Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

Martedì l’atteso vertice convocato dal Governo.

Il sindaco Orsoni propone gli approdi tra il Canale industriale Nord e il Brentella. In Marittima nuove case.

Cinque grandi navi a Marghera, nelle banchine tra il canale industriale Nord e il canale Brentella.

E quattro di dimensioni medio piccole che potrebbero restare in Marittima, dove troverebbe spazio anche un nuovo centro residenziale in social housing.

Eccolo l’asso da novanta del sindaco Giorgio Orsoni. Che martedì andrà a Roma, al vertice finalmente convocato dal governo sull’emergenza grandi navi, sostenendo l’ipotesi dello spostamento delle crociere a Marghera. Un’ipotesi che l’Autorità portuale contesta, paventando riduzioni di fatturato al comparto crociere e problemi al traffico commerciale. Ma il progetto, elaborato dall’avvocato Alessio Vianello e da professionisti veneziani, è pronto. Il sindaco rivendica alla città le decisioni sul suo territorio e ha già bocciato senza appello lo scavo del nuovo canale Contorta-Sant’Angelo proposto dal Porto e dal suo presidente Paolo Costa. E adesso illustrerà al governo i vantaggi dell’ipotesi Marghera. Occasione unica, dice ad una voce con il suo assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, per avviare davvero la bonifica e il riuso delle aree.

Ecco intanto i dettagli del progetto Marghera. Che si dovrà realizzare in tre fasi.

La prima, d’urgenza, sarà l’allestimento delle banchine già pronte del Canale Industriale Nord per realizzarci gli ormeggi per due grandi navi sopra le 140 mila tonnellate. Si tratta solo di ultimare la bonifica già avviata dell’area di proprietà dei privati – la famiglia Salmini – a ridosso del Vega I in zona industriale. Questi sono i «tempi brevi» di cui parla il sindaco, contrapposti ai due/tre anni – e 150 milioni di euro di lavori – del nuovo canale.

Seconda fase, quella per realizzare cinque nuove stazioni marittime per ricevere altrettante navi di grandi dimensioni. Quattro sarebbero ormeggiate nel Canale Nord, la quinta del vicino Brentella. Evidente, dicono i progettisti, il vantaggio di essere vicino ala Ferrovia e alla strada, dunque all’aeroporto, senza occupare il ponte della Libertà. E soprattutto senza scavare nuovi canali per arrivare nell’attuale Marittima.

Terza fase, a lungo-medio periodo, quella di pensare al recupero delle isole oggi occupate dalle raffinerie dell’Eni, destinate alla chiusura. Spazio prezioso dove la nuova Marittima potrebbe ulteriormente allargarsi. Nel caso di congestione del traffico acqueo il progetto prevede lo scavo di un canale di raccordo dietro l’isola delle Tresse. «Ma questo», spiegano i progettisti, «non interferirebbe con lo scambio idraulico come il Contorta». Anche il problema del traffico sembra qui superato. Sarà possibile gestire bene gli orari di ingresso dei mercantili, quasi assenti il sabato e domenica dove invece si registra il picco delle crociere. La soluzione Marghera dunque si fa concreta. È il progetto già inviato al ministero delle Infrastrutture dal sindaco Orsoni, dopo che Vianello lo aveva protocollato negli uffici comunali qualche mese fa. Dal punto di vista tecnico adesso si dovrà verificare se quel tipo di traffico sia compatibile soprattutto si possa mescolare con il traffico commerciale. Il Porto e la Capitaneria hanno già detto di no. Ma il Comune chiede verifiche tecniche «super partes». Lo stesso ha fatto il senatore del Pd Felice Casson.

«È necessario che il processo decisionale sia tolto alla discrezionalità ma contenga elementi di valutazione finalizzati al bene comune», dice la docente Iuav Andreina Zitelli, esperta di Valutazioni ambientali.

Alberto Vitucci

link articolo

 

Oggi alle 18.30 inchiesta su RaiTre nel corso di “Kilimangiaro”

Le grandi navi in tv, su Raitre nazionale. Oggi alle 18.30, nel corso della trasmissione di Licia Colò «Kilimangiaro», andrà in onda inchiesta di Stefania Battistini sugli effetti che il traffico delle grandi navi da crociera provocano alla laguna.

È lo spazio inchieste sul «patrimonio culturale violato», inaugurato quest’anno nell’ambito della celebre trasmissione condotta dalla Colò sulle meraviglie del mondo e il turismo.

Stefania Battistini ha girato la laguna e realizzato immagini mozzafiato, montando alla fine un servizio denuncia che sarà trasmesso appunto a partire dalle 18.30.

Tra gli intervistati il presidente del Porto Paolo Costa, il direttore regionale dei Beni ambientali Ugo Soragni, l’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos e il giornalista Alberto Vitucci.

Seguirà un dibattito in studio tra favorevoli e contrari al traffico delle grandi navi in laguna.

 

LE ALTERNATIVE

Il Porto insiste sul Contorta le altre ipotesi sul tavolo

All’appello mancava soltanto il progetto Marghera. Che il sindaco non ha mai presentato alla Capitaneria di porto ma ha inviato direttamente a Roma, ai ministri Lupi e Orlando.

Il primo si è detto deciso a «risolvere il problema». «Auspichiamo un accordo», dice, «altrimenti decideremo noi. Il decreto Clini Passera va applicato al più presto».

Il suo collega all’Ambiente Andrea Orlando si è detto favorevole all’ipotesi Marghera e al numero chiuso.

Alla Capitaneria di porto sono stati presentati finora tre progetti.

Lo scavo di un nuovo canale in laguna, il Contorta Sant’Angelo, per collegare il canale dei Petroli all’attuale Marittima. In questo modo, dice il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, le navi potrebbero entrare da Malamocco e non più dal Lido e la Marittima rimarrebbe attiva. Con i fanghi scavati, dice Costa, si potrebbero costruire alcune barene sulle sponde del canale Malamocco Marghera e fermare così l’erosione dei sedimenti». Ma un nuovo canale in laguna, è l’obiezione, potrebbe portare altri danni all’equilibrio già compromesso dell’ecosistema.

Il secondo nuovo canale è quello previsto dietro la Giudecca dal parlamentare di Scelta civica Enrico Zanetti. progetto finanziato da Venezia terminal passeggeri, anche questo manterrebbe l’attuale Marittima ma modificherebbe in modo pesante l’area di laguna a sud della Giudecca (canale Orfano).

Le navi fuori della laguna, con un terminal a Punta Sabbioni davanti al Mose è l’idea di Cesare De Piccoli, ex viceministro alle Infrastrutture e parlamentare europeo. Qui le navi potrebbero essere alimentate da terra con le centrali del Mose, la Marittima potrebbe essere riconvertita a porto per yacht.

(a.v.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui