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Gazzettino – Nuova Romea, rebus-innesto.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

nov

2013

Dopo 30 anni il Cipe ha approvato il percorso Mestre-Ravenna-Orte per collegare l’Adriatico al Tirreno. Defiscalizzazione per le imprese

2015-2021 – DURATA DEI LAVORI

396 KM – STRADA O SUPERSTRADA

Nuova Romea, semaforo verde

Mestre-Orte, 396 chilometri, costo 9 miliardi 844 milioni, per collegare la costa adriatica a quella del Tirreno. Dopo trent’anni di discussioni e anche di ricorsi alla carta bollata, da ieri c’è il sì al progetto preliminare. Il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) ha messo il timbro al progetto preliminare presentato da un gruppo di privati: la Gefip Holding di Vito Bonsignore, capofila di un consorzio a cui partecipano banche e società di progettazione.

PROGETTO. Per un tratto, il più lungo, da Orte a Ravenna non si parla di nuova realizzazione, ma di un intervento massiccio della esistente E-45, una delle arterie autostradali più disastrate d’Italia. Per il restante tratto, quello che interessa il Veneto, l’autostrada (o superstrada a pagamento, lo si deciderà più avanti) sarà costruita ex novo: con la sigla E 55, si tratta della Nuova Romea Commerciale.

PRIMATO. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi lo aveva anticipato: grazie al Decreto del Fare viene introdotta la defiscalizzazione a favore dei privati che si propongono per realizzare nuove infrastrutture. Infatti, la Mestre-Orte è il primo grande intervento in Italia che si avvarrà di questa facoltà. Il contributo dello Stato sarà indiretto e si concretizzerà con la possibilità, per i costruttori, di detrarre dal bilancio le quote di Ires e Irap per il periodo compreso tra il 2013 e il 2057 (periodo della concessione). Quindi con abbattimento del costo totale.

NODO. Uno dei problemi che andranno risolti, riguarda la connessione della nuova arteria con il sistema autostradale del Veneto. Due le ipotesi più probabili. La prima prevede che la Nuova Romea Commerciale confluisca (pare la soluzione più probabile) nella A4 Torino-Trieste a Dolo dove già si innesta il Passante di Mestre. Ovviamente il comune, si oppone a questa soluzione poiché già soggetto alla combinazione autostradale A4-Passante. La seconda ipotesi prevede l’attacco della Nuova Romea sulla tangenziale di Mestre, in pratica dove già oggi confluisce l’attuale statale. Anche qui, però, il comune lagunare oppone resistenza per gli stessi motivi delle altre due amministrazioni comunali.
Per questo, tra le prescrizioni che il Cipe ha imposto al consorzio guidato dalla Gefip, la congiunzione con il sistema autostradale regionale verrà individuata nel progetto definitivo, ovviamente dopo aver consultato i territori interessati.

TEMPI. Ora, dopo il via libera del Cipe, spetta alla Corte dei Conti valutare il piano finanziario. Quindi, si procederà, entro aprile del prossimo anno, ad un bando di gara internazionale alla quale parteciperà anche il consorzio di impresa guidato dalla Gefip che avrà dalla sua il diritto di prelazione: in caso di un’offerta inferiore, potrà pareggiare la cifra e in quel caso aggiudicarsi la realizazione del progetto definitivo, lavori e concessione. Se tutti i passaggi saranno rispettati, dopo sei mesi (primo trimestre del 2015) si apriranno i cantieri per chiudersi nel 2021. Burocrazia permettendo.

