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La Cia ha presentato i dati allarmanti dell’Istat che si riferiscono al 2000-2012

Il presidente Quaggio: «Bisogna investire, altrimenti non arrivano i giovani»

MESTRE – Segno negativo per le aziende agricole veneziane. I dati Istat presentati ieri dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), dimostrano come nel periodo 2000-2012 sono scese di novemila unità (ora sono circa 16 mila). Colpa del mancato ricambio, perché diversi agricoltori hanno preso la via della pensione, hanno chiuso l’attività e nessuno è stato in grado di farla proseguire.

Ma anche guardando i dati delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Venezia si notano i numeri in negativo; così ci si accorge che nel 2000, si era 15.674, nel 2011 si è avuta una flessione a 14.582 per arrivare al 2012 con 9.319, quindi con un saldo negativo di oltre seimila unità.

«Abbiamo già incontrato la Commissione Agricoltura della Provincia», fa sapere il presidente della Cia di Venezia Paolo Quaggio, «e ci auguriamo che s’investa. Diciamola tutta: le prospettive non sono delle migliori, nonostante ai giovani piaccia questo settore ma poi si ritrovino a doverlo cambiare. Si deve garantire più sicurezza nel futuro».

Per impedire che l’agricoltura ceda ancor di più il passo, la Cia chiede di valorizzare i prodotti del territorio, le denominazione di origine, la creazione di marchi territoriali, più sinergia con gli altri settori, vedi il turismo, individuare progetti europei, nazionali e regionali che possano rilanciare le imprese. E qui si vanno a toccare altri tasti; intanto l’associazione di categoria chiede meno burocrazia, possibilità di accesso alle nuove tecnologie.

Altra questione sul tavolo è fermare il consumo di suolo; Cia chiede alla Provincia di controllare le nuove aree urbanistiche, recuperando l’esistente anche in relazione alla sicurezza idraulica, che, si legge in una nota «sempre più fattore di rischio e molto spesso collegata a una cementificazione diffusa quasi mai bilanciata da opere di bonifica adeguate».

Insomma, per la Cia, se si vuole investire su questo settore, si deve partire da subito e iniziando proprio dal ridisegnare i nostri comuni.

Intanto Giuseppe Scaboro, ex assessore provinciale alle Attività produttive, è stato eletto nuovo presidente dei pensionati Cia di Venezia per il quadriennio 2013-2017. Succede a Severino Casarin, in carica per tredici anni.

«Abbiamo una realtà da 13.600 iscritti», spiega, «e il mio obiettivo è rafforzarci con nuovi iscritti e rinsaldare il rapporto con i Comuni che erogano servizi. E poi, su alcuni temi, lavorare con le altre associazioni di categoria».

Alessandro Ragazzo

 

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