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Nuova Venezia – A Venezia un’isola del divertimento.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

ott

2013

 

FOTO – Il progetto del parco di divertimenti

VIDEO – Il rendering tridimensionale del parco

 

IL PROGETTO – Il progetto di Alberto Zamperla, re mondiale dei luna park, con Ca’ Foscari per Sacca San Biagio

VENEZIA Una Veniceland dedicata alla Serenissima. Un parco ipertecnologico e storicamente accurato, tra giostre e teatri, ma anche laboratori di “realtà aumentata” per le scuole: a Venezia città. Tra gli applausi di chi lo vede come un’opportunità e il vade retro di chi considera già oggi la città storica come un grande luna park per soli turisti. Un progetto pronto nei minimi particolari: un parco con tanto di ricostruzione sull’acqua della Battaglia di Lepanto con tre galee “vere” e scontri da seguire in computer animation; storia di Venezia proiettata su sei maxi-schermi 4D, da seguire all’interno di un simulatore, con il massimo degli effetti speciali; una barena (artificiale) della laguna, con tutte le sue piante naturali, da attraversare con gommone effetto-cascate e visitare anche sotto il pelo dell’acqua; un anfiteatro per spettacoli e concerti; e poi ruota panoramica, montagne russe, torre mozzafiato, giostre dell’ultima generazione che la vicentina Zamperla Spa – che firma il progetto – sta portando da decenni ovunque nel mondo, realizzando parchi divertimenti da New York alla Russia, presto, al Kazakistan.

L’idea è trasformare la degradata Sacca San Biagio – l’ex isola dell’inceneritore, chiuso negli anni Ottanta e demolito nel 2003, di fronte alla Marittima con le sue grandi navi – in un polo multi attrattivo modello Tivoli di Copenhagen. Ieri la presentazione del progetto da parte di Alberto Zamperla e del rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro: l’università – con i suoi dipartimenti di Studi umanistici e Scienze ambientali – ha fornito la consulenza scientifica per ricostruire senza strafalcioni la storia di Venezia e una barena che sia “originale”, in quello che viene presentato (in modo un po’ pomposo) come un “Polo dedicato a cultura, recupero di storia e antiche tradizioni lagunari, svago e tempo libero”. Un investimento da 80 milioni di euro, durata dei lavori 2 anni, la promessa di 500 posti di lavoro: 400 mila visitatori nel primo anno, in crescita fino ad 800 mila, in 5 anni. Collegamenti dal Tronchetto già concordati con Actv e, attorno all’isola, una passeggiata aperta a tutti, con zattere in laguna dove sedersi, chioschi e nella vicina Sacca Fisola, un giardino pubblico. Dentro alle mura che riprendono le architetture dell’Arsenale, tre poli: la “macchina del tempo” sulla storia di Venezia e l’area-ambiente lagunare (con studenti-guida per le scuole); i fasti del Carnevale con le giostre.

«Venezia mi ha sempre affascinato: città da sempre democratica e per mille anni mai occupata, dove politica ed economia collaboravano», racconta Zamperla, «questa è una città con un ritorno mondiale di immagine ed è qui che voglio creare questo polo “catalizzatore di opportunità” per la nostra grande industria manifatturiera veneta, ma in stretta relazione con i veneziani, recuperando un’isola totalmente degradata. La nostra idea è creare un punto di incontro tra le persone che non intralci la vita quotidiana dei veneziani, aprendo il teatro per spettacoli e concerti e stimolando, attraverso il divertimento, anche la cultura».

«È un’iniziativa molto importante per Venezia, alla quale come università abbiamo dato la nostra consulenza scientifica per realizzarla al meglio», commenta entusiasta il rettore Carlo Carraro, «quando ci è stata presentata l’idea, ho subito fatto presente che Venezia ha una sensibilità particolare per questi temi e non è disponibile ad ospitare un luna park. Ma questo è diverso, è un progetto per le scuole – con percorsi storico-ambientali innovativi e rigorosi – e certo per i turisti, ma senza portarne di nuovi, ma spostandoli al di fuori dei percorsi tradizionali. Un volano economico e occupazionale importante, recuperando con la bonifica un’area degradata».

