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Gazzettino – Veniceland, parco giochi in laguna

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

ott

2013

SUL PROGETTO UN CORO DI POLEMICHE

Venezia come Disneyland, parco giochi e ruota panoramica

VENEZIA – La Zamperla Spa pronta a realizzare il progetto nell’isola di San Biagio, davanti a Sacca Fisola

Avallo di Ca’ Foscari e dell’assessore regionale Donazzan, ma il sindaco frena: «Recupero sì, ma nel rispetto della città»

In un certo senso chi ha sempre pensato che Venezia potesse finalmente trasformarsi in una sorta di “Veniceland” per turisti potrà dirsi accontentato. Finalmente il progetto c’è. Ora arriva il parco “Isola di San Biagio”, piccolo fazzoletto di terra (40 mila metri quadrati), a due passi da Sacca Fisola, di fronte alla Stazione Marittima, in Canale della Giudecca, un tempo sede di un inceneritore chiuso nel 1984 per emissioni di diossina nell’aria, che ora potrebbe diventare un parco divertimenti a tutti gli effetti. Come accade a New York, a Parigi, a Mosca, in Germania, a Copenaghen. Insomma, una sorta di Disneyland in salsa veneziana.

Archiviato il faraonico Palais Lumiere di Pierre Cardin in gronda lagunare, ora spunta l’idea della Antonio Zamperla spa, nota azienda di Altavilla Vicentina dell’area manufatturiera dedicata allo svago e al divertimento, che dopo aver ottenuto in concessione dal Demanio per quattro anni l’isoletta lagunare ha pensato bene, con l’avallo e la benedizione dell’Università di Ca’ Foscari con il suo rettore Carlo Carraro, di realizzare un “polo dedicato a cultura, recupero storico delle origini di Venezia e un’area di svago e tempo libero”. Il progetto ha avuto l’immediata adesione dell’assessore regionale al Lavoro, la vicentina Elena Donazzan.

Ed ecco quindi, secondo i progettisti, tra i quali due docenti dell’ateneo veneziano (la biologa Patrizia Torricelli; l’archeologo Sauro Gelichi), la possibilità di realizzare una zona naturalistica per conoscere l’ambiente lagunare; un’area storica con la rievocazione in un grande bacino artificiale della Battaglia di Lepanto con tanto di galee e comparse in costume; e una terza dedicata al Carnevale di Venezia, con un teatro. E poi dulcis in fundo anche una ruota panoramica e le immancabili “Montagne russe” per un viaggio ad alta tecnologia digitale dentro Venezia, ma senza vederla da vicino. Come stare davanti alla playstation. Infine per i bambini un’area ludico-didattica riservata ai bambini e le scolaresche. «É un’iniziativa molto importante – ha detto Carraro – che può dare enormi vantaggi economici e consentirà di redistribuire i flussi turistici in città senza una polarizzazione su San Marco».

Ma è toccato ad Alberto Zamperla disegnare gli scenari. «Siamo pronti ad investire ben 80 milioni di euro e a dare lavoro a 500 persone. Dopo i lavori di bonifica saremo in grado di completare l’operazione in due anni. Poi ci sarà una parte di fruizione gratuita alla cittadinanza e un’altra con biglietto d’ingresso».

E i carotaggi per verificare il livello d’inquinamento dopo il caso inceneritore? «Li faremo prima di ogni bonifica – sottolinea la progettista Lorella Bressanello – Li compiremo nei prossimi 40 giorni. Poi valuteremo il da darsi».

Ultimo aspetto: i permessi. «É un progetto condiviso anche da Comune e Soprintendenza ai beni artistici – ha assicurato il rettore Carraro – E si troverà anche il modo di spostare una stazione di travaso rifiuti dell’azienda Veritas in un lembo dell’isola ancor oggi».

Ma in serata il sindaco Giorgio Orsoni ha messo subito i paletti, e pare che anche la soprintendente Renata Codello, non abbia apprezzato. «Credo che il recupero ambientale dell’isola di San Biagio vada affrontato – ha detto Orsoni -, ma nel rispetto della città. Venezia non è un parco giochi e questo deve essere tenuto presente da tutti». De Profundis? Si vedrà.

Paolo Navarro Dina

 

PERPLESSITA’ – Finora a Palazzo Ducale non è arrivato alcun progetto

Coro di critiche e di dubbi: «Le priorità sono altre, l’iniziativa era meglio realizzarla in terraferma»

Il progetto illustrato ieri a Ca’ Foscari inizia a creare le prime critiche. Tra chi prende le distanze dall’iniziativa c’è sicuramente Venessia.com che in queste ore ha già raccolto diversi pareri negativi.

«È sicuramente positivo riqualificare e bonificare un’area che è stata a lungo un’ex discarica – esordisce Matteo Secchi – ma mi par di capire che lì si voglia creare un vero e proprio parco giochi e quindi non mi sembra proprio un progetto di tipo “culturale”. La nostra città non ha bisogno di un Luna Park, il centro storico di Venezia è già pieno di attrazioni. Per chi vive qui le priorità vere sono le case e i servizi quotidiani per i residenti. Siamo un po’ sorpresi che l’iniziativa sia sostenuta dall’università di Ca’Foscari».

