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Gazzettino – Pendolari, treni sul binario di partenza.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

ott

2013

VENETO – Le Ferrovie sciolgono il nodo di Mestre: servizi garantiti con le infrastrutture esistenti

Sarebbe dovuto partire a dicembre del 2012, poi lo scorso giugno, ora pare che finalmente si possa dare il via all’Sfmr, forse. All’incontro di ieri in Regione, cui hanno partecipato esperti e tecnici di Regione, Comune, Trenitalia, Porto, Save, Actv e Atvo, le Ferrovie hanno fatto sapere che anche uno degli ultimi problemi da risolvere non è più un problema. Si tratta del cadenzamento dei convogli del Sistema ferroviario metropolitano regionale: garantire le corse ogni 15 o 30 minuti su tutto il territorio regionale trovava uno scoglio insormontabile sul ponte della Libertà, perché cozzava con l’attuale distanziamento di 6 minuti fra un treno e l’altro.

Pareva insomma non ci fosse posto per farci stare anche le corse Sfmr, per cui il servizio si sarebbe fermato a Mestre e i pendolari avrebbero dovuto prendere un convoglio normale per arrivare a Santa Lucia.

Se si considera che la stazione di Venezia è in assoluto la più frequentata dai pendolari dell’intera regione (anche se in particolar modo provenienti da Treviso e Padova), si capisce che sarebbe nato un Sfmr monco di un arto fondamentale.

Ancora ieri i presenti al consulto hanno posto la questione, ma Rfi nel pomeriggio ha ulteriormente specificato come «i servizi che la Regione Veneto ha chiesto a Trenitalia di attivare, saranno garantiti con l’infrastruttura esistente, che è stata potenziata in questi ultimi anni nell’ambito dei lavori del Piano regolatore generale di Mestre».

Le Ferrovie, in particolare, si riferiscono al nuovo binario “giardino” sul lato Trieste, che «consente di soddisfare pienamente tutte le attuali richieste di servizi regionali».

Il problema, quindi, si potrà porre in prospettiva, ma anche in questo caso Rfi sostiene che «ulteriori scenari di sviluppo saranno via via possibili con i lavori già avviati al Prg di Venezia, che prevedono fra l’altro il potenziamento tecnologico del tratto Mestre-Santa Lucia, e che consentirà di ridurre il tempo di distanziamento fra i treni a 4 minuti».

Per far arrivare i convogli Sfmr a Venezia non ci sarebbe, insomma, la necessità immediata di ridurre il distanziamento di 6 minuti, come invece era stato paventato ieri mattina nel corso del confronto in Regione. Semmai la questione si porrà con ulteriori sviluppi futuri del trasporto pubblico veneto.

Sempre ieri sono stati presentati i risultati di un’indagine sul grado effettivo del riempimento e sui ritardi dei treni (regionali e a lunga percorrenza), dopo gli investimenti effettuati sul nodo di Mestre. Qui transitano ogni giorno circa 30 mila passeggeri in salita e in discesa. Mediamente, conclude l’indagine, il servizio sopporta questi numeri, «anche se la capacità residua dei convogli è mediamente molto bassa» (che, tradotto, significa treni strapieni). Più del 90 per cento dei treni ha un ritardo piccolo, inferiore a 10 minuti (mediamente fra 1 e 3 minuti); e quando il ritardo è maggiore, è distribuito intorno ai 15-20 minuti.

Elisio Trevisan

 

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