Un progetto in linea con il Piano regolatore e il Pat della città – assicurano i proponenti – e sul quale pende solo il dubbio delle bonifiche: due anni fa, si stimarono interventi per 6 milioni di euro. Ora sono in corso nuovi carotaggi: se i costi non s’impenneranno, il piano sarà formalizzato alla conferenza di servizio tra enti locali e soprintendenza chiamata ad autorizzarlo o bocciarlo.

Intanto, a maggio, nel riserbo più assoluto e con soci ancora segreti, Zamperla ha fondato la Doge Srl e ha ottenuto in concessione la Sacca dal Magistrato alle acque. Nei prossimi mesi si capirà se si tratta di un altro Palais Lumière.

«Quello era un progetto puramente immobiliare, nulla a che vedere con il nostro, che è un progetto tra cultura e divertimento per tutti», commenta Alberto Zamperla, «se la città gradisce, lo faremo, altrimenti sarà stato un piacevole esercizio per passione e non lo faremo qui».

Roberta De Rossi

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Il sindaco Orsoni: «Non siamo un parco giochi, la ruota mi inquieta»

Veniceland nel puro modello Disney-turisti o opportunità di sviluppo e divertimento? Al solo annuncio, la città già si divide, tra le puntualizzazioni anche del sindaco Orsoni, che dice sì di essere stato a conoscenza del progetto, aggiungendo però che gli è stato presentato in via informale come accade per molti altri e che un parere arriverà solo carte alla mano, in conferenza dei servizi, mettendo però già le mani avanti.

«Credo che il recupero ambientale dell’isola di San Biagio vada affrontato, ma nel rispetto di questa città: Venezia non è un parco giochi e questo deve essere tenuto presente da tutti», commenta il sindaco Giorgio Orsoni, «sono stato messo a conoscenza dell’iniziativa, me ne parlò lo stesso Zamperla qualche mese fa. Qualche perplessità è stata sollevata, soprattutto perché mi pare preveda anche l’installazione di una grande ruota panoramica».

Quella stessa mega ruota che Comune e soprintendenza hanno già negato, quando venne avanzata la richiesta di installarla al Tronchetto, modello “Golden Eye” di Londra.

Chi è subito salito sulle barricate è Venessia.com, combattiva associazione che da anni si batte contro lo spopolamento della città, anche a colpi di “funerali a Venezia” che hanno fatto il giro del mondo.

«Certo, non abbiamo niente contro la riqualificazione di una zona così degradata» commenta Matteo Secchi «ma un po’ ci preoccupiamo quando il progetto viene presentato da un colosso industriale delle giostre: fa molto luna park. A Venezia le priorità sono diverse: non servono ulteriori attrazioni, ce ne sono anche troppe, ma case e servizi per gli abitanti: tra un po’ Veniceland sarà davvero compiuta e non capiamo proprio che attrattiva abbia sul turismo una città senza abitanti. Stupisce che un’istituzione affermata come Ca’ Foscari si presti ad operazioni ambigue».

Chi invece plaude entusiasta è l’assessora regionale all’Istruzione e Lavoro, Elena Donazzon, che sottolinea «l’importanza di una progettualità capace di far collaborare una prestigiosa università a vocazione internazionale come Ca’ Foscari e un’importante azienda capace di stupire il mondo quale Antonio Zamperla spa», «nella realizzazione di un laboratorio esperenziale capace di affascinare e stimolare la curiosità degli studenti di tutte le età, negli ambiti della conoscenza storica e scientifica , e soprattutto la prospettiva di buona occupazione che sarà generata da questo progetto».

(r.d.r.)

 

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