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Nuova Venezia – Grandi navi. Nuovo terminal a Punta Sabbioni.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

ott

2013

GRANDI NAVI – Cesare De Piccoli presenta una variante al suo progetto alternativo

Un terminal galleggiante davanti a Punta Sabbioni. Cesare De Piccoli insiste, e nei giorni scorsi ha presentato un aggiornamento del suo progetto alternativo alla Marittima alla Capitaneria di porto, al Magistrato alle Acque e al Comune. Moduli galleggianti multipli e reversibili nella bocca di porto davanti al Mose, tra le due dighe, le navi fuori della laguna, e nemmeno disagi per il litorale, dal momento che i rifornimenti arriveranno tutti via mare. Gli stessi passeggeri – spiega l’ex viceministro, già vicesindaco e parlamentare europeo – potranno arrivare con motonavi dalla Marittima, che rimarrà il punto di raccolta dei crocieristi.

«Confido nella legge», ripete De Piccoli, «cioè che questo progetto venga analizzato insieme agli altri dal governo. Chi dice che spostando le navi dalla Marittima si colpisce l’economia e il lavoro non dice il vero. Con il mio progetto anzi il lavoro aumenterà, e in Marittima si potranno comunque accogliere yacht e navi di medio tonnellaggio. Dunque, aumentando anche le occasioni di lavoro».

È una delle proposte in campo, che adesso sarà sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi in vista della decisione sulle alternative. Si sa che il Porto ha una sua idea (il nuovo canale Contorta Sant’Angelo), la società delle crociere Vtp preferirebbe scavare un altro canale dietro la Giudecca. Il Comune e il sindaco invece puntano su Marghera.

«È l’unica alternativa possibile in tempi brevi», dice Orsoni, «le aree disponibili ci sono, le banchine anche».

Ma il Porto insiste: «Lì non è possibile, perché si penalizzerebbe il traffico commerciale».

I comitati intanto ribadiscono: «Le navi troppo grandi e incompatibili con la laguna non devono entrare. Non siamo contro le crociere ma contro questo modello di turismo che sta distruggendo la città».

Voci che il ministro ha ascoltato. «Speriamo che le proposte alternative trovino una sintesi», ha detto qualche giorno fa, in laguna per l ’inaugurazione delle paratoie del Mose, «altrimenti ci prenderemo noi la responsabilità di decidere».

Intanto, a quasi due anni dall’incidente della Costa Concordia, il decreto Clini Passera che vieta l’avvicinamento alle navi superiori alle 40 mila tonnellate, in laguna non è applicato.

(a.v.)

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«Sublagunare e Contorta» Costa irrompe all’Unesco

Dura relazione del presidente del Porto all’assemblea dei Comitati privati

Il presidente Del Majno: «Noi contrari, priorità i restauri e la manutenzione»

Sublagunare e crociere, perché il turismo non può fermare. E, unica alternativa possibile a San Marco, il canale Contorta. In una platea «ostile», dichiaratamente contro la monocultura turistica e le grandi navi, nel giorno in cui a palazzo Zorzi Comitati privati e Unesco parlano di restauri e manutenzione, ci pensa il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa a gettare il sasso nello stagno.

«Venezia non è dei veneziani ma del mondo», dice, «abbiamo una responsabilità. Non è il turismo che è cresciuto, ma le altre attività che se ne sono andate per mancanza di accessibilità». Quanto alle alternative alle navi, Costa ribadisce senza incertezze: «Il decreto parla chiaro, sull’alternativa decideremo noi, Porto, Magistrato alle Acque e Autorità marittima. Non il governo né il Comune perché si tratta di una decisione tecnica. E l’alternativa possibile è il canale Contorta, che consentirà anche di costruire nuove barene e fermare l’erosione».

Qualcuno in sala scuote la testa, il presidente dei Comitati privati Umberto Marcello del Majno – ieri riconfermato per altri tre anni con Giordano Zeli come vice – ribadisce la contrarietà dei comitati alle grandi navi a San Marco. Ma il sasso è lanciato. Ieri giornata conclusiva dell’assemblea annuale dei comitati internazionali, che dal 1966 si occupano di salvaguardia e di restaurare con i fondi privati i monumenti della città. Nel 2013 sono stati 26 i progetti finanziati, per un totale di 470 mila euro. Inaugurato ieri anche il restauro della Sala del Capitolo a San Salvador, con il contributo di Luis Vuitton. Molto stringato, a differenza del solito, il documento finale dei Comitati. La raccomandazione è quella di «ripristinare meccanismi per incentivare i privati a restaurare». La preoccupazione espressa è quella che molti restauri privati, in particolare di edifici di pregio e palazzi notificati, si blocchino per l’abolizione della fiscalità di vantaggio e degli incentivi. «I restauri sono molto importanti per questa città», ribadisce il presidente. Angela Vettese, assessore alla Cultura e Turismo in rappresentanza del sindaco Orsoni, racconta che «il turismo non diminuirà, perché la crisi interessa solo l’Europa e non la Russia e la Cina». Dunque, «occorre attrezzarsi per distribuirlo in tutta la città». Strumenti efficaci possono essere secondo la Vettese «le mappe digitalizzate». Ieri a palazzo Zorzi è stato ricordato anche il recente riconoscimento consegnato ai Comitati privati dall’associazione Rotondi. Il premio «i salvatori dell’arte» viene consegnato in memoria del professore che nella rocca di Sassocorvaro riuscì a nascondere tra il 1940 e il 1944, per salvarle dalla guerra, oltre seimila opere di grande valore tra cui la Tempesta del Giorgione e la Pala d’Oro della Basilica di San Marco. Sono stati ricordati ieri anche i restauri finanziati dai vari comitati internazionali. Il comitè francais ha proseguito i lavori negli appartamenti dell’ex Palazzo reale, gli italiani il laboratorio di restauro della Misericordia e il piccolo altare scamozziano e la statua della Madonna con Bambino a palazzo Ducale. La Fondazione svizzera il restauro della cappella dei tessitori ai Gesuiti. Numerosi anche gli interventi degli americani di Save Venice e degli inglesi di Venice in per il Fund, che studiano il prossimo restauro delle opere di Canova nella chiesa dei Frari.

Alberto Vitucci

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