basterebbe solo un avvertimento per ridestare quella sensibilità civica che talvolta si può assopire in ognuno di noi. La proposta non piace però a Franco Gazzarri, responsabile dell’Ufficio Eliminazione barriere architettoniche del Comune.

«Sono contrario a riservare le rampe a specifiche categorie – spiega Gazzarri – Ormai è pratica consolidata in tutte le progettazioni consentire a chiunque di utilizzare uno spazio o una struttura. Certo, bisogna comunque fare appello alla sensibilità di ciascuno, ma non si può dire a una persona che cammina normalmente: “no, tu non puoi salire sulla rampa”».

 

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