 

GRANDI OPERE – Via libera al progetto preliminare da 9,8 miliardi di euro

Nuova Romea, rebus-innesto

Il collegamento fra Lughetto e la A4 sarà definito solo con il piano definitivo

«La nuova Romea sarà pronta entro il 2021. Io ci conto, il Veneto ci conta». Così l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, prima ancora dell’annuncio ufficiale, ha commentato ieri mattina il via libera del Cipe (Comitato interparlamentare programmazione economica) al progetto preliminare modificato dell’autostrada Mestre-Orte, di cui la Nuova Romea farà parte. Si tratterà di una delle maggiori opere in cantiere nei prossimi anni: 396 chilometri d’asfalto lungo il tracciato dell’attuale Romea e della E45 Cesena-Perugia-Orte, costo stimato 9,844 miliardi di euro, tutti a carico dei privati che la realizzeranno e gestiranno con la formula del project financing.
Rispetto allo schema iniziale lo Stato – che attraverso l’Anas avrebbe dovuto contribuire con 1,8 miliardi – non ci metterà un euro. In compenso, come già concordato a settembre, la cordata che realizzerà la nuova autostrada (con un aggravio di spesa di 644 milioni per i maggiori oneri finanziari) godrà di sgravi fiscali su Ires, Irap e Iva per 1,6 miliardi di euro, a patto che entro un anno dalla stipula della convenzione acquisisca il finanziamento dal sistema bancario.
I cantieri, si confida al Cipe, potrebbero partire all’inizio del 2015 e a quanto pare si comincerà proprio dal tratto compreso fra Mestre e Cesena, che pone minori problemi progettuali. Prima però ci sarà da risolvere un nodo che, a livello locale, è ancora ingarbugliato: la connessione della Nuova Romea al sistema autostradale, in base alle prescrizioni concordate ieri a Roma, sarà individuata solo alla stesura del progetto definitivo con l’accordo fra la Regione e i Comuni interessati. Il punto fermo per adesso è che l’autostrada, a fianco dell’attuale statale 309, arriverà a Lughetto, dopo avere attraversato Lova in galleria o a raso lungo gli argini esistenti. Da qui, con un tratto in trincea, l’autostrada potrebbe piegare a sinistra, attraversando la Riviera, per connettersi al nuovo nodo di Roncoduro, nei pressi di Dolo, oppure proseguire verso Villabona.
Entrambe le soluzioni incontreranno, verosimilmente, l’opposizione dei Comuni attraversati dall’autostrada a due corsie per ciascun senso di marcia. Ma la scelta di attraversare la Riviera è, al momento attuale, più probabile, considerato il lavoro fatto in questi anni per sgravare la tangenziale di Mestre dal traffico pesante.
Le altre prescrizioni concordate al Cipe riguardano uno svincolo per Cavarzere in località Sant’Anna di Chioggia, funzionale anche al porto clodiense, e un ulteriore collegamento con la zona artigianale di Cavarzere. In generale si dovrà anche rendere più funzionale l’attuale tracciato della statale. Come opera complementare si dovrà infine intervenire sulla strada provinciale Arzeron fra le province di Venezia e Padova, oltre che sulle strade provinciali 45 Adria-Loreo-Rosolina e 46 Adria-Taglio di Po.

 

MIRA – Maniero: «Provo tanta rabbia per questo progetto»

«Non so se in questo momento provo più rabbia o più esasperazione. Noi non abbiamo risorse per mettere in sicurezza scuola e strade e il Governo ipoteca il futuro dei nostri figli e nipoti con un investimento colossale come la Mestre-Orte».

Queste le prima battute del sindaco di Mira Alvise Maniero alla notizia che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera alla Orte-Mestre con inizio lavori nel 2015.

«Non entro nel merito del progetto – dichiara il sindaco Maniero – che esamineremo nei prossimi giorni con l’assessore all’Urbanistica Luciano Claut ma sono comunque esterrefatto. Se in questo momento, dove i Comuni non hanno neppure lacrime per piangere, non possono fare un debito per mettere in sicurezza le scuole o le palestre frequentate da bambini e ragazzi, od intervenire per sistemare le strade dissestate, il Governo decide che la Mestre-Orte è una priorità al punto da prevedere l’avvio dei lavori per il 2015? Mi chiedo cosa stiamo facendo noi sindaci? Era necessario ipotecare con un’opera così imponente e dai costi così elevati il futuro delle generazioni che verranno? E la messa in sicurezza dell’attuale tracciato della Romea».

