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LAGUNA & SALVAGUARDIA – Realizzate a Marghera, non potranno solcare il bacino di San Marco

Venerdì il varo tecnico di Costa Diadema, una delle supernavi escluse dal bando dal governo

Venerdì mattina avverrà il varo tecnico di Costa Diadema, la nuova ammiraglia della compagnia italiana che fa parte di Carnival, uno dei più grossi gruppi mondiali del settore crociere.

La cerimonia si terrà a Porto Marghera nel bacino di Fincantieri. Nasce qui, insomma, la più grande nave da crociera battente bandiera italiana, ma dal 30 ottobre 2014, quando sarà ultimata e consegnata all’armatore, Venezia rischia di non vederla più, sicuramente non vedrà il bacino di San Marco, non tanto perché le rotte previste saranno altre ma per il fatto che il Governo ha deciso così: da novembre dell’anno prossimo per il bacino di San Marco potranno passare solo navi di stazza inferiore alle 96 mila tonnellate. La Costa Diadema ha una stazza di 132.500 tonnellate e, pur essendo la nave più grande con bandiera italiana, non è la più grande in assoluto perché ce ne sono anche da 160 mila tonnellate e la media di quelle in costruzione in giro per il mondo è tra le 140 e le 150 mila tonnellate.

La tendenza del settore, dunque, è per navi sempre più grandi, mentre gli ambientalisti citano le valutazioni del Parlamento europeo (50 mila morti premature all’anno in Europa per le emissioni navali) o dell’amministrazione Obama (30 mila morti all’anno negli States) e chiedono almeno la riduzione della percentuale di zolfo nei carburanti che, sostengono, oggi è al 3,5% contro lo 0,001% del diesel per le auto.

L’allargamento del canale di Panama, che da fine 2014 raddoppierà la propria capacità eliminando il collo di bottiglia e consentendo traffici più agevoli tra l’oceano Atlantico e il Pacifico, ha dato l’impulso decisivo al gigantismo navale, portando i maggiori armatori mondiali a decidere di ordinare navi più grandi e, per quanto riguarda quelle da crociera, scafi che stanno, appunto, tra le 140 e le 150 mila tonnellate di stazza.

Si tratta delle navi destinate a servire il mercato di massa (contemporary) e quello premium (con una clientela più esigente pronta a pagare di più ma non ancora al livello del super lusso). Contemporary e premium sono i due segmenti che costituiscono il grosso del mercato crocieristico mondiale.

Chi ordina navi di stazza inferiore alle 96 mila tonnelate lo fa per servire il settore del lusso, l’upper premium o il mercato di nicchia (cioè i viaggi avventura, i cosiddetti exploration). È un mercato in continua espansione ma sempre con numeri molto piccoli rispetto a quello di massa.

Venezia, come ha detto il presidente di Vtp Sandro Trevisanato, si impegnerà al massimo per cercare clienti con navi inferiori alle 96 mila tonnellate, in modo da sostituire le compagnie che dovessero abbandonare il nostro porto a causa delle crescente opposizione alle grandi navi. I numeri, però, dicono che non sarà così agevole, anche perché c’è un altro fattore da considerare: la peculiarità che caratterizza il lusso o i viaggi avventura è una ripetitività degli itinerari molto più bassa rispetto a quella delle grandi navi, ossia riservano poche toccate negli stessi porti. E si capisce, dato che chi paga per avere viaggi esclusivi chiede sempre nuove mete.

Venezia è una città unica al mondo, d’accordo, ma bisogna sudare sette camicie per attirare una di queste “piccole” navi che, per la crociera successiva, quasi sicuramente sceglierà un altra destinazione.

I NUMERI – Sono 54 nel mondo le navi sopra le 96mila tonnellate

Le navi “piccole” con stazza inferiore alle 96 mila tonnellate che solcano mari e oceani del mondo sono 271 per un potenziale di offerta di 276 mila letti bassi su una flotta complessiva di 325 navi e 446 mila e 500 letti bassi. Quelle costruite dopo il 1990 sono il 69% (188 navi per un’offerta di 231 mila e 550 letti bassi). I letti bassi sono i due posti letto di base di una cabina, chiamati così per differenziarli da quelli aggiuntivi che un tempo erano cuccette attaccate alla parete, e nelle navi moderne più spaziose sono veri e propri letti.

Le grandi navi, invece, sono 54 tutte costruite dopo il 1990. La prima in servizio è datata 1996.
Il portafoglio ordini mondiale dei cantieri oggi conta 17 navi con stazza superiore a 96 mila tonnellate (per un’offerta totale di 62 mila e 615 letti bassi) e solo 4 navi con stazza inferiore a 96 mila tonnellate (per un’offerta di 2.890 letti bassi).

Fincantieri, tanto per fare un esempio, per quanto riguarda le “navi piccole” ha un portafoglio ordini di 4 navi più altre 3 per le quali, però, non è ancora stato formalizzato il contratto definitivo: la Viking Star per la compagnia Viking Ocean Cruise (in costruzione a Marghera con consegna prevista primavera 2015) più una nave gemella, e altre 2 unità con contratto ancora da formalizzare; un’altra per Regent Seven Seas Cruises (ancora da iniziare, a Sestri Ponente con consegna prevista per la metà 2015); una unità gemella delle altre tre già costruite per Compagnie du Ponant (ancora da iniziare ad Ancona e consegna prevista per primavera 2015); infine una nave per Seabourn Cruise Line, il cui contratto non è stato ancora formalizzato.

(e.t.)

 

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