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Le strutture della Venice Marathon non saranno smontate.

Lo Iuav studia prototipi per realizzare “pedane” permanenti.

La “Venicemarathon” trasforma Venezia in città accessibile a tutti. Fino al 10 marzo le 13 rampe poste per il percorso della famosa competizione che rivestono i ponti delle Zattere e di Riva degli Schiavoni, non verranno rimosse, al fine di rendere Venezia più accessibile.

La realizzazione del progetto “A Venezia le barriere si superano di corsa” è stata possibile grazie all’amministrazione comunale e al Venicemarathon Club. Inoltre, fino a metà giugno, grazie a un accordo tra il Comune e Collezione Peggy Guggenheim, Fondazione Vedova e Fondazione Pinault, sarà possibile portare avanti l’iniziativa “Venice Art for All”. Per il secondo anno di seguito le rampe poste alle Zattere verranno così lasciate per altri tre mesi, permettendo alle mamme con passeggini e ai disabili di accedere con più facilità ai musei, passeggiando senza ostacoli lungo le Fondamenta. Il costo per mantenere agibili le strutture realizzate dalla Ditta Bullo è di 100 mila euro, 35 mila dati dal Comune e il resto da vari sponsor.

La novità di quest’anno è l’apertura del ponte galleggiante, realizzato per l’occasione da Insula per collegare Punta della Dogana ai Giardinetti di San Marco, che rimarrà aperto al pubblico tutto sabato fino alle 18 di domenica, rafforzando il rapporto tra evento sportivo e cittadini.

Ieri, all’hotel Metropole, si è fatto il punto sulla situazione rampe in città, un tema particolarmente caro all’amministrazione comunale, soprattutto per via delle recenti critiche sulle difficoltà dei disabili a Venezia, sollevate prima dal regista Bernardo Bertolucci e poi dal giornalista Lorenzo Mayer. L’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni ha ribadito invece con forza l’impegno che da anni viene portato avanti dalla collaborazione tra Uffici Tecnici (con Pino Toso e Franco Gazzarri in prima linea) e Soprintendenza che richiede che le rampe abbiano una certa qualità per non deturpare il paesaggio:

«Sarebbe una contraddizione in termini dire che Venezia è facilmente accessibile», ha detto Maggioni, «ma è sempre stato il nostro obiettivo quello di migliorare, come dimostra il fatto che è accessibile al 70%. Vogliamo rendere sempre più stabili le rampe provvisorie e trovare il modo di abbellire quelle che saranno definitive».

A questo proposito a breve partirà allo Iuav un corso di design per ideare le rampe che in futuro potrebbero essere utilizzate. Attualmente le rampe che sono state aggiudicate sono sul ponte Ognissanti, ponte Papadopoli, ponte delle Sechere (vicino alla Domus Civica), quello sospeso ponte Ca’ di Dio e quelli in attesa di approvazione ponte del Vin, nuovo ponte Terranova e ponte San Cosmo.

Vera Mantengoli

 

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