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Sono un semplice cittadino di Mirano e desidero esprimere la mia solidarietà al sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, per aver preso le distanze dall’entusiasmo che molti esponenti politici regionali e locali hanno mostrato nell’inaugurare la nuova tangenziale del paese, ennesima opera complementare al Passante di Mestre.

Anch’io, come un numero sempre maggiore di cittadini, sono dell’idea che continuare a riempire il territorio della nostra regione con un’infinità di nuove infrastrutture stradali rappresenti una forma di violenza perpetrata nei confronti del nostro prezioso paesaggio agricolo e costituisca un alibi per foraggiare le lobbies dell’asfalto spacciando per sviluppo ciò che è soltanto cementificazione del territorio.

Purtroppo, ancora molti dei politici italiani, e veneti in particolare, hanno un’idea di sviluppo largamente superata e non si rendono conto che la costruzione di nuovi corridoi d’asfalto solitamente non risolve i problemi di viabilità, ma rappresenti, al contrario, un vulnus irreparabile all’integrità e alla bellezza della nostra campagna.

Anche i comuni del Miranese sono al centro di molti nuovi progetti infrastrutturali legati al Passante di Mestre (quasi sempre nuove strade) e sorprende che molti sindaci e politici locali, anzichè prendere le distanze da nuove colate d’asfalto sui territori che amministrano, ne auspichino spesso il compimento. Prova ne sono le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Lucio Tiozzo e del sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello.

Davide Baessato – Mirano

 

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