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LA CITTA’ – IL TURISMO

SIMIONATO: «IN GIUNTA MAI PARLATO DI NUMERO CHIUSO»

STOP – L’assessore Vettese vorrebbe limitare il numero dei turisti in città

GLI OPERATORI  «Cominciamo a stabilire un tetto»

IL RICONOSCIMENTO – Consegnati i Master Awards

Gli operatori si dividono sul tema del biglietto d’ingresso in città

GLI ALBERGATORI  «Bloccare tutto è impossibile Serve sistema di prenotazione»

IL VICESINDACO – Simionato: «In Giunta non ne abbiamo parlato»

Il numero chiuso si scontra subito con i primi “no”

E l’assessore Maggioni esprime perplessità su Facebook

Numero chiuso o città aperta a tutti? Da circa trent’anni questa domanda ricorre regolarmente in città, ma come puro esercizio retorico. Tutti – politici, categorie economiche, cittadini – sono d’accordo sul fatto che il turismo andrebbe limitato e indirizzato, ma sulle modalità ci si è sempre arenati. L’ultima occasione per parlarne è stata offerta dall’assessore alla Cultura e al Turismo, Angela Vettese, intervenuta venerdì all’assemblea dei Comitati privati per la salvaguardia di Venezia.
Tra i colleghi di giunta, però l’idea non sembra aver riscosso quel successo tale da consentirle di portarla avanti con convinzione. Ha cominciato il collega dei Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, che sullo sfogatoio Facebook si è abbandonato ad un “senza parole”.
Il vicesindaco Sandro Simionato è convinto che qualcosa vada fatto in termini di programmazione dei flussi turistici, ma smentisce che in giunta si sia parlato recentemente di numero chiuso.

«Non abbiamo fatto un ragionamento di questo tipo tutti assieme – spiega – mi pare però che la collega abbia focalizzato il problema della distribuzione del turismo in zone della città diverse dalle solite. Lei ha in mente un’applicazione per smartphone e tablet che in qualche modo dischiuda questi nuovi itinerari e di recente abbiamo dato al suo assessorato un piccolo finanziamento per sviluppare questo tema. In ogni caso – chiude – che il numero di turisti sia considerevole e che qualche sforzo in termini di programmazione vada fatto sono anni che viene detto. Ed è quello che stiamo cercando di fare».

Il sindaco Giorgio Orsoni, ieri non rintracciabile, non si è mai dichiarato a favore del numero chiuso dei turisti, ma ha sempre sostenuto un sistema di prenotazioni e disincentivi.

«No al numero chiuso tout court – commenta il direttore degli Albergatori, Claudio Scarpa – sì all’utilizzo di piazzale Roma limitato a chi pernotta in città, e a chi risiede in area Imob. Bloccare tutto sarebbe impossibile, pensiamo solo ai treni, però si può imporre un meccanismo di prenotazione dei parcheggi tale da consentire di arrivare solo a chi si è mosso per tempo. Prima di tutto, però, – conclude – è necessario stabilire un tetto. Con quante persone la città è piena? Centomila? 150mila? Questo conto fondamentale non lo si è ancora fatto, ma da questo partono tutte le azioni conseguenti».

 

Celebrati i vent’anni del Ciset. Il turismo targato Ca’ Foscari

È una giornata di festa per i master in Economia e gestione del turismo, realizzato da Ca’ Foscari e Ciset (Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica). Per celebrare i 20 anni del master ieri all’auditorium Santa Margherita i nuovi 29 diplomati si sono ritrovati con molti dei 600 loro predecessori. A parlare in una tavola rotonda gli esperti del settore che hanno ricevuto ieri il Master Awards honoris causa: Annalena De Grandis (premio alla carriera), Elena David (Ad Una Hotels&Resorts), Fabio Maria Lazzerini (Emirates Italia), Gianni Rotondo (Gm Royal Caribbean Italia) e Maurizio Saccani (Orient-Express).

«Il turismo ha bisogno di idee e qualificazione, cose carenti in Italia», hanno affermato tutti i relatori che poi hanno anche espresso il proprio parere sull’eventualità di un numero chiuso di accesso a Venezia. Favorevoli si sono dimostrati Elena David e Maurizio Saccani. «Serve una politica di valorizzazione della città – ha detto David – sollecitando tutte le forme che evitino il mordi e fuggi e invece faciliti la permanenza del soggiorno. Il numero chiuso deve essere la punta dell’iceberg della politica della città. Se siamo disponibili a spendere tanti soldi per visitare Disneyland Paris non possiamo immaginare che milioni di turisti non siano disponibili a pagare l’ingresso di pacchetti con soggiorni e visite dei luoghi». «Qualche forma di regolamentazione è indispensabile – ha affermato Saccani – Venezia non ha servizi per sopportare un’invasione turistica. Si tratta di dare un servizio migliore, quello che oggi la gente chiede. Ma va fatto bene, in maniera intelligente, spalmando il turismo tutto l’anno, gestendo le entrate in qualche modo. In questo modo migliorerebbe anche la nostra attuale immagine all’estero e qualche luogo comune per i servizi che diamo». Contrari Fabio Maria Lazzerini e Gianni Rotondo. «È una ragione morale – hanno sottolineato – non si può vietare alla gente di andare in un luogo se lo desiderano».

