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Gazzettino – Piano casa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

nov

2013

VENETO – Dopo le critiche dei sindaci leghisti il governatore apre al confronto ma puntualizza

Zaia: «Il Piano casa è una svolta sociale»

«Non si tratta di centri commerciali, ma di abitazioni. I capannoni? Chi li amplia è un eroe»

Non hanno chiesto al governatore di essere difesi. I sindaci leghisti si detti «certi» che il presidente della Regione Veneto, assieme ai consiglieri regionali del Carroccio, si batteranno per difendere le autonomie locali. Il che significherebbe cambiare radicalmente il nuovo Piano Casa che sarà votato la settimana prossima in consiglio regionale. Tirato per la giacchetta, il governatore ha aperto la porta al confronto, ma ha anche chiarito come stanno le cose. E cioè che il nuovo Piano casa «non favorirà alcuna cementificazione selvaggia».

Dice Zaia: «Siamo per il dialogo e per il confronto con tutti». Quindi i sindaci leghisti, che supportati dalla segreteria della Lega di Flavio Tosi hanno diffuso il comunicato contro il nuovo Piano casa, saranno ascoltati. A sentire il presidente della commissione Urbanistica, Andrea Bassi (leghista e, particolare non secondario, tosiano) i sindaci sarebbero già stati sentiti e non ci sarebbero più neanche tanti punti di divergenza, ma evidentemente per i primi cittadini del Carroccio non è così. E allora Zaia puntualizza: «Va benissimo il dialogo, ma non esiste che qualcuno tenti di far credere ai veneti che autorizziamo la costruzione di nuovi centri commerciali. Qua si parla di case. E di capannoni con prevenzione del rischio sismico e idrogeologico e risparmio energetico». Il governatore rincara: «Se oggi uno ha un capannone e lo vuole ampliare, per me quello è un eroe». Per Zaia l’80-90% degli interventi consentiti dal nuovo Piano casa saranno di tipo “sociale”: «I genitori che vogliono una stanza in più per il figlio, i figli che hanno bisogno di quattro pareti per ospitare l’anziano genitore, per non dire di chi ha un disabile in famiglia e deve attrezzare la casa». Uno dei principi è l’uniformità di interventi. «Certo – dice Zaia – perché il vecchio Piano dava discrezionalità ai sindaci, così abbiamo avuto Comuni dove il Piano è stato applicato e altri dove gli interventi sono stati negati».

Vedremo come andrà in consiglio regionale mercoledì e giovedì. Oggi, intanto, a Padova si riuniranno i sindaci del centrosinistra. E si sono fatti sentire anche i costruttori: «Ci auguriamo – recita una nota dell’Ance Veneto – che il Piano casa ter non rimanga invischiato in pretestuose polemiche di natura politica, con il rischio che venga vanificata la ratio della legge. Il testo completo è il frutto di un lungo percorso di condivisione con le categorie economiche, la rappresentanza degli enti locali e degli operatori professionali. Sarebbe stucchevole assistere a un gioco di ostruzionismi alimentato da logiche partitiche e propagandistiche, che ad ogni modo sarebbero potute emergere in questi mesi di gestazione».

 

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