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Mattino di Padova – Cancellati tredici diretti per Padova

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

nov

2013

I convogli sulla linea Mantova faranno tutti capolinea a Monselice.

Pendolari infuriati: se va bene troveremo posto in piedi

MONSELICE – A partire dal 15 dicembre, giorno in cui entrerà in vigore il nuovo orario regionale cadenzato, concordato fra TrenItalia e Regione Veneto, non ci saranno più i treni locali, che oggi collegano Padova con Legnago e Mantova, via Monselice e viceversa.

Tutti i nuovi regionali effettueranno servizio soltanto sull’asse Mantova-Legnago-Monselice e, quindi, anche i pendolari che devono recarsi a Padova o, ad esempio, negli alberghi di Abano e Montegrotto, dovranno, per forza, trasbordare a Monselice e utilizzare i treni regionali veloci, provenienti da Bologna o quelli, già classificati lenti, in arrivo da Ferrara e da Rovigo.

In pratica addio per sempre ai treni locali, che oggi partono da Mantova ( o da Legnago) e arrivano nella città del Santo alle 7.29; 7.54; 8.56; 9.56; 14.26; 15.42 e 17.56. Stessa storia per i locali, che, oggi, diretti a Legnago e a Mantova, partono da Padova alle 9.09; 12.19; 14.36; 16.38; 17.19 e, infine, alle 18.45. Insomma cancellati sia i sette treni diretti dalla Bassa che arrivano a Padova dalle 7.29 alle 17.56 e sia i sei convogli che viaggiano sulla direzione opposta, dalle 9.09 alle 18.45. Ossia quelli che partono da Padova verso la città dei Gonzaga. Un colpo di spugna per tredici treni.

Dal 15 dicembre sarà obbligatorio scendere a Monselice e risalire su un altro treno. Quasi certamente sulla linea Legnago – Monselice ci sarà qualche treno in più, anche in orario cadenzato, ma i pendolari sono ugualmente inviperiti perché non gradiscono il trasbordo obbligato a Monselice e sono già sicuri che quasi tutti i treni, in arrivo dall’Emilia, una volta arrivati alla città della Rocca, saranno sempre strapieni e offriranno solo posti in piedi e, in alcuni casi, neanche questi.

Numerosi utenti hanno firmato petizioni e le hanno inviate all’assessore Renato Chisso, alla responsabile del servizio locale di TrenItalia, Maria Annunziata Giaconia e ai sindaci dell’Estense.

La pendolare Michela Salvà, di Santa Margherita d’Adige, chiede il mantenimento, almeno, di alcuni treni diretti nella fascia mattutina e il potenziamento dei regionali in arrivo da Bologna e Rovigo.

Rossana La Zia, pendolare da Saletto, aggiunge: «Oggi viaggiamo male. Domani, rischiamo di viaggiare peggio».

Anche la Filt- Cgil è sul piede di guerra. «I nuovi orari non sono ancora chiari» sottolinea Ilario Simonaggio, segretario regionale della Cgil-Trasporti. Sono tre mesi che stiamo monitorando il territorio. Ogni giorno riceviamo dai pendolari lettere al vetriolo. In prima fila ci sono i lavoratori e gli studenti della Bassa. Consiglio a Chisso di tenere delle assemblee territoriali assieme ai pendolari, prima di varare i nuovi orari».

Felice Paduano

 

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