Anche lo storico Alvise Zorzi è critico. «L’iniziativa mi lascia perplesso – dice – soprattutto l’abbinamento montagne russe-rievocazioni storiche (quali? da chi ideate?) La battaglia di Lepanto, nella quale si scontrarono 230 galere turche con 208 galee della Lega, con le galeazze veneziane in testa, 80.000 uomini da una parte, 90.000 dall’altra, non mi pare molto adatta ad essere ricostruita a Sacca Fisola per la gioia dei turisti. Bisognerebbe saperne di più, ma così come è presentata mette i brividi».

L’associazione degli Albergatori non ha ancora ricevuto il progetto e per questo non è in grado di dare un giudizio definitivo. «Diciamo che in linea generale qualsiasi iniziativa che abbia un respiro culturale è benvenuta e a noi va bene – dice il presidente Vittorio Bonacini – ma personalmente prima di commentare voglio vedere nel dettaglio il progetto che è stato presentato. Serve prudenza e rispetto per gli equilibri della laguna. Come albergatori non siamo stati coinvolti e quindi attendiamo la documentazione prima di esprimere qualsiasi valutazione di merito».

Anche lo scrittore Alberto Toso Fei è perplesso. «Non è la cosa peggiore che ho sentito in questi anni – dice – ma non capisco perchè una cosa del genere non l’abbiamo progettata in terraferma. Così la città si intaserà ancora di più, per non parlare della laguna, e temo che ci sarà anche chi verrà qui solo per il parco di San Biagio.

E per i trasporti cosa si farà?» «Con questo parco giochi siamo all’atto finale – conclude Manuel Tiffi del “Popolo veneziano” – della completa svendita della città ad uso turistico».

G.P.B.

 

VENICELAND – Fa discutere il progetto di Sacca San Biagio. Carraro: «Comune e Soprintendenza d’accordo»

Parco a tema? Il sindaco frena

Orsoni: «Sì al recupero dell’isola, ma la città non è un luna park»

Il rettore di Ca’ Foscari, Carlo Carraro, l’ha fatta semplice: «Non ci saranno problemi. La stazione di travaso utilizzata adesso da Veritas sull’isola di San Biagio, troverà un’altra sede. E poi su questo progetto c’è già la condivisione di Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici e del Comune».

Sarà. Intanto ieri mattina con la “benedizione” del rettore, Alberto Zamperla, titolare della ditta “Antonio Zamperla” di Altavilla Vicentina, nota azienda del settore manufatturiero legata al divertimento e allo svago, ha presentato il progetto di trasformazione dell’isola di San Biagio, quella dove fino al 1984 c’era l’inceneritore chiuso per emissioni di diossina, in una parco tematico, una sorta di “luna park” con tanto di ruota panoramica, di “montagne russe” e confezionato con percorsi storici che andranno dalla rievocazione della Battaglia di Lepanto con ricostruzione in vasca dell’epica battaglia, ad altri squisitamente turistici legati al Carnevale di Venezia per concludersi poi con una sorta di itinerari ambientali alla scoperta della laguna. E tutto con un investimento di 80 milioni di euro e la possibilità di dare lavoro a 500 persone e l’impegno di due docenti di Ca’ Foscari, la biologa Patrizia Torricelli e l’archeologo Sauro Gelichi. Possibile? Chissà.

In serata, il sindaco Giorgio Orsoni e, pare anche la Soprintendenza, abbiano messo ben bene le mani avanti. Come dire: manco per sogno: nulla da condividere. E il primo cittadino non ci ha pensato sopra più di un momento:

«É vero che i rappresentanti della ditta Zamperla – rivela Orsoni – erano venuti da me ad illustrare l’idea di un recupero ambientale dell’isola, che è sacrosanto, e che va affrontato, ma nel rispetto di questa città. Venezia non è un parco giochi e questo deve essere tenuto ben presente da tutti». Et voilà. Pare già di sentire le campane a morto.

Il progetto che ha avuto l’avallo di Ca’ Foscari, e che è stato addirittura “benedetto” dall’assessore regionale al Lavoro, la vicentina Elena Donazzan, potrebbe essere realizzato in due anni di lavoro in un’area di 40 mila metri quadrati che la Zamperla spa ha avuto nel maggio scorso in concessione per quattro anni dal Demanio dello Stato tramite il Magistrato alle Acque. Il piano prevede tra l’altro la realizzazione di un “polo polifunzionale” e attività ludiche che in qualche modo potrebbe ricalcare grandi parchi di divertimento come a Mosca, a Parigi, a New York o a Copenaghen.

«Questa città va amata – ha detto Alberto Zamperla – e dobbiamo avere il coraggio di trovare nuovi orizzonti».

Ora però, ci sarà l’incognita dei carotaggi per capire, come ha detto ieri a Ca’ Foscari il consigliere di Municipalità, Roberto Vianello, che tipo di terreno si andrà a trovare. «Faremo i sondaggi nell’arco dei prossimi 40 giorni e poi partiremo con le bonifiche – ha detto la progettista Lorella Bressanello – E poi staremo a vedere». Già, si vedrà.

 

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