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Nuova Venezia – Venezia. Numero chiuso argomento snobbato.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

nov

2013

l’intervento

di Renzo Scarpa – Consigliere Comunale di Venezia

È veramente interessante il dibattito sviluppato in questi giorni sulle ipotesi di regolazione dei flussi turistici meglio conosciuto come numero chiuso considerato che è già macroscopicamente evidente come la gran massa di visitatori stia letteralmente spingendo fuori dalla propria città i residenti rendendone impossibile la vita. Peccato che l’argomento sia snobbato da qualche amministratore della città alla pari di mera discussione folcloristica. A quanto si è capito, la motivazione addotta al non fare nulla su questo campo starebbe nell’assunto che qualsiasi intervento per il controllo del numero dei turisti sarebbe inutile e antidemocratico dato che non si può impedire alle persone di venire a visitare Venezia. Mi sia permesso di osservare che non si tratta di “impedire” e credo che a nessuno, nemmeno ai più estremisti, possa essere venuto in mente di impedire l’accesso a Venezia. In realtà si tratta di ricondurre l’afflusso turistico a dimensioni e modalità che possano convivere con i diritti della residenza e che consenta alla città di avere una propria vita. D’altronde, come si potrebbe “impedire”? Chi potrebbe pensare di mettersi alla porta di questa straordinaria e cosmopolita Città famosa per la sua ospitalità e, come un novello San Pietro, cominciare a scegliere, quali visitatori fare entrare e chi no? Tu si… tu no…. su che base? Simpatia, razza, odore, spessore del portafogli? Via, è una cosa che non si può e non si deve fare. Nessuno lo fa a questo mondo. Neanche il mio medico mi impedisce di andare a trovarlo per una visita, però mi impone un appuntamento ed un numero. Così fa il mio farmacista e anche il mio fruttivendolo cingalese. Li pago tutti in cambio della loro merce e dei loro servizi, ma quando mi rivolgo a loro mi danno un numero e mi dicono di mettermi in coda ad aspettare il mio turno perché ci sono altre persone prima di me. Se poi chiedo una visita medica specialistica devo aspettare mesi e più famoso è il medico più devo aspettare. L’incidenza del valore delle cose è risaputa ed universale: più ha valore la cosa che desideri o di cui hai bisogno più devi aspettare per ottenerla. Perché non deve valere per Venezia se questo è indispensabile alla sua vita? Perché Venezia deve essere alla mercé di qualsiasi abitante di questa terra, 24 ore su 24, 365 giorni su 365? Neanche le “signorine” del Terraglio riescono a garantire tanto. A mio modesto avviso, si impone una regolazione che tenga conto delle imprese e delle attività turistiche della città. Questo non solo rappresenta un diritto, ma conviene a tutti anche alle imprese turistiche. Venezia città disabitata non solo diverrebbe meno attraente ma anche più costosa per quanto attiene alla sua conservazione e organizzazione. Se, poi, la giunta Orsoni, sindaco in testa, non sa come fare lo dica. Siamo pronti a spiegarglielo.

 

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