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La riunione oggi in Prefettura a Venezia. Al termine dichiarazioni di Orsoni e Zaia. Domani il vertice a Roma.

VENEZIA. Audizione sul tema delle grandi navi oggi in Prefettura a Venezia con la tredicesima Commissione Permanente del Senato che si occupa di ambiente e territorio. Era presente anche il Presidente della Regione Luca Zaia che domani sarà a Roma per la riunione nella quale i ministeri competenti e gli enti locali discuteranno la soluzione del problema. «Spero che sarà la giornata finale – ha anticipato Zaia – e che si parli della fuoriuscita delle grandi navi dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca. Spero ci sia una proposta, magari non esecutiva di lì a poche ore, ma che tracci la road map per uscire da un impasse su cui tutti noi abbiamo investito, puntando a ridurre la stazza delle navi che entrano in laguna». «Per me – ha detto Zaia – il punto d’arrivo deve essere l’attuale terminal, a tutela degli investimenti e dell’occupazione. Dopo di questo, siamo aperti anche ad altre soluzioni, nell’interesse di dare una risposta ai cittadini. I punti fermi devono restare questi: fuori le navi sopra un determinato tonnellaggio, navigazione attraverso il canale Contorta-Sant’Angelo e arrivo nell’attuale Marittima. Se si vuole fare veloci, ridiscutendo la logica adottata finora nella gestione delle acque, credo che i tempi che ci possiamo prospettare non superino i due o i tre anni. Ma dipende tutto dalla volontà».

Del tema ha parlato oggi anche il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. «È un passaggio molto importante – ha detto – nella prospettiva di arrivare alla definizione di un tema sotto gli occhi di tutto il mondo. È evidente che ci sono tanti interessi, apparentemente contrapposti, di cui tener conto, ma alla fine bisognerà fare in modo che si concilino, perché non si può lasciare vincere una prospettiva piuttosto che un’altra, altrimenti si lascerebbero i problemi irrisolti. Bisogna soprattutto che non diminuiscano le risorse e che venga eliminato il pericolo per la Laguna».

Quanto alle possibili soluzioni astrattamente prospettabili, Orsoni ha rilevato: «Il punto fermo è che la Laguna va manutenzionata, come fatto nei secoli, altrimenti non saremmo ancora qui a parlare di Venezia, e va gestita. Che si arrivi o meno allo scavo di altri canali, cosa che mi lascia perplesso, lo diranno gli idraulici e gli esperti. E l’offshore è una soluzione che va guardata con interesse e attenzione, ma riguarda le merci e non i passeggeri. Quanto all’idea di un terminal alle bocche di porto, mi sembra la classica soluzione intermedia che non va incontro a nessuna esigenza. In sintesi, l’unico obiettivo deve essere quello di salvaguardare la città e il suo ambiente e, personalmente, penso che si debbano fare il minor numero di interventi possibili, ma coordinando il tutto con le esigenze economiche della città».

Quel che Orsoni si attende dall’incontro di domani è dunque un «procedere per gradi»:

«Penso – ha spiegato – che ci saranno prospettive di lungo periodo sulle quali si dovrà concordare, cercando di sapere cosa sarà tra qualche anno, ma si dovranno spostare anche da subito anche gli equilibri degli arrivi, individuando delle soluzioni immediate per ricominciare a mettere in equilibrio il problema. La soluzione, se si vuole, si trova: è chiaro che, ad esempio, andare a Marghera comporterebbe delle difficoltà, ma se ci si blocca di fronte a queste, non si arriva a nessuna soluzione».

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Orsoni: «Una quota delle tasse dei veneziani alla salvaguardia della città»

L’idea del primo cittadino esposta alla commissione del Senato che sta discutendo anche la Legge Speciale: «Facciamo come per il Mose, una quota automatica destinata alla città».

Zoppas: “Si guardi alla città metropolitana”.

Casson: “Le risorse prodotte qui rimangano in Laguna”

VENEZIA. L’idea di destinare in automatico un’aliquota delle imposte dirette e indirette generate da Venezia alla salvaguardia della città è stata lanciata oggi dal sindaco Giorgio Orsoni in occasione del sopralluogo della 13/A Commissione del Senato, che sta discutendo in sede redigente la nuova legge speciale. Affrontando il tema dell’incertezza delle risorse, Orsoni ha detto che la possibilità di trattenere risorse generate dal territorio, «con una assegnazione automatica» può essere una soluzione.

«Un esempio in questo senso – ha ricordato – è avvenuto con l’attribuzione di una percentuale dei fondi del Mose alla manutenzione della città, come siamo riusciti a far inserire nella legge di Stabilità dell’altro anno. Questo sta dando risultati oggi, attraverso il minimo di certezza necessario». «Si potrebbe quindi pensare ad un’aliquota delle imposte dirette e indirette generate dal territorio da assegnare in automatico alla città» ha concluso Orsoni.

Zoppas: “Nuova legge speciale guardi a città metropolitana”. Il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas ha avanzato una serie di richieste al tavolo della tredicesima commissione del Senato, in occasione dell’audizione di questo pomeriggio sul tema della nuova legge speciale. «Abbiamo chiesto – ha detto – di ridurre i livelli burocratici decisionali, una nuova attenzione sullo sblocco non solo delle bonifiche, ma anche sulla parte del Sin di Porto Marghera, che rende disincentivante investire su quelle aree, un’attenzione particolare alla risoluzione delle problematiche del progetto integrato di Fusina, mettendoci a disposizione della Regione per la raccolta di eventuali informazioni o per il coordinamento delle industrie e degli imprenditori presenti che possono beneficiarne. E abbiamo consigliato di considerare la nuova legge speciale all’interno dei meccanismi della nuova città metropolitana».

Casson (Pd): “Rimangano qui le risorse prodotte qui”. Per il senatore Felice Casson, la nuova legge speciale per Venezia deve partire da alcuni capisaldi, anche sul piano finanziario e delle autorità competenti. «Si deve assistere – ha esordito – a una vera e propria inversione di tendenza rispetto al passato, perché i finanziamenti della legge devono partire dal territorio, sul quale devono rimanere le risorse prodotte: pensiamo di utilizzare una normativa applicata finora solo in Friuli Venezia Giulia, utilizzando direttamente una parte consistente dei fondi provenienti dal pagamento delle tasse e dai proventi del porto. Poi, bisogna recuperare, con il contributo delle amministrazioni locali, territori abbandonati a loro stessi. E, soprattutto, ci vuole un’autorità unica per la Laguna e le bonifiche di Porto Marghera: un organismo proposto dalla legge speciale stessa che permetta al cittadino di sapere a chi rivolgersi, visto che, allo stato delle cose, chi deve fare qualcosa diventa matto per capire chi è competente». Casson, primo firmatario della proposta di nuova legge speciale, ha quindi illustrato il senso del sopralluogo compiuto a Venezia dalla XIII commissione del Senato. «Come la proposta di legge è partita sulla base di uno studio – ha spiegato – così, chiusa la prima fase, abbiamo ritenuto fondamentale un confronto con il territorio veneto e veneziano per sentire le loro idee sulla nuova legge speciale». Gli esiti del sopralluogo saranno illustrati domani, nel corso di una conferenza stampa in Prefettura. In mattinata la commissione si è recato al porto e all’Arsenale, centro di coordinamento del Mose compreso, e, nel pomeriggio, ha tenuto una serie di audizioni di enti locali e stakeholders in Prefettura.

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