 

VIA LIBERA – Il Cipe ha approvato il progetto preliminare della Mestre-Orte

DOLO – Il sindaco: «Bella opera ma ci preoccupano gli ultimi 14 chilometri»

C’è prudente soddisfazione in seno all’amministrazione comunale di Dolo per il finanziamento concesso dal Cipe per lo snodo stradale Mestre-Orte. “Il via libero ce l’aspettavamo da tempo – osserva il primo cittadino di Dolo Maddalena Gottardo – e personalmente sono soddisfatta che si dia corso ad un’opera che consente di mettere in sicurezza la strada più pericolosa d’Italia. A patto, però, che resti salvo quanto concordato a suo tempo con l’assessore Chisso e che risponde a delle precise esigenze sottoscritte da tutti i sindaci del territorio, un progetto che portiamo avanti da un paio d’anni e che prevede che gli ultimi 14 chilometri non interessino direttamente la Riviera del Brenta.” Il sindaco dolese rivela i suoi timori. “Il via libero è stato dato dal Cipe senza precisare quale delle due ipotesi iniziali previste dal progetto sarà realizzata. Ed in questo momento nel quale siamo riusciti a valorizzare il turismo in Riviera sarebbe grave che non se ne tenesse conto quando si dovrà decidere l’ultimo tratto. Per questo ora la palla passa al territorio che dovrà dimostrarsi compatto e determinato per far si che venga rispettato quanto stabilito in sede di accordi.”

 

I COMMENTI – Il presidente della Regione: «Passo avanti per il miglioramento delle infrastrutture

Dal ministro Lupi al governatore Zaia a Chisso

Il ministro Lupi: «È una novità positiva». Che non riguarda solo la Mestre-Orte, spiega il responsabile delle Infrastrutture, «perchè nella Decreto del Fare il governo ha abbassato da 500 a 200 milioni la soglia di costo delle opere alle quali sarà possibile applicare la norma sulla defiscalizzazione, rendendo accessibile questo importante strumento anche alla realizzazione di infrastrutture più piccole».
Entusiasta Luca Zaia, governatore del Veneto: «È un buon giorno per la nostra regione. L’approvazione dell’itinerario autostradale Orte-Mestre, che per noi e per l’Emilia Romagna significa Nuova Romea, dà una ulteriore accelerazione al completamento del programma di ammodernamento infrastrutturale del nostro territorio, garantendo più mobilità, più sicurezza, migliori collegamenti con Chioggia e con l’area naturalistica del delta del Po». Secondo il presidente leghista il via libera del Cipe è un passo in avanti per «migliorare le infrastrutture e recuperare la carenza che abbiamo nei confronti del resto d’Italia e d’Europa. È una necessità per la nostra economia, per la nostra comunità e per il nostro sistema produttivo». Non solo, l’approvazione «conferma ancora di più l’esigenza che, oltre a quanto già programmato per rimettere ordine in un sistema rimasto in arretrato, quello che ci serve per il futuro non è ulteriore asfalto ma più sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma lo Stato deve impegnarsi andando oltre le parole».
Stando al programma, la nuova autostrada sarà pronta nel 2021. L’assessore regionale Renato Chisso, uscendo dalla riunione del Cipe, confida nel rispetto della scadenza. E vuole ringraziare «il ministro Lupi e il premier Enrico Letta. L’approvazione dell’opera, sulla quale tanti si erano confrontati in passato, si è infatti sbloccata perché sono riusciti ad applicare, per la prima volta, il sistema della fiscalizzazione. E senza dimenticare l’ex ministro dello sviluppo economico Corrado Passera ideatore di questo sistema».

 

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