Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – “Porto Tolle, un no interlocutorio”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

nov

2013

ROVIGO – Si accende la polemica sullo stop al futuro della centrale Enel. Il ministero precisa, ma il governatore attacca

Zaia: «La riconversione è la madre di tutte le battaglie. Scandalosi i continui rinvii e le indecisioni»

LE CONTESTAZIONI – Carenze nello studio di impatto ambientale

«Una indicazione interlocutoria negativa ancora da formalizzare». Parole, quelle del ministero dell’Ambiente, che confermano il brusco stop incassato dal progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, in provincia di Rovigo. «Per noi la riconversione resta la madre di tutte le battaglia» promette il governatore regionale, Luca Zaia. L’Enel resta in stand-by: «Aspettiamo l’ufficialità della decisione, poi vedremo il da farsi»

Non si tratta di una semplice richiesta di integrazione, ossia di chiarimenti. Secondo indiscrezioni, infatti, ci sarebbero varie carenze, nel progetto presentato da Enel, sul fronte dello studio di impatto ambientale.

Una di questa è il sistema di controllo, che la commissione Via del ministero dell’Ambiente vorrebbe a ciclo continuo. Ma le problematiche ravvisate toccano anche altre importanti questioni. Per esempio, la reale mole delle operazioni di dragaggio che sarebbe necessario eseguire per consentire, nei canali interessati dal progetto, il passaggio delle navi carbonifere, alle quali spetterebbe il compito di approvvigionare di combustibile fossile l’impianto.

I problemi, insomma, ci sono. E non appaiono di poco conto. «Al momento – spiega una nota del ministero – non è stato ancora formalizzato un parere, ma è stata data piuttosto un’indicazione che mancano elementi per poter dire sì o no alla trasformazione della centrale».

La stessa nota, però, come detto si apre parlando di un parere «interlocutorio negativo», per quanto ancora non formalizzato. Il che significa che i tecnici debbono avere incontrato una o più problematiche – o comunque carenze – che fanno sì che non sia possibile rilasciare parere positivo.

Le associazioni ambientaliste fanno notare come la strada più logica sia quella di alimentare l’impianto a gas metano.

Di segno del tutto differente l’intervento del governatore Luca Zaia che, dopo avere parlato di una doccia fredda, attacca. «Se anche il ministero dell’Ambiente – sottolinea – non ha definitivamente espresso un parere negativo ma solamente richiesto ulteriori elementi di valutazione sulla riconversione della centrale, atteggiamento che appare comunque tutt’altro che incoraggiante, reputo scandaloso questo modo di operare con continui rinvii e indecisioni: mi stupisco che ancora non si sia capito che l’investimento per questa opera rappresenta un’occasione irrinunciabile dal punto di vista economico e occupazionale per l’intera area polesana».

Lorenzo Zoli

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui