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SERVIZIO TV ANTENNA TRE

 

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Articolo Nuova Venezia – Flash mob contro la Nuova Romea

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Articolo Gazzettino – Romea bis, prima protesta

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SABATO 16 NOVEMBRE

MANIFESTAZIONE ROMEA SICURA SUBITO – NO AUTOSTRADA

appuntamento presso rotonda PANSAC a Mira ore 9

NO AUTOSTRADA ROMEA

NON CI SERVE UN’ALTRA AUTOSTRADA

MA UNA ROMEA SICURA SUBITO

 

Il Governo Letta con la complicità del Presidente Zaia e dell’assessore Chisso ha appena approvato il progetto preliminare della Orte-Mestre (Romea Commerciale), una nuova autostrada che corre in parallelo alla Romea fino a Ravenna, da qui fino a Cesena e poi a Orte seguendo per molti tratti il tracciato della E-45.

LA NUOVA AUTOSTRADA

E’ TOTALMENTE INUTILE: i livelli di traffico giornalieri sulla statale sono bassissimi (ca. 15.000 veicoli/giorno), non giustificano una nuova autostrada. Non risolve il problema della sicurezza sulla Romea perché il progetto non prevede la messa in sicurezza della statale. Tutti i soldi saranno succhiati dall’autostrada e per la manutenzione rimarranno solo briciole, inoltre i camion, per non pagare pedaggi carissimi, continueranno a transitare sulla strada normale

 

E’ DISTRUTTIVA: lunga 396km, attraversa 5 Regioni distruggendo territori, campagne e ambienti di pregio come la Riviera del Brenta, il Delta del Po, le Valli di Comacchio, intere vallate dell’Appennino. Provoca un enorme consumo di suolo, aumento di frane e alluvioni, inquinamento atmosferico

 

REGALA MILIARDI A BANCHE E SPECULATORI: 1,4 miliardi di euro li metto lo Stato come sgravi fiscali ai gestori. 8,2 Meuro li “anticipano” banche e imprese con il trucchetto del Project Finacing: in pratica i privati dovrebbero ripagarsi incassando pedaggi per 50 anni, ma si sa già che il traffico sarà insufficiente, quindi il debito sarà saldato con soldi pubblici. 10 miliardi di euro che i cittadini dovranno pagare con più tasse e tagli ai servizi pubblici.

 

LE ALTERNATIVE CI SONO E COSTANO MENO

SI POSSONO FARE SUBITO RIDUCENDO L’IMPATTO AMBIENTALE

 

1 Mettere in sicurezza subito la Romea e la E-45. La spesa sarebbe di centinaia di milioni non miliardi di euro.

2 Deviare i TIR sull’autostrada Padova-Bologna attraverso il raccordo Ravenna-Ferrara. Eventualmente potenziare la A-13.

3 Valorizzare la Romea trasformandola in strada turistica

4 Spostare le merci dalla gomma alla rotaia e al ferro. L’Europa chiede questo, e infatti con il nuovo corridoio Adriatico-Baltico,  sta finanziando il potenziamento della linea ferroviaria Ravenna-Bologna-Padova-Venezia- Trieste per dare sfogo ai porti e agli interporti dell’alto Adriatico via rotaia

5 Investire sul trasporto pubblico locale invece che in nuove autostrade

 

CLICCARE QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA

 

  1. 1 Comment

    • Sandeep says:

      Sec, le autostrade sono un affare. Vedi il caso BreBeMi:Tangenti BreBeMi. Legambiente: “Vogliamo chiarezza sul finanziamento autostradale, la chiediamo al Ministro Passera”. Con gli arresti di oggi e i sequestri dei cantieri BreBeMi viene alla luce l’ennesimo sistema di malaffare e corruzione made in Lombardia. E, tanto per cambiare, la vicenda assume tutti i connotati di una gigantesca cupola ecomafiosa. Cantieri aperti da due anni e avanzamento già del 30% per un’opera devastante e costosissima. Il tutto in mancanza della chiusura dei contratti con le banche finanziatrici, capeggiate da Gruppo Intesa. Ma intanto, tra anticipazioni Cassa Depositi e Prestiti e RFI, lo Stato si è già indebitato per quasi un miliardo di euro per un’autostrada che Legambiente, in perfetta solitudine, denuncia da anni, anche sul terreno legale, come la più costosa, inutile e inquinante delle nuove autostrade lombarde. Mazzette, altro che project financing! “Restiamo in attesa di conoscere i dettagli ma intanto chiediamo spiegazioni dei troppi misteri che avvolgono il finanziamento autostradale dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. Da anni sfidiamo gli avvocati di BreBeMi denunciando che i cantieri lavorano senza le garanzie degli istituti di credito. Ora vogliamo vederci chiaro, perchè il pericolo che avevamo paventato nei giorni scorsi diventa terribilmente concreto: che la BreBeMi resti un ecomostro incompiuto e che alla fine i soldi li debba mettere lo Stato più indebitato d’Europa. Abbiamo chiesto invano chiarimenti all’istituzione regionale, ora è chiaro che ci eravamo rivolti all’indirizzo sbagliato. Ora chiediamo che sia il Governo, e in prima persona il ministro Passera, a verificare la legittimità delle decisioni fin qui assunte – conclude Di Simine perchè lo Stato rischia di pagare molto salato il conto di questa come di altre opere previste dalla Legge Obiettivo”. (Ufficio stampa di Legambiente Lombardia, 30 novembre 2011)

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