 

IL DISCORSO DELLA VETTESE – L’intervento dell’assessore ai Comitati privati per Venezia

Tutto è nato dall’intervento dell’assessore al Turismo e alla Cultura, Angela Vettese, ai Comitati privati: «Venezia è schiava di un ‘700 decadente di una immagine di cartolina, fuori dal tempo. È schiava di un turismo soffocante, che aumenterà sempre più. Dobbiamo attrezzarci perché si disperda per tutta la città e non vada solo nell’asse Rialto – Accademia – San Marco. Il turismo va diminuito, è qualcosa di sgradevole da dire, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà e limitarlo. Per questo la digitalizzazione è la strada giusta, bisogna darsi da fare per farla crescere».

 

Venezia “chiusa”, ma non per ora

La proposta dell’assessore Vettese di limitare i turisti crea perplessità

Il vicesindaco Simionato: «Non è attuabile, meglio gestire i flussi»

LA PROPOSTA – L’assessore comunale Angela Vettese ha suggerito il “turismo a numero chiuso”, ma la città si divide

DIVISI I MANAGER «Evitiamo il mordi e fuggi»  «No, divieti impossibili»

GLI ALBERGATORI «Si devono realizzare terminal per i pendolari»

Il numero chiuso per i turisti a Venezia, almeno per il momento, non è attuabile. Meglio ricorrere a tecniche di disincentivazione e prenotazione per gestire al meglio i flussi turistici. È l’opinione del vicesindaco della città, Sandro Simionato, il quale ricorda che da qualche anno ormai esiste un sistema di disincentivi per i pendolari in alta stagione. Questo riguarda soprattutto i prezzi dei parcheggi e dei mezzi di trasporto pubblico.
Il tema è tornato in auge per un intervento dell’assessore alla Cultura e Turismo, Angela Vettese, la quale venerdì aveva parlato di fronte ai Comitati privati per la salvaguardia di Venezia, di limitare il turismo e disperderlo al di là delle solite zone più frequentate.
«Si riferiva – corregge Simionato – ad un progetto che sta seguendo di realizzare un’applicazione per smartphone e tablet in cui incoraggiare i turisti a seguire nuovi itinerari».
Gli albergatori veneziani sono contrari al numero chiuso in sè, ma sono favorevolissimi invece a forti restrizioni per il turismo pendolare.
«Prima di tutto – spiega il direttore dell’Ava, Associazione veneziana albergatori Claudio Scarpa – bisognerebbe stabilire scientificamente un tetto al di sopra del quale la città non può essere riempita. Poi devono essere realizzati sulla base di questi calcoli dei terminal per pendolari sulla gronda lagunare, con parcheggi occupabili solo da chi ha prenotato e trasporti a Venezia esclusivamente via acqua. A piazzale Roma dovrebbero arrivare solo residenti e turisti pernottanti in centro storico».
Per Scarpa, questo sistema consentirebbe di contare i pendolari e anche di tassarli.
«Inutile pensare di bloccare tutti – continua – perché con i treni sarebbe ad esempio impossibile. Tuttavia, il turismo pendolare in auto e in gruppi con i pullman rappresenta la maggioranza e questo si può controllare. Il numero chiuso vero e proprio sarebbe inattuabile con le leggi attuali».
Neppure tra i manager c’è unità di opinioni e di intenti. Durante il convegno per i 20 anni del Ciset (Centro universitario per gli studi sull’economia turistica) di Ca’ Foscari c’è stata una sorta di spaccatura. Favorevoli si sono dimostrati Elena David (Una Hotels & Resort) e Maurizio Saccani (Orient Express). «Serve una politica di valorizzazione della città – ha detto David – sollecitando tutte le forme che evitino il mordi e fuggi e invece faciliti la permanenza del soggiorno. Il numero chiuso deve essere la punta dell’iceberg della politica della città. Se siamo disponibili a spendere tanti soldi per visitare Disneyland Paris non possiamo immaginare che milioni di turisti non siano disponibili a pagare l’ingresso di pacchetti con soggiorni e visite dei luoghi».
«Qualche forma di regolamentazione è indispensabile – ha affermato Saccani – Venezia non ha servizi per sopportare un’invasione turistica. Si tratta di dare un servizio migliore, quello che oggi la gente chiede. Ma va fatto bene, in maniera intelligente, spalmando il turismo tutto l’anno, gestendo le entrate in qualche modo. In questo modo migliorerebbe anche la nostra attuale immagine all’estero e qualche luogo comune per i servizi che diamo». Contrari Fabio Maria Lazzerini (Emirates Italia) e Gianni Rotondo (Royal Caribbean). «È una ragione morale – hanno sottolineato – non si può vietare alla gente di andare in un luogo se lo desiderano».

Michele Fullin e Daniela Ghio

 

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