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«Lo smog da traffico come quello prodotto dalle grandi navi».

Si pensa a un’azione legale per i danni alla salute

La tangenziale scoppia nuovamente di traffico. Tutto come dieci anni fa, ma con un bel po’ di tir in meno e tante auto in più. Così la salute dei mestrini resta ad alto rischio.
A riportare l’attenzione sulla correlazione tra patologie croniche e l’inquinamento prodotto dalla tangenziale è il Cocit, il Coordinamento contro l’inquinamento da tangenziale che nel marzo scorso aveva già reso pubblici i risultati dell’indagine epidemiologica condotta dall’Università di Padova, provando la relazione in almeno 300 casi tra inquinamento prodotto dalla tangenziale e malattie cardiorespiratorie. Dopo l’apertura del Passante, secondo il Cocit, l’attenzione sulla tangenziale e gli effetti sulla salute dei mestrini sarebbe passata in secondo piano. Ma, in realtà, pur senza migliaia di tir, circolano oggi 100mila veicoli al giorno e i dati sulla qualità dell’aria dell’Arpav sono ancora critici.

«Ad un anno di distanza non è stato fatto nulla – spiega il presidente del Cocit, Diego Saccon -. Stiamo ancora aspettando ciò che ci era stato promesso nel 2003, quando era stato proclamato lo stato di emergenza da parte del Governo. Ma di opere di mitigazione ambientale, la famosa “tangenziale verde” di cui parla anche nel Pat, non si vede traccia. Le polveri sottili continuano ad arrivare fino alle case che si affacciano sulla tangenziale e quei 300 casi forse sono diventati molti di più. Abbiamo così deciso di scrivere al sindaco Orsoni per sollecitarlo e promuovere delle iniziative per dare delle risposte a queste domande e ai nostri dubbi».

Il Cocit, assieme alle associazioni “Terraglio e dintorni” e “Sette nani”, ritiene che quello della tangenziale non sia un problema di minor importanza rispetto a quelli di cui si sta occupando ultimamente l’amministrazione.

«Per noi l’inquinamento da tangenziale equivale al passaggio delle grandi navi in bacino San Marco – aggiungono -. Serve l’apertura di un tavolo e un accordo di programma coordinato dal Comune con i soggetti coinvolti. La crisi economica e le piogge degli ultimi tempi ci hanno “graziato”, ma il problema resta e sta diventando più grave con l’apertura di nuovi centri commerciali nell’area Castellana, per non parlare della Romea Commerciale che, per noi, non è un’opera indispensabile».

C’è poi l’aspetto epidemiologico. Se l’indagine dell’Università di Padova ha provato la correlazione tra malattie respiratorie e tangenziale, non è ancora certo se in alcuni casi ci sia un’incidenza anche a livello oncologico o nelle crisi asmatiche.

Conclude Saccon: «Stiamo predisponendo un accordo con l’avvocato Angelo Pozzan per valutare eventuali casi di persone esposte per anni a respirare le polveri della tangenziale che possano intraprendere un’azione legale per i danni alla salute subiti».

Raffaele Rosa

 

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